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INTERVISTA: A TU PER TU CON......Alessia Piemonte



Ci fa sempre un enorme piacere conoscere, fin dove è possibile, chi ci delizia con i suoi lavori, ecco perché non diciamo mai NO a chi vuole aprirsi, dandoci una panoramica del proprio essere e del proprio lavoro, attraverso domande mirate.

Queste sono state quelle che abbiamo proposto ad Alessia Piemonte e noi con gioia ve le giriamo ampliate dalle sue risposte 



1) Per prima cosa vogliamo chiederti da quanto tempo conservavi nel cassetto il tuo manoscritto e cosa ti ha spinto a inviarlo ad una casa editrice. 

“Ogni tanto, mi dedico all’amore!”, è una raccolta di poesie che l’ho scritta nell’arco di tre giorni durante il lockdown. E ciò che mi ha spinto di inviarlo ad una casa editrice era di “sperimentare”, se la mia parte romantica, tenuta per molto tempo in letargo, avrebbe avuto un riscontro positivo.


2) Quale messaggio hai voluto lanciare con questo tuo nuovo romanzo? E quanto di te stessa è riflesso nei personaggi? 

Come avevo scritto nelle prefazione : Un’ode all’amore, dal mio umile e sincero punto di vista. Un progetto discriminato, respinto, bloccato per “tabù” e vergogna, per non omologarmi alla massa, ma che…ha accarezzato la mia anima, urlando clamorosamente con insistenza per essere esternato.” Ho svelato ogni piega emotiva di me stessa, perfino nelle canzoni che antecedono la poesie. Sono le mie preferite, e secondo un mio modesto soggettivo punto di vista, per le velleità del testo, perfino nel ritmo, sono più romantiche di quelle commerciali che spesse sminuiscono la cultura dell’amore.

 

3) Come e cosa ti ha avvicinato alla lettura e alla scrittura?  E in quali generi ti sei cimentata?

Ero attratta dall’odore dei libri, come se aleggiasse un segreto. Mi procurava un influsso strano, forte, pungente ma al tempo stesso seducente. Era anche un espediente per “sbarazzarmi” dei fallimenti emotivi passati, per poter rinascere. Dovevo essere artefice del mio presente per trarre successo da ogni situazione e tramutarla su carta e le parole dall’incontenibile fantasia che crescevano con velocità mostruosa . Tuttavia, mi sono cimentata nel genere : giallo, thriller, horror, noir, poesie in vernacolo e d’amore.


4) Ci sono autori/autrici che preferisci? Quali generi letterari gradisci di più? 

Non smetterei di affermare che i miei mentori letterari, sono : Andrea Camilleri, il precursore, Antonio Manzini, Donato Carrisi, Arthur Conan Doyle, Robert Louis Stevenson, Charles Bukowski, e nell’ultimo periodo mi sono “innamorata” di Wulf Dorn. 

Quindi, i generi letterari che gradisco di più sono gialli, thriller, horror.


5) Quali sono le tue aspettative per questo romanzo?

Per scaramanzia, preferisco non averne aspettative. Spero solo che il pubblico di lettori apprezzerà.


6) Qual è la tua routine di scrittura? Preferisci il silenzio o la musica di sottofondo.  

Non ho nessuna routine precisa. Scrivo in base all’ispirazione che m’ inonda, soprattutto se sono nel clou della storia. Durante la stesura esigo il silenzio assoluto. La musica, solo per svagarmi nel momenti di pausa, per dare la giusta carica svegliando il cervello intorpidito. 


7) Fai una piccola presentazione di te stessa.

 Non mi piace presentarmi, (un po’ mi imbarazza!) però, posso dire che sono una ragazza orgogliosamente meridionale (Sicilia, Campania) che ama l’arte in tutte le sue forme. Mi piace fare le cose con cuore, anima e cervello e sono innamorata di ciò che è semplice e genuino, che dà quel colore al mondo, e lo scuote con una dolce vibrazione nel sangue.


8) Se dovessi convincerci a comprare il tuo romanzo, cosa ci diresti? 

Se sono curiosi di leggere delle poesie scritte da una che prima era ostile al romanticismo, bhè è l’opera giusta, anche per i maschietti che vogliono conquistare la ragazza dei propri sogni, o anche per solo rimorchiare.


9) Hai già progetti futuri in cantiere? Vogliamo qualche spoiler.

No, mi dispiace non spoilero. Fino a quando non ho nulla di concreto, preferisco non proclamare nulla.


Ringraziamo di cuore la nostra Alessia Piemonte che è stata gentile e disponibile alle nostre richieste.

Alla prossima.

TOUR PER NEVER: INTERVISTA A SUSANNA BRONZINO


Titolo: Never

Serie: Back to me #1

Autrice: Susanna Bronzino

Genere: Romance Contemporaneo, Erotico

Trama:

Si sono incontrati. Si sono amati. Si sono lasciati.

Lei si è ritrovata a crescere la figlia a sua insaputa.

Ma lui ora è tornato.

Ed è deciso a riprendersi ciò che gli appartiene.

Claudia ha avuto sua figlia Demetra a vent'anni insieme a Diego, l'unico uomo che abbia mai amato. Undici anni dopo, lui è un famoso pilota motociclistico, considerato il numero uno delle moto GP, nonché irresistibile playboy. Lei, invece, lavora principalmente come cuoca a domicilio.  Ha tre carissime amiche d'infanzia e un affascinante vicino di casa che considera come un fratello. Durante questi anni si è dedicata al suo ruolo di mamma e amica, ritenendo di non avere tempo da perdere con gli uomini, l'ultima cosa che desidera è farsi coinvolgere in una relazione. Tuttavia, adesso ha un fidanzato bellissimo e perfetto, come bellissima e perfetta sembra ora la sua vita.

Tutto però cambia quando Claudia accetta di sposarsi e, l'arrogante e sexy, Diego ricompare prepotentemente nella sua vita per riconquistarla.

 

Nota: Never termina con un finale in sospeso. La storia di Claudia e Diego continua in Again e in Forever!


Quando la Triskell Edizioni ci ha proposto l'iniziativa del mese di giugno, noi di Coccole tra i libri, con immenso piacere abbiamo aderito a questo tour promozionale, ecco perché ringraziando la casa editrice e Susanna Bronzino, siamo liete di farvi partecipi dell'intervista che l'autrice ci ha gentilmente concesso.


 

1)   Per prima cosa vogliamo chiederti da quanto tempo conservavi nel cassetto il tuo manoscritto e cosa ti ha spinto a inviarlo ad una casa editrice.

Ciao ragazze,

ci ho messo un po’ a terminare il mio primo manoscritto. Me la sono presa con molta calma perché il mio obiettivo non era la pubblicazione. Al principio, avevo iniziato a scrivere per me stessa e per le mie amiche, che mi hanno seguita passo dopo passo, o meglio, capitolo dopo capitolo. Si facevano trasportare da quello che scrivevo, rimanendone affascinate (alcune volte), criticando (in altre) e incoraggiandomi a continuare quando ero in crisi.

Poi, qualche anno fa, ho pensato che avrei potuto provare a mandare il mio manoscritto a una casa editrice. E per mia fortuna, sono ‘incappata’ in Triskell.

2)   Quale messaggio hai voluto lanciare con questo tuo nuovo romanzo? E quanto di te stessa è riflesso nei personaggi?

Che c’è sempre una seconda occasione per tutti. Anche quando pensi che non potrà mai succedere. Non devi mai farti abbattere dalle difficoltà, anche se queste possono sembrare insormontabili.

Nei miei personaggi c’è molto di me e di quello che fa parte della mia vita. Io scrivo di emozioni che ho vissuto e che vivo ogni giorno, che siano belle o meno, non importa. Quello che conta è che siano profonde, vere e mi facciano sentire viva.

3)   Come e cosa ti ha avvicinato alla lettura e alla scrittura?  E in quali generi ti sei cimentata?

Non so di preciso quando ho iniziato a pensarci, ma volevo provare a scrivere qualcosa che scatenasse reazioni intense nel lettore. Così mi sono trovata a pensare ai momenti felici e a quelli meno felici che mi hanno accompagnata nella vita. Quasi ogni giorno (il più delle volte accadeva quando mi trovavo in auto da sola) prendevano forma le idee che mi venivano in mente. Poi le annotavo su dei post-it o sulle note nel cellulare, o su qualsiasi cosa avessi a portata di mano.

La storia di Claudia e Diego sarebbe stata la prima.

4)   Ci sono autori/autrici che preferisci? Quali generi letterari gradisci di più?

Mi è sempre piaciuto leggere, soprattutto genere thriller e fantasy.

Adoro Dan Brown e JR Ward perché mi stupisco sempre come questi due autori mi facciano vivere in prima persona quello che raccontano.

5)   Quali sono le tue aspettative per questo romanzo?

Questa trilogia è stata una bella sfida. Ci ho messo il cuore. E, a prescindere dalla riuscita, io sono convinta che quando ci sia la passione in quello che fai c’è tutto.

Ovviamente spero che la storia di Claudia e Diego faccia battere il cuore ai lettori e regali loro tante emozioni.

6)   Qual è la tua routine di scrittura? Preferisci il silenzio o la musica di sottofondo.  

Sono moglie e mamma: non ho una routine di scrittura!

Fino a qualche anno fa la mia vita circolava, in buona parte, intorno ai figli quindi, il più delle volte, scrivevo durante la notte.

Ora che sono più grandicelli, ho più tempo da dedicare alla scrittura.

Ho una playlist che mi accompagna e mi ispira quando devo raccontare particolari situazioni ma in linea di massima prediligo scrivere con il silenzio.

7)   Fai una piccola presentazione di te stessa.

Ho 51 anni e, come ho detto, sono una moglie e una mamma. Adoro la mia famiglia e sono molto gelosa e protettiva nei loro riguardi. A volte posso risultare troppo diretta in quello che dico ma non amo gli indecisi. Io e mio marito abbiamo molti amici, spesso e volentieri la nostra casa ne è piena.

Ho due grandi passioni: cucinare e leggere.

Mi piace tenermi impegnata e difficilmente mi annoio perché m’invento sempre qualcosa da fare.

8)   Se dovessi convincerci a comprare il tuo romanzo, cosa ci diresti?

Che se vi piacciono le storie divertenti, frizzanti e (anche) piccanti, la storia di Claudia e Diego non vi deluderà.

9)   Hai già progetti futuri in cantiere? Vogliamo qualche spoiler.

Ebbene sì, in questo momento mi sto dedicando a raccontare la storia di altri due personaggi che, in Back to me, avevano una parte secondaria.

Anche con questi due ho un bel rapporto quindi mi sto divertendo un mondo a scrivere di loro.


Ci congediamo da Susanna ringraziandola ancora una volta per la partecipazione e rinnoviamo i ringraziamenti alla Triskell per averci annoverate in questa iniziativa.

Lo staff del blog COCCOLE TRA I LIBRI

BLOG TOUR QUINTA TAPPA: INTERVISTA A ROSSANA LOZZIO


Siamo curiose/i, ecco perché aderendo a questo blog tour abbiamo preso con gioia la tappa intervista, abbiamo così inoltrato domande alla carissima Rossana Lozzio che con gentilezza e squisito candore ha risposto in modo diretto e senza remore.

Un grazie a lei e agli organizzatori del blog tour per averci fatto partecipi di questa nuova avventura.

 

1)   Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

Nessuna. Scrivo perché sono ispirata e talvolta, lo faccio ascoltando buona musica.

 

2)   Quale messaggio hai voluto lanciare con questo tuo nuovo romanzo?

Non è mia abitudine lanciare messaggi, spero sempre di regalare emozioni.

 

3)   Perché hai cominciato a scrivere?

Non credo ci sia un motivo preciso, fa parte del mio essere, ho sempre riempito diari e quaderni di pensieri, di racconti ed è stato naturale cominciare a scrivere romanzi.

 

4)   Se dovessi usare un paio di aggettivi per le tue storie quali useresti?

Intriganti e sentimentali.

 

5)   Spiega brevemente perché si dovrebbe leggere i tuoi libri.

Spero per emozionarsi, per evadere dalla routine quotidiana e magari per riflettere su alcuni argomenti delicati.

 

6)   Dove nasce la tua passione per la scrittura?

Nasce con me, trasmessami dal DNA paterno. Papà divenne giornalista pubblicista, da autodidatta e scrisse poesie e testi di canzoni. La più grande eredità che mi ha lasciato e per cui non smetto di provare gratitudine, è stato il dono della creatività.

 

7)   Fai una piccola presentazione di te stessa.

Mi riesce complicato parlare di me, lascio sempre che lo facciamo gli altri. Diciamo che mi impegno per essere una buona persona e che se agli altri perdono spesso comportamenti e atteggiamenti che mi deludono o mi procurano sofferenza, verso me stessa, purtroppo o per fortuna, sono molto più che severa.

 

8)   Qual è o quali sono i tuoi romanzi preferiti che ti hanno spinto alla scrittura?

Come ho detto prima ho sempre scritto per passione, non ho altro stimolo che la fantasia e il desiderio di raccontare ciò che nasce da dentro per essere anche condiviso.

 

9)   In che momento della giornata scrivi?

Mi capita di scrivere al mattino, al pomeriggio e persino di notte. Dipende dell’ispirazione e dall'evolversi della giornata.

 

10)  Quando scrivi ami circondarti di silenzio o ami avere un sottofondo musicale?

Entrambe le cose vanno bene. La musica è un'altra delle mie passioni e quindi è sempre la benvenuta! 

PRESENTAZIONE:Intervista a Sandra Moretti



Oggi vi presento l’autrice Sandra Moretti, scrive di fantascienza ed è rappresentata in Italia dall’agente letterario Eleonora Marsella.
Scopriamola attraverso questa intervista:

Chi sei?

Mi presento, mi chiamo Sandra Moretti e di professione faccio la psicologa e psicoterapeuta nel settore della clinica e della neuropsichiatria infantile.Da quasi quindici anni lavoro nel campo dell’età evolutiva, con bambini e adolescenti. Proprio da loro, dalle loro narrazioni e fantasie, ho preso spunto per la trilogia fantasy dell’Isola di Heta, di cui è stato pubblicato il primo volume omonimo, “ L’Isola di Heta” nel 2016 e a quasi due anni di distanza, il secondo capitolo della saga “Diversi Mondi”.

Quando ti avvicini al mondo della scrittura?

Ho iniziato a scrivere seguendo un consiglio che spesso mi trovo a dare ai miei giovani pazienti: nei momenti di difficoltà, cerca comunque il lato bello e positivo e, se non lo vedi fuori, costruiscilo dentro di te.
Così nasce l’idea di un altro universo, un’altra dimensione in cui immergersi per trovare nuova linfa e trasmetterla agli altri.
“Esistono tanti mondi quanti ne puoi immaginare”…questa è la verità che la giovane Thea Bright scoprirà quando verrà inaspettatamente catapultata su Heta, un pianeta parallelo, uguale e
diverso dal suo, ma altrettanto “umano” e per certi versi spaventoso.
Perché è arrivata lì? Quali segreti nasconde quell’isola che la spaventa e la attrae allo stesso tempo? Che cosa c’entra lei con lo strano mistero legato allo spicchio 12 e, soprattutto, cosa la lega a Nathan Delphi, affascinante Tenente che protegge il suo mondo?
Tante domande, ciascuna avrà la sua risposta. E mentre la narrazione riempirà i buchi della curiosità del lettore, spero possa colmare anche quelli più profondi, come è stato per me mentre inventavo questa realtà.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio di fondo è “non avere paura di essere te stesso”. Mi rivolgo soprattutto ai ragazzi di oggi, che hanno paura spesso di crescere, di scoprire chi sono e chi dovrebbero o vorrebbero diventare. Queste due spinte, dovere e volere sono uguali e contrarie allo stesso tempo, e generano conflitti che a volte ci fanno sentire bloccati e in difficoltà.
Per crescere devi affrontare te stesso, conoscerti e saperti accettare per quello che sei; lottare per modificare ciò che non ti piace e accogliere quello di cui sei parte. 
Proprio come accade alla giovane Thea, che, catapultata in una realtà nuova e misteriosa, dovrà fare i conti con chi credeva di essere e chi è realmente e decidere quale ruolo giocare nella partita che si è appena aperta davanti a lei.

Dove possono trovarti?

Troverete i miei libri sul sito della casa editrice, Tabula fati ed Edizioni Solfanelli
(http://www.edizionitabulafati.it/lisoladiheta.htm) su Amazon, IBS e tutte le principali librerie italiane.
Inoltre potrete seguirmi sulla miapagina face book – instagram e Twitter: isola di heta e sul blog: isoladiheta.blogspot.com.

Leggi il mio libro perché?

Perchè l’isola di Heta è un libro dai molti volti. Nasconde in sé più messaggi e, seppur possa sembrare il classico young adult, secondo il mio parere ha un raggio di lettura più ampio, offrendo tematiche degne di tutte le età e aprendosi a tutti.



BLOG TOUR: "INTERVISTA DANIELA TESS"



-Ciao Daniela ti va di dirci che sei nella vita di tutti i giorni e delle tue passioni?
Ciao! Nella vita di tutti i giorni sono un’insegnante di scuola primaria. Vivo e lavoro a Roma, città che adoro, per la storia e la cultura che la permea e che si respira ad ogni angolo. Ovviamente ho una passione per i bambini, i miei cuccioli, come li chiamo io.  Inoltre sono una lettrice compulsiva, una sognatrice; circa dieci  fa ho cominciato  a mettere per iscritto le mie fantasie…ed eccomi qui.

-Siamo curiose qual è il tuo genere preferito di lettura e quali sarebbero i tre libri che in assoluto tu consiglieresti di leggere e perché? 
Amo i romanzi rosa e i gialli. Su tutti prediligo il romance storico, in particolare il periodo regency o comunque i romanzi ambientati nell’ottocento inglese. Tre libri? Difficile, ne ho di più; vi dico i tre che mi vengono di getto della mia autrice preferita, la Balogh, maestra del genere. Se vi è piaciuta la mia trilogia non dovete perdervi:  Perfido intrigo, un romance dalla trama particolare, che potrebbe creare qualche dubbio ma vi assicuro che l’autrice ha saputo crearne un capolavoro. Signora del suo cuore, dove c’è un altro duca di Tresham, più famoso e diversissimo dal mio, che ho voluto omaggiare riprendendone il nome. Un personaggio davvero affascinante e notevole. Infine “la melodia del cuore” con protagonista una ragazza sordomuta. Una favola dolcissima e commovente, con una protagonista generosa e determinata. Un’eroina pazzesca. La Balogh ha la capacità rara di creare favole e meraviglie con protagonisti e trame spesso anticonvenzionali. Chi vuole avvicinarsi al genere non può prescindere da lei.

-Quando hai cominciato a portare su carta le storie che popolavano la tua mente e condividerle con i lettori?
Circa dieci anni fa. In un forum mi proposero di scrivere una fan fiction. Io risposi che semmai l’ avessi scritta, l’avrei ambientata nell’ottocento, in un’epoca lontana dai giorni nostri. Mi dissero di provare e cominciai. All’inizio mi sembrò di avere poche idee, ma poi…nella mia mente cominciarono a crearsi trame, visioni…da allora non sono riuscita più a smettere! 

- Ma ora entriamo in ciò che tu con la tua mente e la tua penna hai scritto.Com’è nata la serie Amore Proibito?Parlane ai lettori, vuoi? 
“Un amore proibito” è stata la prima fan fiction che ho scritto in quel famoso forum. E’ la storia dell’amore difficile, proibito, appunto, tra una nobile e un povero, una contessa e uno stalliere. La storia di Alyce e Lucas che negli anni è diventata molto di più. Da allora non ho più smesso di scrivere. Postavo un capitolo al giorno, verso l’una di notte perché lavoravo. Ricordo quei giorni come straordinari e meravigliosi: feedback,  migliaia di visualizzazioni, gente che aspettava il capitolo giornaliero perché altrimenti non riusciva a dormire. Commenti sulle “puntate”; risate, divertimento, battute su alcune scene come quella del “pagliericcio”. Davvero un’esperienza indimenticabile. Il contatto giornaliero con i lettori è un privilegio e una gioia; indimenticabile.

-Durante la scrittura e di seguito la pubblicazione di questa serie pensavi a una fascia particolari di lettori che l’ avrebbero apprezzata maggiormente?
Ho pensato ad una storia per le donne, che parlasse appunto di donne forti, generose, in cui ci si potesse riconoscere. Una storia che potesse far evadere e sognare, che commuovesse, divertisse e facesse sentire quelle “farfalle” nello stomaco che provo ogni volta che trovo un romanzo sconvolgente.

-Ma tornando alla tua serie dicci com’è nata l’idea di inglobare in queste pagine ben tre tipi di amori tormentati ma anche particolari?
All’inizio la story line principale era quella di Alyce e Lucas. Pian piano si affiancarono Arianne e Adrian; la sorellina di Alyce era troppo sveglia per non avere una sua storia romantica. Infine, quest’estate, ho concluso anche la storia di Philip e Jane che nella versione originale, quella del forum, non era stata sviluppata. Lui aveva tanto da dire. È un personaggio che mi ha sempre intrigato. Ho voluto scavare in quell’anima nera e vedere cosa ci fosse.

-Ci parli un po' di queste tre coppie e cosa rappresentano per te o comunque del significato che volevi trasmettere ai lettori?
Alyce e Lucas rappresentano l’amore puro e totale. Degli opposti che spesso si attraggono. Di coloro che seppur diversi per nascita ed estrazione, combattono lealmente e vincono. È l’amore passionale, romantico, a tratti drammatico che fa palpitare, appassionare, commuovere. Arianne e Adrian rappresentano l’amore più leggero, nel senso di meno drammatico, ma egualmente forte. La ragazza anticonvenzionale, bella ma non bellissima, intelligente e che conquista lo “sciupafemmine”incallito. Sono la coppia che  fa ridere, che si lancia battute al vetriolo, che alleggerisce il dramma degli altri due.
Philip e Jane sono la coppia difficile, quella apparentemente non coppia e non innamorata. Il loro sembra un matrimonio di convenienza, fasullo…come un fiore calpestato, che però, a una seconda occhiata, rivela colori e bellezza. Il classico “bad boy” o bastard inside che piace a noi donne. Un uomo che arriva a concepire un piano diabolico contro il sangue del suo sangue. Che sposa una ragazza apparentemente docile, remissiva, apparentemente “incolore”, per soldi, e che invece si ritrova legato a una leonessa, che lo amerà incondizionatamente e che riuscirà a cambiarlo  con la sua bontà e il tocco del suo amore. Cosa c’è dietro un’anima nera? Quali segreti o traumi nasconde? Lo scopriremo nel terzo romanzo. Tra i due, alla fine, l’elemento forte è Jane. Ci vuole un amore davvero immenso per accettare quello che accetterà lei. Ma alla fine avrà l’uomo di cui è innamorata da sempre, totalmente fedele, coinvolto, devoto, ai suoi piedi. 

-C’è qualcosa di autobiografico o comunque legato a qualcosa di te nei personaggi che hai creato?
Mi fanno spesso questa domanda. Di autobiografico non c’è nulla. Sono personaggi del tutto inventati. Certo sono portatori di caratteri e valori che forse sento vicini a me. Le eroine come Alyce sono quelle di cui vorrei leggere: dolci, innamorate ma non delle oche senza cervello, forti e determinate ma non troppo femministe ante litteram. Sempre nell’ottocento vivono e devono essere coerenti con i tempi vissuti. L’eroina per me è anche più importante dell’eroe: se leggo un libro e non riesco a immedesimarmi in lei, il libro non mi piace.

-Tutta la tua serie tocca temi molto profondi e particolari; attraverso questo Blog Tour abbiamo in parte cercato di dargli risalto. C’è un perché nel volerli portare su carta?
Credo che un libro, seppur d’evasione, debba essere portatore di messaggi positivi. Mi piace pensare che l’onestà, il bene, trionfino sempre, nella fantasia e nella vita vera. Mi piace trasmettere il messaggio che ognuno, indipendentemente dal luogo di nascita, possa migliorarsi, riscattarsi, avere la sua rivincita, perseguire la propria felicità.

-Sbagliamo o tu credi molto nelle seconde possibilità?Lo chiediamo poiché sembra una costante tra le tue pagine.
Assolutamente. Credo nella forza e nella determinazione di voler raggiungere i propri obiettivi, con onestà e mai a scapito di altri. Credo nel non arrendersi mai, nel darsi valore, nel provarci sempre. 

-A distanza di un mese dalla conclusione e pubblicazione della serie come ti senti? Cosa ti ha lasciato ora questo lungo viaggio?
Mi sento ancora stordita, come una madre che ha cresciuto dei figli e che ora deve lasciare che camminino da soli. Mi sento euforica ma nello stesso tempo ferocemente protettiva. Ho mille idee per i prossimi romanzi ma c’è ancora qualcuno dei “vecchi” che mi parla e “pretende” che io racconti altro su di lui. Sono ad un bivio!

-Un viaggio lungo che ti ha portato ora a “tirare le somme” diciamo così. Sei soddisfatta? Del riscontro dei pro e contro che possono essere stati espressi dalle recensioni e dai lettori che ti seguono? Insomma dicci ad ora dopo la sua conclusione le tue impressioni.
Sono molto soddisfatta!Un anno fa non avrei mai immaginato tutto questo, i tantissimi commenti entusiasti, anche in privato, i primi posti in  classifica, le recensioni positive di professionisti del settore e non, i blog tour e review party con 27  partecipanti, le interviste anche su siti e riviste prestigiose! Per me è un sogno che si avvera. Giorno dopo giorno, ogni libro venduto e apprezzato è una conquista e una gioia. Ovviamente devo ancora crescere, migliorare, si può e si deve fare sempre. I riscontri positivi mi spingono a fare sempre meglio, così come le critiche. Magari riuscirò a conquistare anche gli scettici. Ho delle nuove storie pronte che trovo migliori e più mature di “Un amore proibito” e che spero vengano ancor più apprezzate. 

-Si sa che non è semplice il mondo della scrittura e spesso capita di essere rifiutati oppure lettori che non ne comprendono appieno il significato nascosto fra di esse. Quindi quanto conta l’apprezzamento dei lettori tra recensioni oppure messaggi, quanto conta il passa parola?
L’apprezzamento conta moltissimo ovviamente. Per noi self il passa parola è fondamentale così come il feedback positivo, la recensione lasciata magari sul nostro canale principale di vendita. Purtroppo molti potenziali lettori si basano sulle recensioni per decidere se acquistare il libro. Io no ma molti sì. A me se piace un libro lo compro anche se le recensioni non sono eccellenti. Mi è capitato di amare libri che avevano due o tre stelle, uno per esempio è “Devil’s web”. Se mi fossi basata sulle recensioni non avrei mai scovato un autentico  gioiello. Non possiamo avere tutti gli stessi gusti e per fortuna, aggiungerei. Il confronto e la diversità sono sempre una fonte di ricchezza. L’unica cosa che mi dispiace, non è tanto non essere capita, quanto ricevere una recensione falsa, dove vengono scritte cose non rispondenti al vero. Questo non dovrebbe accadere. Anche quando si scrive una recensione si dovrebbe usare innanzitutto onestà intellettuale, sensibilità, delicatezza. Anche con queste caratteristiche si possono rilevare criticità dell’opera. Mi è capitato di ricevere recensioni di chi chiaramente ha inventato non avendo letto il libro. Questo mi è dispiaciuto molto. Per questo però dico alle mie lettrici, e non, se vi piace un libro, se volete continuare a leggere quell’autrice, lasciatele un feedback positivo pubblicamente. A noi serve per avere visibilità, per essere scelte magari da una fetta sempre maggiore di pubblico. Se non otteniamo riscontri è difficile restare positivi e continuare  a creare storie! Il vostro incoraggiamento e apprezzamento ci serve tantissimo, siete fondamentali. Quindi il mio grazie di cuore a chi mi ha sostenuto  fino a qui e a chi continuerà a farlo!  Per quanto riguarda i rifiuti, avendo iniziato direttamente a pubblicare in self, non ne ho ricevuti. 

-Pensi che attraverso i tuoi libri sei riuscita a lasciare e trasmettere qualcosa ai lettori?
Spero innanzitutto di averli fatti evadere, sognare, che non è poco. Spero di avergli causato le classiche “farfalle nello stomaco” perché esistono pure quelle delle lettrice quando si innamora di un libro. In più, se ho fatto innamorare qualcuno dei valori dei miei eroi, onestà, generosità, perdono, determinazione nel perseguire i propri obiettivi e la propria felicità, sono felice. Io sono l’esempio che quando si crede in qualcosa si deve fare di tutto, onestamente, per raggiungerla. Mai rinunciare all’amore o ai propri sogni.

-Secondo te quanto la scrittura è legata alla società, quanto la influenza e che relazione portano le influenze letterarie e culturali?
Sicuramente è molto legata alla società. Purtroppo viviamo in un’epoca in cui piace tutto ciò che è immediato, veloce, che dà risposte impulsive. Lo vedo nella scuola, nel cambiamento degli stili di apprendimento e lo noto come scrittrice. Si legge poco, ci si sofferma poco sulle cose, si riflette poco ma si vive molto d ‘immagine ed apparenza. Questo mi dispiace per molti motivi, da scrittrice rende difficile il nostro lavoro, ancor più da scrittrice di romances storici: chi si immedesimerebbe in pizzi e merletti nell’epoca dello smarthphone? Pochi. Fortunatamente ci sono insegnanti, genitori, scrittori e non solo, persone di genere e professioni diverse,che continuano a parlare di cultura, storia, arte, del bello. Piantando dei semi germoglieranno piante che non lasceranno che queste tradizioni e culture vadano perse e sapranno, anche in un’epoca così veloce, soffermarsi sulla bellezza, che sia della natura, di un dipinto, di una  storia,di una parola. Che sapranno riflettere, pensare criticamente, vivere di immaginazione. Sapranno creare, far evadere e sognare. Viva l’arte in tutte le sue forme!

-Pensi che nel creare questa serie sei stata influenza dalla letture di altri scrittori che ti hanno fatto amare i loro scritti? 
Sicuramente sono stata influenzata dai molti romances letti, in particolare i regency di autrici come Mary Balogh. Vi consiglio vivamente di leggerne qualcuno. Se amate gli storici non potete prescindere da lei, dalla mitica Austen ovviamente, dalla Heyer, dalla Kleypas. 

-Tu attraverso queste pagine ci ha trasportato in un mondo magico, lussureggiante ad occhio esterno ma anche oscuro e pieno di sotterfugi poco sotto la superficie. Quanto ricerche o studio ha richiesto?
Ho fatto diverse e lunghe ricerche storiche da qui e anche in loco. Essendo un’insegnante, anche di storia, ho compiuto degli studi specifici. Ma non si finisce mai di imparare, quindi continuerò sempre a fare ricerche su luoghi, nomi, usanze, titoli. Non se ne sa mai abbastanza. Sono andata anche a  Londra, per vedere dal vivo quelle architetture e magioni stupende, per vivere una giornata ad Hyde Park, immaginandomi novella Alyce a passeggio con Lucas sul suo  phaeton. C’è un’atmosfera magica, davvero, sono luoghi che fanno battere forte il cuore e portano echi di un’epoca meravigliosamente suggestiva e  romantica.

-Quanto credi nell’amore vero e quanto è difficile a riconoscerlo secondo te in una società come la nostra  basata molto sulle apparenze? Hai consigli da darci?
L’amore vero ho imparato che arriva davvero quando meno te lo aspetti. Noi parliamo di grandi amori e grandi passioni nei romances. Io credo fortemente nel vero amore, non potrei scriverne altrimenti. Ma quello che  descrivo è ovviamente leggermente romanzato, appunto, come un film che racconto. Quello reale, quotidiano, è molto più solido, meno tormentato, fatto più di piccole cose ma fondanti e significative e molto meno di intrighi! Quello che consiglio è  ovviamente di continuare a leggere, ad emozionarsi, a sognare di incontrare un conte maledetto e bellissimo ma anche di saper poi riconoscere nella realtà quell’uomo di valore che pur magari sprovvisto di un titolo nobiliare, è nobile d’animo, forte, onesto e innamorato. Dare valore alle cose importanti, alla quotidianità come continua crescita di un rapporto, come capacità di saper coltivare e tener vivo un sentimento non dandolo mai per scontato. La felicità è davvero fatta di piccole ma significative cose.

-Siamo giunti alla fine di questa intervista di cui ti ringraziamo moltissimo ma abbiamo un’ultimissima domanda prima di lasciarti. Cosa dobbiamo aspettarci di leggere tra breve o in futuro?Cambierai genere oppure sempre sulle onde storiche romance? Insomma vogliamo spoiler!
Per il momento continuerò su questa strada del romance storico, che è quella che attualmente mi appassiona e ispira di più. Come ho detto prima, ho una storia molto forte che non vedo l’ora di farvi leggere, anzi sono due; ma qualche personaggio di “Un amore proibito” ancora scalpita e vuole raccontare altro. Sono ad un bivio! Diciamo solo che qualcuno che avete molto amato tornerà mentre conoscerete anche personaggi del tutto nuovi che spero amerete tanto quanto li amo io! Da un amore proibito passeremo ad un amore incancellabile. In futuro invece non escludo di scrivere un contemporaneo, ho già delle idee, e un libro per l’infanzia.

In conclusione, sono io che ringrazio di cuore voi e tutti i blog partecipanti a questi eventi per avermi regalato un sogno, per avermi sostenuto, incoraggiato, per avermi commosso con la delicatezza e  sensibilità delle vostre parole, per avermi colpito con l’acume e la perspicacia di molte vostre considerazioni. Grazie davvero a chi ha amato i miei protagonisti e le mie storie, a chi ha creduto nel mio progetto. Spero vivamente in altri viaggi meravigliosi, insieme.

BLOG TOUR INTERVISTA A DANIELA CARBONI: "Filo Spinato"


Titolo: Filo Spinato
Autore: Daniela Carboni 
Genere: Romanzo rosa
Data di pubblicazione: 30/11
Formati (ebook e cartaceo) 
Prezzo Cartaceo 10€
Prezzo Ebook 2,99€
Dove si trova il romanzo: Amazon
Kindle Unlimited 
Titoli altri libri pubblicati: 
Social: https://www.facebook.com/Daniela-Carboni-Autrice-103465974395151/?eid=ARDbfLzqhYhTWaS7wHiiZ83psLGMQ0JQcQr9bQCKNZ4z-qjp__Q7UCF60yyZAUkkHPHBB0N1ko85gIEb



Domande:

-Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?
La storia è stata come una folgorazione improvvisa e metterla per iscritto è stato il mio modo personale di rimettere in ordine le idee.

-Qual è il messaggio del tuo libro?
Spesso il modo migliore per salvare chi ami, è lasciarlo andare.

-Che cosa vorresti trasmettere al lettore?
Nient’altro che le emozioni che provano i protagonisti, pagina dopo pagina.

-Come mai hai scelto questo genere?
Leggo romance da sempre e guardo period drama alla tv da quando ero molto piccola. E’ stata una scelta naturale dedicarmi a questo genere.

-Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?
Tratta  di argomenti particolari, quali la dipendenza affettiva, sdoppiamento di sé e di un insano bisogno l’uno verso l’altra. Quando il tipo di relazione che si instaura è malata e patologica, anche l’amore più vero non può funzionare. Ma questo non è uno spoiler!

-Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?
In realtà non ho mai pubblicato. Sono stata in campagna crowdfunding con un mio precedente romanzo ma sono riuscita ad ottenere soltanto un’edizione limitata. Non appena l’editing sarà completato pubblicherò anche l’altro

-C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?
In entrambi credo, anche se per motivi diversi. Lui non mostra molto di sé, lei  ha è titubante all’idea di cedere alla passione, perché ha paura di perdere qualcosa di sé stessa.

-Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?
Parto sempre da un’idea, molto vaga in realtà. Poi la trama si evolve spontaneamente, senza che io abbia più  molta voce in capitolo.

-Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?
Ho cominciato a scrivere due anni fa, dopo una dolorosa esperienza di lavoro. E’ stato sia un modo per dirigere i miei pensieri verso altri lidi, sia per sfogarmi come non ero riuscita a fare nella vita vera.

-Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?
Certo e mi sta prendendo molto! E’ il primo volume di una duologia e tratterà temi difficili. Ma non posso dire altro per adesso.

-Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?
Purtroppo per me, non sono molto brava a vendere. Forse perché sono dell’idea che sia molto più gratificante che siano gli altri a scegliermi per poi magari cominciare ad apprezzare i miei lavori, che non essere io a spingerli ad acquistare qualcosa che magari non piacerà.

DUE CHIACCHIERE CON...Gwendolen Hope


Il mondo del Romance è troppo vasto e profondo  per essere rinchiuso solamente in due parole.."amore e sesso".. 
Le storie, le ambientazioni, il carattere dei personaggi riescono a catapultarci in un "mondo"  dove le sensazioni e le emozioni diventano così reali che si insinuano sotto pelle ... lo scopo di queste "chiacchiere con l'autrice " è proprio quello di farvi conoscere chi si cela dietro queste storie che hanno la capacità di rendere la realtà un posto migliore.
Oggi abbiamo qui con noi l'autrice Gwendoli Hope. Prima di iniziare con le domande le abbiamo chiesto di descriversi:

Biografia:
Gwendolen Hope è un’autrice romana di bestseller di genere romantico erotico destinati a un pubblico di lettrici adulte. Ha pubblicato più di venti titoli – tra cui “Solo Mia”, “Selvaggio”, “Leo Morris”, “Andrew”, “Un uomo pericoloso” , “Dammi un motivo” “Il Giorno e la Notte”, “Ti fidi di me?” e molti altri - alcuni dei quali tradotti per il mercato straniero. Vive a Roma con marito e figli.
Grazie per aver accetto di essere qui con noi, partiamo subito con le domande:

•In tre parole, chi è Gwendolin Hope?
Devono essere proprio tre di numero? Allora una donna tenace, combattiva, che non si arrende.

•Da quanto tempo scrivi, cosa ti ha spinto a farlo e quando hai pensato che fosse arrivato il momento di mettere nero su bianco le storie che popolavano la tua mente?
Mi piacerebbe dire che scrivo fin da giovane e che è una passione coltivata fin da ragazza, come leggo parecchie volte, invece no. Ci sono arrivata nel 2009, a trentaquattro anni suonati. Ho pensato che avevo tante cose che mi frullavano per la testa e che forse valeva la pena di raccontarle. Così è cominciato tutto.

•Perchè hai deciso di firmare i tuoi romanzi con uno pseudonimo?
Perché per quanto si possa essere coraggiose, determinate e spavalde, quando scriviamo ci mettiamo molto del nostro intimo e della nostra personalità e mi disturbava- e tutt’ora mi disturba – che mi conosca di persona “sbirci” nel mio sentire più riservato e nelle mie fantasie. Sotto pseudonimo scrivo meglio, libera da ogni perbenismo, libera di esprimermi veramente come meglio ritengo.

•C'è qualcosa di autobiografico in ciò che scrivi?
Moltissimo, ci sono le mie fantasie, i miei sogni, il mio concetto di uomo ideale, i miei desideri. È anche questo che mi spinge a scrivere in anonimato. Voglio mettere a nudo la mia anima solo con chi dico io, cioè con le mie lettrici.

•Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi? 
Penso alle donne come me, a cosa vorrei leggere, cosa mi tiene incollata alle pagine, cosa mi fa resistere fino a tardi con il libro davanti al naso, anche se mi si chiudono gli occhi e il giorno dopo devo alzarmi presto. È questo l’effetto che un buon libro deve fare.

•Corrente letteraria preferita?
Mi piacciono i romance, un po’ dark ma non troppo, non sopporto le botte e le angherie sulle donne, anche se si prova a giustificarle con la passione. Proprio no. Mi piace un po’ di “crudezza” ma sempre nei limiti e senza esagerare.

•Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze letterarie e culturali? 
Oddio che domanda complicata! Quello che scriviamo è quello che le persone desiderano leggere, in questo momento in questo contesto. Sono realtà che devono intrecciarsi per forza. Non avrebbe un senso commerciale scrivere solo quello che desidero senza che questo incontri le attese delle lettrici. Sembra cinico, ma scrivere è un lavoro. Se fosse un passatempo il discorso sarebbe diverso.

•In che misura gli incontri, o le letture, con altri scrittori hanno influito nella tua scrittura? 
L’unica influenza che subisco è quella della lettura. Leggere il mio genere preferito mi dà ossigeno, mi ispira, mi motiva. Quando leggo mi ricarico e leggo sempre mentre scrivo, è come carburante per far camminare la macchina.

•Che tipo di scrittrice sei? Ti è difficile esserlo?
In realtà no. Io scrivo sempre, ogni santo giorno che Dio manda sula terra, tranne rare eccezioni, tipo le feste comandate. Questo ti fa capire come la scrittura sia parte integrante delle mie giornate, naturale come lavarsi, vestirsi, mangiare. Rientra tra le attività necessarie, mi prende tempo ma è un tempo che non potrei fare a meno di darle.

•Ti piace ricevere messaggi dai tuoi fan?
Tantissimo, mi gratifica, mi fa stare bene, mi fa pensare “ma davvero riesco a suscitare delle emozioni?”. E ascolto molto tutto quello che mi suggeriscono. Ammetto di non leggere le recensioni negative. È un mio limite, lo so, potrei imparare anche da lì, ma non ne ho voglia. Poi sarà anche che non ho nulla da imparare dagli haters e forse ragionando così mi perdo anche le critiche negative “vere” e che potrebbero servimi. Ma pazienza, corro il rischio.

•La storia è piena di libri rifiutati dalle case editrici, o di libri pubblicati e mai compresi sino in fondo dal lettore. Quanto conta, per te, l’apprezzamento dell’opera e che rapporto hai con i tuoi lettori? 
Per me è stato il contrario. Una CE famosa mi ha chiesto di pubblicare SOLO MIA, ma ho rifiutato. Per motivi economici, lo dico chiaro e tondo. Guadagno molto di più vendendo questo romanzo da sola, conti alla mano. Non mi interessa dire che pubblico con tizio e caio, mi interessa arrivare al cuore della gente, voglio che i miei libri si vendano per il passaparola delle lettrici. Infatti, non mi affido neanche ai blog, perché credo che se un libro ha gambe cammina da solo.

•Come vedi il mondo del "romance" tra  10 anni?
Come oggi, solo con parecchie scrittrici in più! Ma va bene così.

•Di solito uno scrittore dice di amare sempre l'ultima storia scritta, ma a quale storia sei davvero affezionata?
Sono particolarmente legata al Re Dei Lupi perché mi è costato un episodio di cyber bullismo con un forum di Twilight - di cui non ricordo il nome poiché è passato parecchio tempo. Ne ho sofferto e ringrazio il cielo di essere stata già all’epoca una donna grande, nonché avvocato. Ho dovuto fare una diffida stragiudiziale per oscurare la pagina che mi aveva danneggiato, emotivamente e non solo.
Ho nel cuore anche “Leo Morris”, il mio primo romanzo tradotto in inglese e “Un Uomo pericoloso”, il primo tradotto in spagnolo. Entrambi mi stanno dando la possibilità di raggiungere un mondo davvero lontano.

•Le tue storie sono trasgressive, dark, ma condite con la giusta dose di romanticismo, è difficile per te equilibrare tutte queste emozioni? 
Affatto, è naturale, si equilibrano da sole senza sforzo, mi basta descrivere il mio ideale di uomo e lui esce da solo dalla penna.

•Ti piace scrivere di malavitosi duri dal cuore tenero, Leo Morris ne è un esempio, come mai questa scelta?
Non lo so, esercitano un fascino speciale su di me. Pensare che un uomo possa essere duro con tutti ma vulnerabile con la sua donna è qualcosa che mi commuove, mi suscita dentro un sentimento potente.

•Tra i tuoi personaggi maschili, decisamente tutti maschi alpha, chi hai amato incondizionatamente e perchè?
Il mio cuore batte per tutti, ma un po’ di più sempre per l’ultimo che ho sotto mano e che sto scrivendo. Andrei, di “TUO PER SEMPRE” che sarà a disposizione delle lettrici da novembre. Perché proprio l’ultimo? Perché è la storia d’amore che sto vivendo in questo momento e mentre scrivo mi innamoro sempre. Se sei innamorata dei tuoi personaggi, i sentimenti che metti nelle loro vite e nella loro storia sono potenti, dirompenti, forti. Bisogna sempre innamorarsi dell’uomo a cui diamo vita davanti al nostro PC.

•Chi senti di dover ringraziare e perché?
I ringraziamenti sono essenzialmente due: la mia famiglia e in modo particolare mio marito, che comprende i miei tempi e il mio lavoro e mi sostiene sempre. Lo ha fatto agli inizi e continua a farlo adesso. Lo amo con tutta me stessa e non saprei cosa sarebbe la mia vita senza di lui. E poi, le mie lettrici, che mi aspettano sempre e che io cerco di ricambiare con le storie migliori che possa scrivere, mettendo sempre tutta me stessa.

•E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero e perché?
I suoi occhi su di me di Aurora Belle perché è trasgressivo e lascia il segno.
Tutti i romanzi di Amabile Giusti, perché ha un talento particolare nel mettere a nudo gli animo.
Adele Vieri Castellano perché parla di un mondo che ci appartiene, specialmente per chi come me vive a Roma.

Ringraziamo Gwendolen Hope per il tempo che ci ha dedicato e per la disponibilità.
Qui di seguito il link dove poter acquistare i suoi romanzi:

NUOVA USCITA: I Corvi di Thorne Point di Veronica Eden

                        Titolo:  I Corvi di Thorne Point Autrice:  Veronica Eden Serie:  I Corvi di Thorne Point #1 Editore:  Heartbeat Ediz...