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SEGNALAZIONE: I vestiti che non metti più - Luca Murano


 Titolo: I vestiti che non metti più
Autore: Luca Murano
Genere: Raccolta di racconti
Editore: Dialoghi
Data uscita: 1 settembre 2021
Pagine: 130

Trama:

Chi siamo quando nessuno ci osserva? Possiamo davvero sentirci al sicuro? È realmente plausibile, in tali circostanze, riuscire a indossare e sfoggiare la parte più limpida di noi stessi? I protagonisti dei racconti che compongono la presente silloge prendono vita tra le pagine col desiderio di rispondere a queste domande, compiendo azioni apparentemente insignificanti e che invece restituiscono alle storie autenticità e tutta la grazia che può nascondersi dietro le banalità, le paure, le sofferenze e le speranze di cui sono intrinseche le loro esistenze. Una raccolta di outfit dimenticabili, ma di reazioni e gesti indimenticabili perché radicati in profondità in ognuno di noi. Uomini e donne sull’orlo della perdizione, studenti squattrinati, scrittori precari, giocatori d’azzardo, genitori sciagurati e figli egoisti che, con ironia e disincanto, scavano a fondo nella loro interiorità solo per scoprirsi vulnerabili, fallibili e, proprio per questo, umani.



L'AUTORE

Luca Murano è nato nel 1980 a Sant’Angelo Lodigiano (LO). Dal 2009 vive in Toscana, dove si occupa di logistica. Oltre a curare Vai Come Sai, il suo blog di scrittura, negli anni ha pubblicato diversi racconti su riviste letterarie indipendenti. Nel 2018 ha esordito nel mondo dell’editoria con Pasta fatta in casa. Sfoglie di racconti tirate a mano.

RECENSIONE: Gli ultimi saranno i primi di Martino Sgobba



Titolo: Gli ultimi saranno i primi

Autore: Martino Sgobba

Editore: Dialoghi

Genere: Racconti umoristici

Data di pubblicazione: 20 dicembre 2020 

Serie o autoconclusivo: Autoconclusivo

Formato: Cartaceo euro 13,30 euro

 

 

TRAMA:

Le questioni scolastiche sono talmente serie e complicate che a volte, per non cedere allo sconforto, conviene parlarne ricorrendo all’umorismo. In questi racconti, ben lontani dal politically correct, si individuano problemi importanti e li si confronta con dispute teologiche intricate, ma proprio per questo capaci di illuminarne gli aspetti più gravi e, nel contempo, comici. Con una scrittura ricca di invenzioni linguistiche, le nove storie presentano una divertente, ma anche amara, galleria di studenti, insegnanti e presidi somiglianti a quelli che tutti non dimenticano: ciascuno con le proprie manie, ansie e miserie.

 

RECENSIONE

Nove racconti che cercano in ogni modo possibile di arrivare a una verità, o almeno concentrarsi in dottrine, in equazioni mentali, matematiche e socio-politiche. Verità che, come dice Gesù (io sono via, verità e vita), non smette mai di sorprendere con il suo sagace e pungente umorismo nero, ma a tratti anche velato di sfumature rosa.

“Nella condivisione della passione teologica, si erano trovati sempre concordi sulle questioni esegetiche, fatta eccezione per una innegabile divergenza sulla valutazione della parabola dei lavoratori della vigna: Prono accettava il significato più semplice, Verticale si ostinava a cercarne uno alternativo e più ragionevole.”

Questo libro di racconti è una perla letteraria, immancabile nella libreria di una persona colta che vuole credere ancora in qualcosa, in un Dio quasi Manzoniano, ma anche D’annunziano. C’è non solo la prosa, ma anche il manierismo, l’arte di divulgare perfettamente le teorie antiche di tempi che però rispolverati si risollevano e risorgono a vita nuova.

La psicologia, la filosofia, la fisica e altre materie molto importanti e intuitive celano, dietro le loro piccole e trasparenti maschere, tutto l’appalto scolastico, tutta la gioia di vivere delle professoresse, degli insegnanti dai nomi quasi pazzerelli, ironici, sardonici. Nomi che si legano a termini latini, che assomigliano a neologismi o ad arcaismi quasi inventati, e tutto questo è incredibilmente bello, tutto questo è magia in questa raccolta così varia, che seppure distante dal romanzo, sembra essere un racconto lunghissimo. Infatti sembra quasi che i personaggi vivano in ambienti e situazioni talmente strani ma realistici per assurdo, da trovare nella società e nella religione, che è caposaldo della raccolta dei racconti in questione, delle virtù, delle bellissime ricerche interiori, morali, e anche immorali talvolta.

Un libro non semplice, affascinante in tutto il suo mondo, nel modo interiore di essere eclettico, in un anatema dai vasti riordini, circondato da veri ricordi altamente politicamente scorretti ma mai volgari o di costumi sporchi, vicendevolmente equiparati nella loro virtù di far religione senza peccare.

“Figlia di una diversa sensibilità spirituale e, visti i cognomi, anche corporale, questa differente posizione critica non aveva mai messo in discussione la loro leale collaborazione nel gruppo di ricerca, ma era emersa con tutta evidenza in ambito professionale, proprio durante una difficile crisi scolastica, peraltro soltanto da poco superata.”

La santità, Padre Pio, i passi del Vangelo, la Bibbia, il Rosario con i suoi misteri, che qui si presentano come dottrine rivisitate in chiave sarcastica ma efficiente, sono tutti collegati da un unico occhio che vede e tutto muove, tutto consulta, come il preside di una scuola: Dio.

Lo stile dei racconti è molto pulito, scorrevole, non c’è mai un refuso, un piccolo errore di distrazione o un dettaglio fuori posto. A mio avviso un libro -  manifesto, una serie di racconti che traccia un solco nella storia della letteratura, una linea del tempo che va vissuta e presa per la coda, come il serpente della Genesi, il Diavolo.

Ho trovato le storie davvero molto feconde e interessanti, pregne di umorismo scolastico ma anche di insegnamento, la didattica infatti può essere vera e costruttiva anche su basi ilari e anzi è giusto che lo sia, dato che i più giovani spesso si rabbuiano quando devono accostarsi alle materie che ritengono noiose, specie la religione che invece ha di per sé, a mio avviso, tutte le caratteristiche per essere il fondamento della cultura.

“Dopo i primi tre pomeriggi di recita del Rosario, per acclamazione sollecitata dalla Teano, Vandàla fu nominata conduttrice della preghiera e la sacra litania assunse un cipiglio diverso, potremmo dire un cipiglio marziale, con pause più brevi di un respiro e ripartenze velocissime.”

Dio, a voler ricordare una canzone famosa, sembra morto in certi casi, ma siamo sicuri che spesso non sia semplicemente a causa della poca fede degli uomini? Dio, come diceva un’altra famosa canzone, stavolta americana, è uno di noi!


VOTO IN COCCOLE:   5

ROBERTA CANU

*Ringraziamo l’autore e la casa editrice per la copia digitale*

RECENSIONE: Amarsi a colori di Ylenia Pipita


 

Titolo: Amarsi a colori

Autrice: Ylenia Pipita

Editore: Dialoghi Edizioni

Genere: Romance

Data di pubblicazione: 20 Dicembre 2020

Formato: Cartaceo € 14,25

 

TRAMA

L’estate della diciottenne Camilla promette di essere alquanto singolare. La giovane, infatti, è appena arrivata in Calabria con l’amica Francesca per lavorare nel lido di un piccolo paese come animatrice e, forse per un gioco del destino, non impiega molto a fare la conoscenza di Chris, l’affascinante e un po’ schivo barista del Beach Club. Tra albe da ricordare e l’allegria di nuove amicizie, l’estate passa un giorno dopo l’altro e la ragazza si ritrova ben presto a fare i conti con qualcosa che non credeva di aver messo in valigia: i sentimenti.

 

RECENSIONE

Non è mai facile crescere, fare nuove esperienze, partire per mete sconosciute e cavarsela da soli. Questo è quello che fanno le nostre protagoniste, Camilla e Francesca, che accettano di fare le animatrici in un lido turistico.

Entrambe hanno uno scopo, far vedere ai propri genitori che possono cavarsela da sole e sono responsabili. Qui non solo lavoreranno ma scopriranno anche il vero senso della parola amicizia e dell’amore.

Grazie a degli amici speciali, due ragazzi, Chris e Leo, che con i loro modo di fare, entreranno nei loro cuori.

Ma che succederà quando l’estate finirà? Sarà la fine di tutto o l’inizio del per sempre?

La struttura del romanzo è ben compatta, ogni personaggio, oltre a quelli principali, ha un ruolo fondamentale nella storia. Ognuno dice la sua, viene descritto molto bene e tutti questi elementi, messi insieme, aiutano il lettore a capire meglio la storia e a coinvolgerlo. Ognuno di loro ha una storia da raccontare e anche questa cosa mi è piaciuta molto.

Non è facile mettere insieme tutti questi personaggi e riuscire a creare un filo logico ma devo dire che Ylenia ha fatto un ottimo lavoro.

Lo consiglio vivamente.

Il mio voto è cinque coccole.

Arianna

 


*Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la copia digitale.* 

RECENSIONE: Sotto il cielo di Zanzibar di Ilaria Berardi e Cristina Pedrinzani



Titolo: Sotto il cielo di Zanzibar

Autore: Ilaria Berardi e Cristina Pedrinzani

Editore: Edizioni Dialoghi

Genere: narrativa

Data di pubblicazione: 24 ottobre 2020

Autoconclusivo

Formato: Ebook €

Cartaceo € 14,25

 

TRAMA

Sofia e Giada sono due giovani donne che si trovano nello stesso momento e per motivi diversi a vivere su un’isola tropicale piena di meraviglie e contraddizioni, Zanzibar, senza mai conoscersi. Sofia lavora nella cucina di un grande resort e tra amici e notti brave vive emozioni che solo quella terra magica sa regalare. Si innamora di un latin lover masai, con il quale poi si sposerà in Italia. Parallelamente Giada si reca a Zanzibar per una vacanza con il suo compagno che invece si trasformerà in un’occasione per cambiare la sua vita insoddisfacente. Lì infatti conoscerà un giovane masai con la bancarella sulla spiaggia vicino al resort dove alloggia. Se ne innamorerà al punto che tornata in Italia lascerà la sua casa e il lavoro fisso per partire con un biglietto di solo andata per l’Africa. Le vite delle due donne si incroceranno molti anni dopo, quando il tempo e l’amore avranno dato gioie e dolori, fallimenti e rinascite benedette dal sole di Zanzibar.

 

RECENSIONE

Il libro di cui vi parlo oggi ci trasporterà nel mondo tropicale e magico dell’arcipelago della Tanzania, più precisamente a Zanzibar. Qui conosceremo due storie diverse che si svolgeranno in parallelo, in questo paradiso terrestre. La prima storia riguarderà Sofia, trasferitasi a Zanzibar per un periodo di lavoro, vivrà la sua esperienza lì, godendosi il più possibile le meraviglie del posto. È qui che incontrerà un bellissimo Masai che gli ruberà il cuore. Con lui vivrà momenti di gioia e dolore, di abbandono e di ritrovamento, vivendo dei momenti di spensieratezza e di tristezza e confusione. Sofia è una tipa superficiale e libertina, una ragazza di giovane età che vive spensierata la sua vita prendendo le cose con leggerezza, un’ingenua che non sa prendere scelte importanti fin tanto che non diventerà adulta.

La storia di Giada è simile e diversa da quella di Sofia, lei verrà a Zanzibar per una vacanza col fidanzato, ma anche lei, come succede a Sofia, si innamorerà perdutamente di un Masai, lasciando la sua terra per vivere la sua nuova storia tra le spiagge meravigliose del posto e la giungla della Tanzania. A differenza della storia con Sofia e il suo Masai, lei vivrà il suo sogno d’amore in tranquillità, godendosi i posti e innamorandosene sempre di più. Anche la sua storia, però, come quella della prima protagonista avrà dei tentennamenti e un finale particolare.

Le scrittrici sono state abilissime nel raccontare i posti, le meraviglie e le usanze che ha questa terra. Leggendo ci si ritrova a viverle in terza persona, ritrovandosi tra la foresta con le mille difficoltà che porta e le bellissime spiagge.

Il libro è ricco di dettagli sui posti vissuti e le sensazioni che dà, descrive anche molto bene le usanze delle tribù Masai, della loro vita semplice che procede molto lentamente, del loro modo di fare, delle mansioni e i lavori che svolgono e il loro spirito di condivisione. Ci racconta anche del modo di essere di un Masai, il loro comportamento e il modo in cui trattano i legami. Un mondo e delle usanze completamente diverse dal nostro, che però affascinano e ci avvicinano a una civiltà primitiva e poco evoluta, che vive nel rispetto della natura e con l’essenziale.

La pecca, se cosi possiamo chiamarla, è la ripetitività nel raccontare i dettagli, i particolari del posto e della vita del popolo Masai, avendo già letto tutte queste descrizioni nella prima parte della storia, rileggerle anche nella seconda parte annoia un po' e fa continuare la lettura con meno entusiasmo e più lentamente.

Ho apprezzato molto di più il secondo racconto, la storia di Giada, ma solo per gusto personale, le due storie infatti sono scritte molto bene e molto similari tra loro.

 Un libro che consiglio soprattutto per la storia visiva e conoscitiva che ci sta dietro. Le due protagoniste si sono innamorate di quel posto, decidendo di passare molto tempo lì e tornarci spesso, sposando anche persone del posto che hanno creato ancora di più un legame incancellabile. Ecco, nel libro si legge e si sente questo legame che è nato tra questa terra e le protagoniste. Fa venir voglia di fare una vacanza in queste splendide isole vivendo quello che hanno vissuto loro e vivendone la stessa magia.

Per me 4 coccole

La vostra Sogniappesi

 


*Ringraziamo la casa editrice e le autrici per la copia digitale.*

RECENSIONE: Il mondo non ha bisogno di poesia di Daniela Pulerà


 

Titolo: Il mondo non ha bisogno di poesia

Autrice: Daniela Pulerà

Editore: Dialoghi ( Collana Glifi)

Genere: Silloge di poesie

Data di pubblicazione: 30 ottobre 2020 

Romanzo: Autoconclusivo

Formato: E-book //

Cartaceo euro  9,90

 

TRAMA:

"Il mondo non ha bisogno di poesia" è una silloge che s'interroga sul rapporto tra il mondo e l'individuo partendo da una solitaria consapevolezza interiore che vede il dolore come sentimento propulsore di una ricerca estetica finalizzata alla comprensione dell'esistenza. Di qui l'amore come forza incontrollabile che ci muove per scoprire e scoprirsi in relazione all'altro pur senza annullare la propria interezza. Infine, si giunge alla poesia e alla sua intrinseca possibilità di incidere sulle dinamiche di una società continuamente in evoluzione.

 

RECENSIONE

Solitamente leggo moltissime sillogi poetiche che mi incuriosiscono, mi incantano, mi travolgono. Altre meno, ma generalmente tutte hanno qualcosa di straordinario, proprio come questa di Daniela Pulerà.

La potenza della catarsi, del suo mondo introspettivo ma che trascende nella realtà, senza sconfinare troppo nell’inverosimile, è qualcosa che mi ha incantata dalle prime righe. Vedo molta maturità dell’animo e anche stilistica. Vengono utilizzate metafore, anafore, anche alcune personificazioni (Angoscia/ Amore) che rievocano la materia dei colori di cui è fatta la sua poetica. E vi è la coscienza di saper andare oltre le apparenze, ma allo stesso tempo ci si macchia di quel caffè e di baci sui seni che come rime inneggiano alla seduzione e al sapore di qualcosa di leggermente proibito ma mai volgare. Rime impegnate, ma anche di facile comprensione, di facile lettura. Poesie estetiche, che come un quadro di Egon Schiele, fondono un'unione pratica ma celermente atipica. Il mondo, in queste poesie, è bello tosto, ma vi è anche la fragilità di un cuore che naturalmente da bambino diventa adulto. Un cuore, e un corpo, che a volte c’è e si vede, ma nell’ossimoro poi non si vede al contempo. Come la stessa poesia, che si nutre di specialità, come di gusti di cui non si è mai sazi e di tradizioni che difficilmente si dimenticano, proprio come la donna che dona la vita e non si scorda mai, o perlomeno non dovrebbe essere messa da parte. Poesie a mio parere filosofiche e psicologiche.

L’io intimo esce fuori e si rivela, ma poi si rintana nelle pieghe della vita, nel dolore/colore arcobaleno. Come delle mani di donna anziana, che nessuno però conosce, forse perché in fondo la poesia rimane per sempre un mistero. E nella silloge ci si pongono molte domande, ma anche risposte esaustive, si leggono ricordi che mutano nel tempo. Pianti e pianeti, Giove e Marte. E le delusioni, l’intima consapevolezza di un rapporto d’amore preso e vissuto quasi di sbieco, a metà. Ma la metà della mela rimane rossa, non acerba… E ancora il rispetto per una Natura che è matrigna in un certo senso (e richiama Leopardi a mio avviso) e dolcissima in altri sensi quando viene rispettata.

C’è un insieme di scelte, di ripetizioni volute,  i ‘rami’ che sono braccia in metafore lusinghiere, naturalistiche e che abbracciano, come la copertina del libro qualcosa di forte, un sodalizio importante.

Ho amato tutte le poesie, ma mi ha colpito in particolare una che non citerò per non rovinarvi la sorpresa e se deciderete di leggere questa bellissima  coinvolgente silloge sicuramente vi stupirà e sarete d’accordo con me… a ogni modo la poesia in questione è quasi in contrapposizione con ciò che si è sempre detto finora, ma al contempo lo si afferma. È l’ago della bilancia che punge e si infila negli anfratti, e bisogna leggere tra le righe di queste poesie-sogno, in cui ogni parola, ogni rima, è cantata con l’anima.

Il senso di libertà è palpabile e palese, ma allo stesso tempo vi è una costrizione, un senso di claustrofobia in certi istanti che vengono immortalati come se avessimo delle Reflex immaginarie per fotografare la vita che passa e si getta in una pozzanghera abbastanza larga.

Ho trovato un po’ di tristezza in queste poesie, ma anche dolcezza, celebrazione della vita, del momento in cui un figlio viene dato al mondo, in cui tutto diventa magico. Ho scoperto un’autrice che fa delle parole il suo pane quotidiano, sì, perché si nota la sua dimestichezza con la penna audace e saggia.

“Io,

unica, indivisibile

quanto divisa in mille spazi.

Io, che sono materia,

sono vera,

sono aria di primavera.”

 

“Tu sei stata,

con le tue braccia mi hai amata, imprigionata,

con un filo d’aria mi hai legata, nutrita,

abbandonata.

La tua orma è incisa in me,

nel vuoto che hai creato,

nel cratere del mio cuore,

ormai slegato.”

 

“Camminare di notte per la

città è come scoprire che si

può vivere senza il peso del

giorno sulle spalle, e che si può

udire

più rumore nel caos della notte che nell’appiattimento

del giorno.

 5 coccole!

ROBERTA CANU

 

*Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la copia digitale dell’opera.*

 

RECENSIONE: Cometa e bugie dopo venti anni di Marco Valenti


Titolo: Cometa e bugie dopo venti anni

Autore: Marco Valenti

Editore: Dialoghi  (collana intrecci) 

Genere: Narrativa

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2020

Romanzo: Autoconclusivo 

Formato:  Cartaceo 13,30 euro 

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TRAMA:

1997: la cometa Hale-Bopp è visibile nel cielo e la vita di alcune persone cambia per questioni d'amore, di passione, e dei loro opposti. Esistenze che si intrecciano con sviluppi imprevisti per l'incapacità di vedere le cose e i sentimenti come sono veramente. Tutto esplode per consuetudini, eccessi, bugie che si immaginano come verità. Il romanzo racconta cosa è stato di queste vite nei venti anni successivi: evoluzioni, crescite, nuove consapevolezze, cambiamenti e qualche inaspettato epilogo. Non è un sequel di Cometa e bugie, ma una sua nuova scrittura e insieme qualcosa di più largo che, inevitabilmente, la contiene.


RECENSIONE:

Sembra che in questo bel romanzo così atipico, scientifico e fantasioso per certi versi, e così normale, narrativo e costruttivo, quasi di formazione per altri, la cometa sia soltanto un rito di passaggio. E forse lo è davvero, con la sua scia luminosa, cambia le vite di tutti i personaggi, mirando all’ironia nera, alla saccente disillusione di poter vivere delle vite diverse e perché no magari volgere in un epilogo straordinario…  oppure normale? 

Sicuramente non è un libro per tutti, ma non perché sia di difficile comprensione, ma perché non penso che tutti amerebbero quella patina d’osservazione quasi clinica che c’è nel romanzo, soprattutto quando si parla di un certo Mario. 

Siamo negli anni in cui le rivoluzioni non fanno piacere quasi a  nessuno, e la cometa di Hale-Bopp del 1997 sembra un essere alieno, un umano che sprigiona fantasie, che vuole decantare libertà d’espressione, vuole esistere ed essere vivente, vivace, ma anche dolorosa, come un tumore nelle parti dove non batte il sole. 

“Hale-Bopp sfiorò l’orbita terrestre nella primavera del Millenovecentonovantasette uguagliando la magnitudine delle stelle più luminose,  inevitabilmente visibile a tutti anche senza cannocchiali professionali o binocoli da teatro.”

Il linguaggio utilizzato nel libro non è quasi mai semplice, ci sono ripetizioni che ho amato, perché nel contesto sono desiderate dall’autore, che è artigiano della parola, riesce benissimo a esistere attraverso il suo involucro trasparente di parole vere, realistiche e mai stupide o volgari. Tutto è pianificato, sembra addirittura di leggere un libro di fantascienza, oppure un dossier sulle comete, ma in chiave narrativa. Un manuale delicato, un saggio che non porta via nemmeno troppo tempo, in quanto la storia non è poi così lunga. Si dipana in righe scritte egregiamente, senza mai errori di distrazione, e questo è davvero ammirevole. 

“ Aveva due belle code Hale-Bopp, lunghe: la prima, formata da ioni, misurava circa venti gradi mentre la seconda, di polveri, si apriva di cinque gradi in meno anche se, in compenso, era quella più brillante. Due belle code luminose, perlacee.”

Sono stata accompagnata dalla ricchezza di questo testo, dalla sua prosa poetica, dalle rime senza rime, in un gioco di parole e canzoni (si citano dei testi anche in francese) in cui il mondo è il centro di tutto. Vi è una faccia della medaglia di gioventù e di vecchiaia, di ordini e disordini, di amori e mancanze, di deliri, incubi personali, pazienze, volontà e anche caduche e irragionevoli inimicizie. 

Ma c’è anche il potere dell’abbandono, del rifiuto, del crogiolarsi per qualcosa che non c’è, che non passerà più, proprio come la cometa che si vede una volta e poi chissà quando la si beccherà di nuovo. Inutile forse alzare gli occhi al cielo, o magari distrattamente continuare a fissare la richiesta d’amicizia, l’ennesima ricevuta su Facebook. 

E ancora, lo stile è pulitissimo, o macchiato talvolta di perfezione, se così lo vogliamo decantare, celebrando qualche attimo di commozione e di anti-pregiudizio sull’omosessualità che è presente nel testo, soprattutto in certi momenti particolari. 

È un insieme di novità, una voglia di parlare del mondo, di abbracciare i protagonisti che sembrano un po’ persi in quell’universo cosmico che forse piacerebbe a Schopenhauer e ai filosofi di quel tempo. La materia oscura, e poi anche la medicina, e forse la matematica con la materia infinita e a volte non per tutti decifrabile. Io è questo che ho visto in questa storia, e non è facile parlarne, non è semplice da recensire ma spero di averlo fatto nel modo migliore.  

“Di scientifico, all’epoca, ci fu solo qualche tamponamento notturno causato dalla distrazione di guidatori che scrutavano il cielo. Sempre meno degli incidenti che nel millennio successivo sarebbero stati causati dalle distrazioni da smartphone, chat e messaggistica, da parte di automobilisti quanto meno imprudenti. Comunque fu un evento di fine millennio. La cometa della primavera dell’anno Millenovecentonovantasette.”

Forse è il fatto dello scontro, dell’implosione e l’esplosione delle cose imperfette e perfette che rendono qualcosa magico e misterioso, ma al contempo freddo, reale. Forse, è questo libro a essere davvero un testo originale e ‘stellare’. 

Voto coccole:   5 

Roberta Canu 

*Ringraziamo l’autore e la casa editrice per la copia digitale*

RECENSIONE: Realtà nascoste di Caterina Boccardi



Titolo: Realtà nascoste

Autore: Caterina Boccardi

Editore: Dialoghi

Genere: narrativa

Data di pubblicazione: 24 ottobre 2020

Formato: Cartaceo € 13,00

Romanzo Autoconclusivo

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TRAMA

Olimpia è una donna che, raggiunti i quarant'anni, decide di fermarsi a ricordare le tappe salienti della sua esistenza, a partire da un'infanzia idilliaca vissuta tra Parigi e Roma. Cresciuta in una famiglia che l'ha sempre spinta a inseguire i propri sogni e l'amore in ogni forma possibile, si ritrova a fronteggiare il primo grande ostacolo quando, a vent'anni, finisce nel mirino di Stefano, uno stalker implacabile. La sua inquietante presenza rischia di mettere in pericolo non solo l'incolumità fisica di Olimpia, ma anche il suo approccio alla vita di tutti i giorni, dagli atteggiamenti al modo di relazionarsi agli altri. La ragazza, appurata l'impossibilità di ricevere aiuto da chi dovrebbe proteggerla, comprende di poter contare solo sulle proprie risorse per trovare la soluzione a un dramma vissuto, come emerge dalle cronache, non soltanto da lei. Una storia di resilienza, un dipinto dai tratti decisi, amari e allo stesso tempo colmi di speranza e vitalità, una dimostrazione di come i buoni sentimenti e la forza delle donne possano far fronte a qualsiasi avversità.


RECENSIONE

“Realtà nascoste” è un racconto breve che si legge in una mattinata o in un pomeriggio.

Si parte subito entrando nei ricordi di Olimpia, una donna ormai quarantenne, moglie e madre. Lei rivive la sua vita dai primissimi anni fino all’evento che le ha stravolto l’esistenza.

Olimpia viaggia nella memoria della sua infanzia a Parigi, dell’amore per la danza, del rapporto coi suoi nonni, del trasferimento a Roma e l’adolescenza, le amicizie, i primi amori, le prime uscite. Una ragazza come tante altre, con una vita abbastanza semplice e regolare, fino all’inizio del suo personale incubo.

Stefano irrompe nella sua quotidianità all’improvviso. Stefano è uno sconosciuto senza volto che l’assilla e le impedisce di vivere serenamente. Stefano è uno stalker.

Dopo un anno di paure, ansia e stress, Olimpia prende una decisione inaspettata.

Alla fine del racconto ritroviamo una donna che ha ripreso in mano la propria vita, nonostante un terribile segreto.

Ho percepito questo libro, per alcuni tratti, quasi come un saggio breve. La tematica è molto attuale, ma non si deve leggere come un vero e proprio romanzo. Più che altro è un’esposizione di fatti, un raccontare come la vita possa essere dura e che spesso capita senza alcun motivo particolare.

Peccato per la brevità della storia, che forse poteva essere sviluppata maggiormente e risultare più intensa.

Voto: 3 coccole e mezzo!

A presto, Alessandra T.


*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale.*

RECENSIONE: Everything Change. Tutto cambia tranne me di Valentina De Fraya

 



Titolo: Everything Change. Tutto cambia tranne me

Autrice: Valentina De Fraya

Genere: Narrativa

Editore: Dialoghi

Data di pubblicazione: 9 Ottobre 2020

Formato: Cartaceo 14,00

Romanzo: autoconclusivo


TRAMA

Jenny ha ventisette anni, un telefono gigante a forma di Hello Kitty, una grandissima passione per la musica anni Novanta e una lunga serie di relazioni fallimentari alle spalle. Una delle sue canzoni preferite recita: everything changes but you, "tutto cambia tranne te", e per lei queste parole rappresentano la sua storia. Di punto in bianco, però, il funerale improvviso del suo primo amore, Ado, la costringe a mettere piede su un aereo per Losanna, verso un'imprevedibile avventura. Tra inaspettate sorprese, situazioni imbarazzanti e una bambina dal passato particolare, arriva il momento, per Jenny, di mettere in discussione se stessa ed esplorare il cambiamento in ogni sua forma, muovendo così i primi passi in una vita nuova e ricolma di segreti, in cui cercare di rimanere così com'è diventa una sfida ogni giorno più grande.


RECENSIONE 

Che dire di questo romanzo… Quando ho letto la trama speravo in qualcosa di più, ma ciò non toglie che la storia in sé stessa sia molto carina.

Jenny è una ragazza un po’ stravagante, ama i Take That, ha un telefono a forma di Hello Kitty e all'apparenza sembra un po’ strana.

Non è mai stata fortunata, sia in ambito familiare che in quello amoroso.

Suo padre se n’è andato di casa, abbandonandola e sua madre beve ed è caduta in depressione, ma nonostante questo, continua a vivere la vita con serenità anche se qualche volta ha dei cedimenti.

Un giorno il suo ex migliore amico Alex, la chiama dandole una brutta notizia, il suo primo amore Adorato, detto Ado è morto.

Che fare se non andare al funerale?

Ed è proprio in quel momento che la sua vita cambia. Lei non lo sa ma Ado le ha lasciato qualcosa….

Una storia frizzante, piena di ironia ma anche profonda.

Forse un po’ troppe descrizioni ma per il resto scorrevole.

Anche il fatto che l'autrice abbia scritto in prima persona ci fa conoscere a fondo la protagonista e i suoi sentimenti in ogni momento, sia bello che brutto.

Sinceramente avrei strutturato il romanzo in maniera diversa ma, giustamente ogni autore ha il suo stile e io non sono nessuno per giudicare.

Lo stile di scrittura è scorrevole, lineare, omogeneo e anche molto fresco.

Mi è piaciuto moltissimo come Valentina abbia descritto ogni luogo in cui Jenny è stata, come Losanna, oppure Parigi.

Un grande in bocca al lupo all’autrice.

Il mio voto è quattro coccole.

Arianna

*Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la copia digitale*

RECENSIONE: A due voci di Mariapia D’Attolico

 




Titolo: A due voci

Autore: Mariapia D’Attolico

Editore: Dialoghi

Genere: romanzo

Data di pubblicazione: 9 ottobre 2020

Romanzo: Autoconclusivo

Formato: Cartaceo € 12,00


TRAMA

 A due voci è la storia vera di una giovane e brillante violinista che sogna la maternità e lotta contro pareri e pronostici medici per far nascere la sua piccola affetta da una grave malformazione fetale. Musica e famiglia si traducono in forza e sostegno nelle difficoltà e rappresentano il filo conduttore della narrazione. Profondi parallelismi tra l’infanzia della madre e quella della figlia ritmano il racconto dal lieto fine: oggi la bambina è una meravigliosa fanciulla quattordicenne che suona il violino ricevendo riconoscimenti internazionali ed esibendosi in prestigiosi teatri.


RECENSIONE

Scorsa la trama, ero allo stesso tempo intimorita e curiosa di leggere questa storia, quasi sicura che avrei pianto, anche se pensavo a un lieto fine. La commozione non è mancata, ma le emozioni che ho provato sono state gioia, attesa, speranza e felicità.

È una storia vera sull’amore più grande, quello di una mamma, che si completa in quella magnifica tribù che è la famiglia, scritta in un linguaggio fluido, che interpone il racconto ai pensieri dei protagonisti.

Fin dal primo capitolo ti immergi nel personaggio di Daniela, nella sua gioia di mamma che assiste all’esibizione da solista della sua ragazzina prodigio, lei seduta nell’orchestra, spettatrice e al contempo complice di quella passione che ha trasmesso alla figlia, la musica e il violino.  

“Eccola la mia Molly, cuore di mamma.

Legate da un filo indissolubile, io e te siamo il miracolo, tu sei il miracolo”

Molly è il miracolo di Daniela, della sua forza di sfidare tutto per quella creatura che sta crescendo dentro di lei.

Il libro percorre la storia di Daniela, prima “bambina tenera e determinata” poi “adolescente vivace e tumultuosa” e infine “donna adulta, forte, tenace, volitiva” accompagnata in tutto il suo cammino da mamma Carmela, la sorella Francesca, il papà e il fratello.

Con Daniela viviamo il desiderio di maternità, che ha difficoltà a realizzarsi, e che quando diventa realtà viene avvelenato da una notizia sconvolgente

“Non vedo lo stomaco della bambina”.

“Dovrete provvedere a un’interruzione di gravidanza: la vita dopo la nascita sarebbe impossibile”.

Parole che spengono la luce, silenziano la musica, ma non la tenacia e la forza di Daniela e suo marito quando scoprono che la patologia della loro bimba è una malformazione terribile con una possibilità di guarigione.

E mentre vorresti lasciarti andare allo sconforto, Daniela ti contagia con il suo pensiero positivo, perché anche quando tutto sembra contro, basta quel trenta percento di possibilità di vita ad affrontare un percorso difficile, che porta a vivere in un’altra città, dentro un ospedale, a guardare la tua piccola creatura in terapia intensiva.

Ma Daniela non è sola, ha accanto tutta la sua meravigliosa famiglia

“Noi siamo una tribù…”

“Tutti dalla parte di quel “trenta”, tutti in campo, a lottare per vincere con noi.”

Durante la lettura mi sono sentita cullata dalla musica dolce del violino di Daniela e Molly, quella musica che fin dall’inizio unisce le due protagoniste, è il loro linguaggio primario, il loro intimo legame.

“Io e Molly abbiamo avuto un’intesa magica, unica e speciale, da sempre”.

 “Avvertivo così il bisogno e il desiderio di comunicare con lei, di parlarle, e la musica mi sembrava il modo migliore per farlo”

“Ho azionato il lettore CD e l’ho avvicinato alla sua culletta. E allora, in quel preciso istante, Molly ha aperto gli occhi per la prima volta nella sua vita. Per la prima volta nella sua vita, ha sentito la nostra musica e ha visto la sua mamma”.

E mai come in questo momento storico che stiamo vivendo mi sembrano toccanti le parole di Daniela

“Noi la normalità, alle volte, la sottovalutiamo molto. ”

Un invito a una riflessione profonda, perché quando il tuo mondo viene sconvolto l’unica cosa che si vorrebbe è un po’ di normalità, fatta di vita quotidiana nella propria ‘casa’.

Mariapia D’Attolico con questa storia oltre alla forza dell’amore di mamma, all’importanza della famiglia, ci mostra come la vita sappia stupirci, ci suggerisce di non abbandonare mai la speranza, perché se ci si crede i miracoli avvengono e possono regalare gioie immense.


5 Coccole

Alla prossima, Lenny

*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale.*

RECENSIONE: L'uomo nella foto di Sara Pretolini

 

Titolo: L'uomo nella foto

Autrice: Sara Pretolini

Genere: Giallo

Editore: Dialoghi

Data di pubblicazione: settembre 2020

Romanzo autoconclusivo


TRAMA:

Per Teresa, giovane studentessa universitaria, il consueto rientro estivo nella quiete di Settecase è sempre filato sui binari della routine. Solite facce, soliti luoghi, una migliore amica con cui trascorrere le lunghe giornate. A scardinare le certezze della protagonista è l’arrivo di un misterioso uomo francese. La sua presenza nel paesino è accompa- gnata da alcuni fatti insoliti: una “strage” di pecore e poi la misteriosa morte del signor Guglielmi, figura di spicco della comunità locale.

Teresa, figlia del commissario, non è convinta del primo approccio alle indagini: approfondendo dei dettagli sulla storia di Settecase, si ritrova a sbrogliare una matassa in cui ad attingere a mani basse nel torbido potrebbero celar- si dei soggetti insospettabili.


RECENSIONE

Buongiorno a tutti, come di consueto sono qui per tenervi un po' di compagnia e per parlarvi del nuovo romanzo di Sara Pretolini " L'uomo nella foto".

È la prima volta che leggo un romanzo di quest'autrice e devo dire che mi ha sorpreso molto.

Non solo ti coinvolge a tal punto da non riuscire a smettere di leggere neanche per un secondo ma ti dà anche tantissime emozioni.

Sara ci porta nel mistero, nel giallo e ci narra la storia di Teresa, chiamata amorevolmente Teresina, che si reca dai suoi genitori nel piccolo paesello di "Settecase".

Qui non succede mai nulla di eclatante e Teresa si annoia giorno dopo giorno, l'unico suo sfogo è recarsi alla biblioteca e leggere.

Un giorno, però tutto cambia...

Un vecchio signore viene assassinato e da quel momento Teresa cercherà di scoprire la verità, anche a costo della sua vita...

Un romanzo pieno di adrenalina, in alcuni momenti il mio cuore batteva fortissimo in altri ho riso tantissimo, soprattutto per i battibecchi tra Teresa e l'uomo dei suoi sogni: Ettore.

Ho divorato pagina dopo pagina e l'ho finito in pochissimo tempo e lo rileggerei altre mille volte.

Lo stile di scrittura è lineare, omogeneo, fresco e profondo, la struttura del romanzo è ben delineata, è scritto in prima persona e questo ha fatto sì che ogni personaggio abbia la sua introspezione.

Ho amato tantissimo il personaggio di Teresa, il suo carattere ribelle, il suo carisma ma anche la sua intelligenza.

Mi è piaciuto tantissimo anche Ettore e il suo modo di fare.

Prima di lasciarvi faccio un grandissimo in bocca al lupo all'autrice e spero di poter leggere presto altri suoi romanzi.

Il mio voto è cinque coccole.

La vostra Arianna

*Ringrazio l'autrice e la casa editrice per la copia digitale del romanzo.*




NUOVA USCITA: I Corvi di Thorne Point di Veronica Eden

                        Titolo:  I Corvi di Thorne Point Autrice:  Veronica Eden Serie:  I Corvi di Thorne Point #1 Editore:  Heartbeat Ediz...