COMUNICATO STAMPA NUOVA USCITA QLGBT - A PROVA DI PROIETTILE - JENNA GALICKI - QUIXOTE EDIZIONI
TITOLO: A prova di proiettile
TITOLO ORIGINALE: Bulletproof
AUTRICE: Jenna Galicki
TRADUZIONE: Cristina Sala
SERIE: Bulletproof #3
GENERE: QLGBT Contemporaneo / Music
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PREZZO: €4,49 (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 15 novembre 2021
TRAMA:
Derek MacAlister è sfrenato. Conosciuto per ballare sui tavoli, folleggiare fino a tardi e per l’insaziabile sete di eccitazione. Con i compagni di band ora sistemati in relazioni serie, è l’ultimo sopravvissuto. L’unico problema è che lui vorrebbe festeggiare tutta la notte, ma i suoi migliori amici sono contenti di rimanere a casa. Quando entra in scena Travis Fontana, un ragazzaccio con la reputazione di combinaguai, Derek ha di nuovo un complice. Travis Fontana si è appena assicurato il concerto della vita come apertura per la più famosa band heavy metal della nazione. È un ribelle che vive per superare i limiti del divertimento, e il sexy chitarrista dai lunghi capelli, Derek MacAlister, è lì al suo fianco a condividere lo spasso. Insieme, fanno il doppio dei danni. Ma non è tutto come sembra. Sotto il sorriso dipinto e la facciata spensierata che Travis mostra al mondo, giace un’anima tormentata con un passato oscuro. A poco a poco, Travis lascia intravedere a Derek un lato di lui che non conosce nessun altro. Derek, non abituato all’onestà cruda e senza filtri di Travis, si ritrova a volersi prendere cura di quell’uomo straziato e vulnerabile e finisce per esserne la roccia nei momenti di crisi. Quando la pressione di una notorietà appena acquisita comincia a sopraffare Travis, questi inizia in fretta a svelarsi. Spinto fino al punto di rottura, diventa chiaro che persino Derek non può salvarlo. È Travis a dover salvare se stesso.
L’autrice
Jenna Galicki scrive diversi generi, inclusi m/m/f, m/f e m/m. È nota soprattutto per la sua serie Radical Rock Stars. The Prince of Punk Rock (Radical Rock Stars #1) è stato finalista per il Bisexual Book Award del 2015. Jenna è una forte sostenitrice per diritti LGBT e dell’uguaglianza matrimoniale. Nativa di New York, ora risiede nel sud della California. È un’appassionata di Rottweiler e un’avida ascoltatrice di musica. Quando non è china su un computer, la potete trovare nella prima fila a un concerto rock
COVER REVEAL: La mia tempesta - Monica B.
SEGNALAZIONE USCITA: Un amore proibito: la trilogia completa e i racconti - Daniela Tess
Titolo: Un amore proibito: la trilogia completa e i racconti
Autore: Daniela Tess
Editore: Self publishing
Genere: romance storico
Pagine: 675
Ebook: euro 4,99; primi giorni in promo a 3,99
Cartaceo: 18,50 euro in promo; poi 20,99 euro
Uscita 15 novembre 2021, disponibile su Amazon anche con KU
Trama trilogia volume unico
Alyce, secondogenita del conte di Rochford, è una giovane donna di una bellezza assoluta e perfetta, molto dolce, generosa e attenta alle esigenze degli altri. Benché educata secondo i rigidi dettami della nobiltà inglese, è molto determinata a realizzare il suo sogno d'amore, e nasconde un'indole ribelle capace di non assecondare i desideri paterni.
Lucas, moro e attraente, è uno stalliere che ha vissuto una vita di stenti e privazioni tanto da diventare duro e cinico.
Di poche parole, non crede nell'amore, ha un'aria tenebrosa ed è circondato da un'aura di pericolo.
Giorno e notte, luce e ombra... potranno mai incontrarsi e amarsi?
COVER REVEAL: L'amore sta bene su tutto - Maia
Titolo: L'amore sta bene su tutto
Autrice: Maia
Editore: Self Publishing
Data pubblicazione: 1 dicembre 2021
Genere: Chick lit
Numero di pagine del cartaceo: ND
Prezzo e-Book: 1,99
Prezzo cartaceo con copertina flessibile e rigida: ND
Trama
Aria ha raggiunto quell’età
che alle donne non si domanda più, non ha un uomo da quando Robbie Williams
bazzicava nei Take That e nella sua lista dei buoni propositi per il
futuro c’è l’imperativo di evitare nuovi casi umani del sesso opposto.
La sua migliore amica la
definirebbe logorroica, disordinata, sconclusionata, distratta, insicura,
eterna indecisa… ma ehi, Aria ha anche dei difetti!
Crede in tutte le sfumature
del rosa, nell’oroscopo di Paolo Fox, in Coco Chanel e nel lieto fine firmato
Walt Disney.
Durante la disperata ricerca
di un lavoro che le permetta di pagare l’affitto del piccolo appartamento in
centro Milano, Aria si imbatte nel perfetto principe azzurro da fiaba:
Massimiliano Manfredi. Professore universitario, alto, occhi imperscrutabili.
Peccato per quel brutto carattere da saccente precisino…
Il detto recita che gli
opposti si attraggono, ma forse gli opposti possono anche imparare ad amarsi?
Probabile, dato che l’amore
sta bene su tutto.
Precedenti pubblicazioni:
Top Secret. A love story
Top Secret. A
love song
Unfaithful
(Unfaithful series vol.1)
Unbreakable
(Unfaithful series vol.2)
Unforgettable
(Unfaithful series vol.3)
Un estratto del romanzo:
«Mi ha
spaventato», dice Massimiliano. «Ho sentito urlare, l’ho vista rientrare dalla
finestra e ho pensato che qualcuno la stesse aggredendo.»
«La ricostruzione
degli eventi è fedelissima: sono stata davvero aggredita.»
Lui annuisce con
espressione grave. «Da una temibile Tettigonia viridissima.»
«Una che?»
«Una cavalletta
verde», spiega.
«Non ho avuto
tempo di controllare se avesse le tette o meno, però era enorme.»
«Sarà stata lunga
al massimo cinque centimetri.»
Incrocio le
braccia al petto. «Ci sono casi nella vita in cui più piccolo è decisamente
meglio.»
Aggrotta la
fronte, le sue labbra si arricciano un poco come se stesse trattenendo una
risata. I suoi capelli, di solito sempre in ordine, sono ora spettinati, ma
quello spettinato-sexy che fa ballare il Tuca Tuca agli ormoni
femminili.
«Che cosa stava
facendo in giardino?» domando per cambiare discorso, dato che se ne sta con le
mani ficcate nelle tasche senza dire una parola. «È per caso sonnambulo? Perché
se è così, la avverto che io mi licenzio. Ho visto una volta sola Paranormal
Activity e mi è bastato per tutta la vita.»
Informazioni
sull’autrice:
Maia è nata nel 1988 in provincia di Alessandria. Laureata all’università di Genova nel 2011, è ora insegnante di scuola primaria.
Oltre alla
passione per la scrittura e il cinema, cura un canale Youtube dedicato al mondo
dei libri.
Crede nel
femminismo, nella pellicola 35mm, nella Nutella ed è smemorata come Mary, la
protagonista di Top Secret: A love story, il suo primo libro in self
publishing.
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/maia_autrice/
YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCkAzT0SDqoHumTXd4L8DjeQ
SEGNALAZIONE - Vera - Annarita Mangialardo
Titolo: Vera
Autore: Annarita Mangialardo
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 149
In ebook solo su Amazon a 3,99€ anche in KU
In carta a 15€ nelle principali librerie online e
fisiche
Genere: narrativa – una figlia in cerca
della madre
Link Amazon https://amzn.to/3HgRfeJ
In vendita dal 12 aprile 2019
Sinossi
Vera
è una giovane donna orfana di madre. Il ricordo del lutto la accompagna nella
sua vita di giovane artista e di emarginata: fin da piccola Vera è sempre stata
la “bambina diversa”, introversa e dalla fantasia irrefrenabile. Proprio a lei
spetta il compito di aiutare suo padre adottivo che, nel corso degli anni, dopo
la perdita della moglie, è caduto nel tunnel dell’alcolismo e del nichilismo.
Fra i ricordi di un’infanzia segnata dalla perdita della madre adottiva, una
storia d’amore mai risolta con un ragazzo simile a lei e l’ambizione di
sfondare nel mondo dell’arte, Vera avanza passo dopo passo verso un destino che
segnerà un cambiamento irreversibile, nella sua vita e in quella delle persone
che ama; il primo passo sarà quello considerato “proibito”: la ricerca dei suoi
genitori biologici.
Biografia
Annarita Mangialardo nasce a Bari nel
1992.
Affascinata dai meccanismi psichici e
dalle forze che legano le persone, affronta la scrittura come un’occasione per
riscoprire la libertà perduta dell’essere umano. Nel 2018 ha pubblicato La
conquista con Robin Edizioni. Su Facebook gestisce la pagina Una scrittrice
distratta.
Vera è il suo secondo romanzo.
Estratto
Quel pomeriggio, Vera era rimasta in casa
a guardare la televisione. Non impazziva per tutti quei colori confusi che
apparivano sullo schermo, che sembravano voler crescere in quella scatola
artificiale. A differenza dei suoi compagni di classe, a scuola non parlava mai
di ciò che vedeva in televisione. Non era proprio una cosa che faceva per lei.
Ciò che non l’aveva mai convinta, di quei pomeriggi curiosi passati di fronte
allo schermo della TV, era la confusione dei colori e delle forme che si
discioglievano in qualcosa di opaco, di non abbastanza vivo. Vera percepiva
molto bene questa mancanza, e laddove gli altri si entusiasmavano, lei vedeva
invece confusione, un volo solo tentato, un’altezza da terra mai raggiunta.
Queste erano le sue sensazioni, un po’
infantili e sicuramente non facili da definire. Col tempo avrebbe spiegato la
faccenda in questo modo: la televisione le dava l’idea di una costruzione che
falliva già in partenza, perché nessuno di quei colori, nessuna delle cose che
venivano dette, era realmente sentita; erano cose buttate là, che non
riuscivano a toccare veramente nel profondo chi le guardava, almeno secondo
lei.
Per via del lavoro dei genitori, quando
Vera veniva lasciata da sola in casa, la televisione si accendeva magicamente,
di solito sintonizzata sul canale che trasmetteva cartoni animati a raffica. E
anche se non impazziva per tutto ciò, finiva comunque per passarci due o tre
ore, magari fra uno spuntino e l’altro. Poi, arrivata a un certo punto, non
resisteva più: lasciava la televisione accesa – non sapeva neppure come
spegnerla – e si rintanava in cucina fra l’odore di caffè, biscotti e cucinato,
oppure in giardino, dove l’odore dei fiori, del detersivo che proveniva dal
bucato steso o semplicemente l’odore della stagione – amava in particolare
l’autunno perché le dava l’idea di qualcosa di indefinito, di dolce ma non
troppo – con tre o quattro fogli, matite colorate e iniziava a disegnare.
Le piaceva riportare ciò che vedeva su
quel foglio, anche se il risultato non era mai fedele in tutto e per tutto alla
sua visione. All’inizio qualcuno l’aveva criticata – come se si potesse
criticare davvero l’arte di un bambino! – dicendo che quello non era il modo di
ritrarre un paesaggio, che bisognava attenersi alla realtà; che – e questo la
feriva particolarmente – non si poteva rappresentare il mondo come pare e
piace, che bisognava insomma “darsi una regolata”, per citare l’affermazione
del suo insegnante di storia dell’arte qualche anno dopo, al liceo. Lo stesso
che si sarebbe poi complimentato con lei quando aveva vinto un piccolo concorso
fotografico con un lavoro surrealista, dicendole che era veramente brava, che
aveva talento e che lui l’aveva sempre saputo.
Disegnava, quel pomeriggio, ma pensava
anche alla nuova prospettiva di scolpire. Ma non pensava, per nulla, alle
parole della madre, quelle ultime parole dette con una strana calma prima di
uscire di casa.
Restò a disegnare per diverse ore, non si
accorse del tempo che passava, neppure quando il sole iniziò ad abbassarsi
oltre l’orizzonte, il cielo si fece rosso fuoco e il tepore di quella giornata
di metà stagione iniziò a tramutarsi in un fresco fuori da ogni tempo ed epoca.
Vera prese una matita rossa e iniziò a
sparpagliare il colore su tutto il foglio, a piccoli tratti. Era una delle cose
che avrebbe mandato in bestia il suo professore. Ma non si era piegata alle
richieste di “attenersi alla realtà”, quel discorso non faceva proprio per lei.
Tanto che, alla fine, prese il blu – che in quel momento non rappresentava più
alcun colore nel cielo divenuto quasi rosa – e iniziò a lasciare segni forti,
decisi, e ondulati lungo tutto il percorso del cielo, sulla parte superiore del
foglio. Ciò che venne fuori le piacque non poco: una lunga scia di striature
blu mescolate al rosso fuoco del cielo. L’idea era quella della notte, la
sensazione era che quel buio, quella sorta di atmosfera notturna che tanto la
accompagnava quando non riusciva a dormire, anche in piena notte, nella sua
cameretta, potesse essere sempre là, dietro le nuvole, a ridosso della luna, e
là osservava tutti gli esseri viventi: le persone, gli animali, gli alberi e
persino ciò che in apparenza non viveva, come i sassi, le strade, gli scalini
che conducevano al bar in fondo al viale, il muretto su cui si appoggiava
sempre quando la madre si bloccava in mezzo alla strada per rispondere a una
chiamata al cellulare. Tutto, in quella notte, era là a osservarla, anche se
non sempre visibile.
Il tempo volò con una facilità disarmante
e accompagnò la piccola Vera fino a quella notte tanto amata.
Il padre rientrò di colpo, sbraitando
contro il vicino di casa che aveva lasciato la macchina in doppia fila appena
fuori il viale dove abitavano.
«Accidenti» borbottò con quell’aria un po’
dolce e affettuosa che aveva sempre.
Alberto era stato un padre amorevole,
forse il maschio più amorevole che Vera avesse mai conosciuto nella sua vita.
Era stato il suo desiderio, il suo principe prediletto. Il suo sogno.
«Vera, tua madre non ha telefonato?»
La piccola se ne stava in cucina, mezza
sonnecchiante.
Era già ora di cena e nessuno sembrava
essersene accorto.
«Vera?» ripeté il padre, il viso stanco e
arrugginito di chi ha passato la giornata in un negozio a parlare con i
clienti, a spostare scatole, a servire, a imbruttirsi a stento per non
imbruttire gli altri. «Ma mi vuoi rispondere?»
Il tono di voce era dolce, nonostante
tutto, solo un po’ preoccupato.
«Vera?»
La bambina si alzò di scatto dalla sedia
con lo sguardo e diede un’occhiata distratta al padre. «No, non ha telefonato.»
Il padre alzò un sopracciglio. Prese il
telefono e compose il numero, poggiato con la schiena sfinita e logora sul muro
del corridoio.
Restò in attesa per diverso tempo. A un
tratto persino Vera aguzzò la vista per guardare meglio il padre, quasi si
stesse preoccupando.
«Ah, Sonia!» sbuffò l’uomo «ci sei,
allora. Cazzo, mi hai fatto preoccupare. Sono a casa e la piccola non sapeva
niente.»
Vera sorrise, si divertiva sempre quando
il padre, burbero eppure dolce, si lasciava scappare qualche parolaccia. Lei
non le ripeteva mai, né a casa né a scuola, ma le piacevano perché davano
l’idea di una persona incapace di controllarsi e, dunque, più umana, viva, non
affettata, non alle prese con una qualche finzione per far contenti gli altri.
E suo padre, dietro quella barba consumata, gli occhi quasi sempre stanchi per
il lavoro, era una persona vera, come quando si arrabbiava e mandava tutti i
giornali all’aria, la mattina, fra una fetta biscottata e un caffè, prima di
accompagnarla a scuola, poi, con lo stesso sorriso che aveva abbandonato su
quel tavolo qualche minuto prima, senza risentimento, senza portarsi dietro
alcun odio.
«Dai, va bene» disse l’uomo «passo a
prenderti io. Potevi avvisarmi prima, però.» Non sembrava arrabbiato, era
piuttosto nervoso, aveva accumulato una certa preoccupazione per quella sorta
di “sparizione” della moglie e ora aveva bisogno di sfogarsi, di lasciarsi
andare. Quando chiuse la chiamata fece un lungo respiro gonfiandosi le guance,
un’altra cosa che a Vera faceva sorridere e non poco. «Tesoro…»
Vera disse: «Sì, papà?»
«La macchina si è fermata. Tua madre è
rimasta bloccata allo studio. Io…» Si versò rapidamente un bicchiere d’acqua
dal lavandino, la trangugiò, quindi lasciò il bicchiere sul tavolo «io vado a
prenderla. Mi faccio prestare la macchina da Beatrice, la vicina.» E poi le
ultime parole, prima di uscire, parole anch’esse che Vera avrebbe ricordato a
lungo ma che lì per lì non le dissero nulla, non potevano dirle nulla: «Riporto
mamma a casa. Così poi ceniamo tutti insieme.»
«D’accordo.»
«Allora vado. Tu potresti…» Alberto si
accarezzò il mento, la barba logora gli dava l’aria di un saggio, o di un
operaio abituato a lavorare sodo per dieci ore al giorno – che era ciò che
faceva – o di un filosofo, un pensatore oppure un artista, uno di quelli che
riempiono un’intera navata di una chiesa con un affresco. In cucina aprì uno
sportello e tirò fuori la pentola grande, la riempì velocemente d’acqua e la
lasciò sui fornelli. Restò un attimo a pensarci, poi mugolò qualcosa e accese
il fuoco. «Lascio l’acqua a bollire. Tu non toccare niente. Io e mamma torniamo
tra un quarto d’ora o poco più. Faccio presto!»
CONTATTI BRÈ
EDIZIONI
PROFILO Facebook https://www.facebook.com/bredizioni/
MAIL presidente@breedizioni.com
INSTAGRAM bre_edizioni
SEGNALAZIONE - La casa del sole - Lune
Ciclo dei Podestati
La Casa del Sole
di Lune
"«[…]Questa Nomina è una guerra, la Convenzione la battaglia decisiva. Una guerra giocata con i guanti di velluto, certo. Sottovoce e con modi cortesi. Hanno vestito opportunismo, violenza, crudeltà e infamia con l’abito della festa. Ma sotto i pizzi, oltre i sorrisi, c’è una lama pronta a trapassarti. Non ci sono scrupoli, non ci sono regole. È una guerra: uccidi o sarai ucciso.»"
SEGNALAZIONE ANTOLOGIA: Quintessence - Sara Cremini Zac D’Aleo Lara Coraglia Antonio Agostinacchio Nico Olindo
Titolo: ‘Quintessence’
Autori: Sara Cremini, Zac D’Aleo, Lara
Coraglia, Antonio Agostinacchio, Nico Olindo
casa editrice: TriskEdizioni
curatrice: Giulia Stefanini (la Tana dei libri
sconosciuti)
progetto: i racconti della Tana
profili
utili in instagram (da
taggare)
Sara Cremini à @saracreminilecronachedinemeria
Zac D’Aleo à @a_new_word_in_my_mind
Lara Coraglia à @lara_stories_of_a_writer
Antonio Agostinacchio à @astrincompleti
Nico Olindo à @niico_scrive
Giulia Stefanini à @la_tana_dei_libri_sconosciuti
TriskEdizioni à @triskedizioni
Progetto
crowdfunding (ringraziamento):
Ci tengo a ringraziare chi, tramite
la ricezione di questo file, deciderà di condividere la notizia di ‘Quintessence’,
un’antologia che, per chi ha letto la prefazione già sa, racchiude il mio cuore
nelle sue pagine. È un progetto che spero possa spiccare il volo. E, se lo
farà, sarà grazie a persone come voi che ne avranno parlato, perciò grazie
<3.
Vi spiego un attimo come funzionerà
il crowdfunding di TriskEdizioni.
Ci tengo, infatti, a dirvi che non
sarà uno di quei progetti in cui, senza il raggiungimento dei numeri
prestabiliti, l’antologia non vedrà la luce. No, il crowdfunding serve solo ad
aiutare la piccola editoria che, con la forza di unghie e denti, sta
combattendo per uscir fuori. È un modo per tendere una mano agli autori che
sono racchiusi in ‘Quintessence’ e che bramano di condividere la
loro penna, il loro sangue fatto di inchiostro, con chi deciderà di essere
nostro lettore.
Perché un lettore può cambiare il
mondo.
E la condivisione è il suo potere più
grande.
Ricordiamolo sempre.
Grazie.
Link crowfunding:
https://triskedizioni.it/prodotto/quintessence/
Prefazione
Se quest’antologia fa parte di un sogno, lasciatemi sognare.
I sogni sono bolle di sapone che volano leggere nell’aria, possono esplodere, brillare sotto i riflessi del sole, ma necessitano di qualcuno che se ne prenda cura. Mi hanno definito una loro paladina proprio perché molti dei miei progetti nascono per donare uno spazio a chi coltiva il grande desiderio di essere un inventore di storie. E nel mio cammino di blogger, accanita lettrice e scrittrice, ho incontrato una realtà editoriale con cui condividere obiettivi e punti di arrivo. Sto parlando di TriskEdizioni, che potrei definire come il mix perfetto tra amore per la parola scritta, responsabilità nel seguire un autore a tutto tondo e una grande, immensa, considerazione per il lettore e la sua fantasia.
Quintissence racchiude in sé tutti questi valori.
Immaginate di stringere tra le mani un’antologia che, ad ogni pagina, vi fa respirare un dolce profumo di carta, la magia del fantasy più puro e l’anima di cinque autori emergenti. Di chi sto parlando? L’ispirazione che ha creato i racconti che andrete a leggere sono di Sara Cremini, Zac D’Aleo, Lara Coraglia, Antonio Agostinacchio e Nico Olindo.
Quintessence è l’essenza dell’inchiostro che scorre nelle loro vene.
Quest’antologia
ha in sé il potere di abbattere delle mura, quei pregiudizi che, purtroppo, si
instaurano nel mondo senza quasi preavviso. Grazie a Quintessence, io e
Trisk, insieme agli autori, all’impaginatrice Luce Di Rita, costruiremo
un ponte di corda con l’unico scopo di far passare nuovi lettori, fino a un
fiume ricco di fantasy. Ed è proprio qui che, tra le piccole increspature
dell’acqua, vedremo muoversi i personaggi de ‘Le cronache di Neméria’ di
Sara Cremini, fino a scorgere come ognuno di loro era prima dell’inizio
dell’avventura, li seguiremo passo passo nella scoperta della loro magia e
crescita.
Socchiudendo
appena gli occhi, giusto per vedere un po’ più in là, ci sembrerà di intravedere
un edificio così simile alla Torre di Pisa, che il solo pensare che non lo sia,
sarà impossibile. Entreremo allora nella mente di Zac D’Aleo che con la
sua ironia e il suo amore per ciò che c’è, ma non si vede – ehi, banale,
sto parlando proprio con te! – ci racconterà come mai la torre è storta e non
dritta come un fuso.
E,
proprio mentre torneremo indietro, qualcuno di piccolo e magico ci apparirà
davanti al naso. A quella comparsa seguiranno tanti altri zic e zac e,
in men che non si dica, saremo circondati dal Piccolo Popolo e dai suoi
protettori, in un tunnel fantasy, ma con elementi oscuri e tenebrosi, ideato da
Lara Coraglia.
Un
altro tuffo, un salto in apnea, per approdare in un passato lontano, dove i
protagonisti de ‘La preghiera degli innocenti’ di Antonio
Agostinacchio saranno pronti a svelarci il loro primo incontro. Chiudete
bene occhi e bocca perché la tempesta di sabbia sta arrivando e con essa
giungerà un vento che non ha nulla di normale… La magia sta per iniziare, il
Mhagisterus attende solo la vostra iscrizione.
Infine,
tuffandovi ancora più in profondità, cercando di tenere gli occhi aperti negli
abissi del fiume, perché sì, in un mondo magico, persino un semplice corso
d’acqua non è ciò che sembra, incontrerete i personaggi di ‘Patèra’ di Nico
Olindo che, tra una ricerca di una madre perduta e il sognare un futuro
pieno di sortilegi, si muoveranno mettendo a nudo il loro spirito bambino.
Ora mi capite?
Quintessence è magia.
E la magia non va interrotta. Mai.
La
casa editrice TriskEdizioni ha deciso di sostenere con questa antologia gli
scrittori emergenti, anche coloro che non sono annoverati tra i loro autori e,
nel far questo, si impegnano nel comprare dei libri esordienti per poi donarli
a quei posti dove un sorriso, nato da una storia, può far davvero la
differenza. Leggere è come sognare e, si tratterà proprio di questo, di donare
sogni ed emozioni. Noi siamo pronti, e voi?
Ricordate.
Quintessence è condivisione. È amore.
È profumo di inchiostro
appena sfornato.
Buon viaggio,
vi aspetto dall’altra parte.
-
Giulia
Stefanini
SEGNALAZIONE USCITA: Il tesoro del pirata - Fabiola D'Amico
IL TESORO DEL PIRATA
Fabiola D’Amico
DISPONIBILE IN
PREORDINE SU AMAZON.IT
IN VENDITA DAL 15 NOVEMBRE
2021
ebook €2,99 pp. 390
cartaceo €14,99 pp. 390
DISPONIBILE ANCHE SU
KINDLE UNLIMITED
Barcellona, 1645. L'arrivo di una lettera
getta la vita di Isabella Torreles nello scompiglio. Tutte le sue sicurezze
vengono spazzate via da poche parole: suo padre, dalla lontana Sicilia, la
informa di essere in pericolo di vita. E per qualche strana ragione la prega di
mandare in suo aiuto il più acerrimo dei suoi nemici: il pirata Juan Velasquez,
detto il Vendicatore, che da anni vive sotto le mentite spoglie di un abile
commerciante.
Ma Isabella non può affidare la vita di
suo padre a un uomo così malvagio, perciò decide di convincere l’ex pirata a
portarla con sé in quel viaggio alla volta della Sicilia. Certo, quando ha
ideato questo assurdo piano, non avrebbe mai immaginato che Velasquez fosse
anche affascinante e colto, e che l’attraesse così tanto da risvegliare la
donna che è in lei. Non avrebbe neanche creduto possibile che lui pretendesse
di fare di lei la sua amante. Ma questo è il patto che Velasquez le chiede di
stringere. Non denaro, ma il suo corpo.
E pur di salvare suo padre, Isabella accetta
la richiesta, imbarcandosi in quello che sarà un viaggio appassionante che la
condurrà verso mete mai immaginate.
A Palermo, però, nuovi e oscuri nemici la
aspettano. E chissà se la passione consumata con Juan sarà davvero così potente
da spingerlo a lottare per lei.
ROMANZO
AUTOCONCLUSIVO
Fabiola D'Amico è siciliana e vive a Bagheria. Nella scrittura trova da sempre sollievo e sfogo per la sua creatività. Questo è il terzo titolo che firma per More Stories, dopo L’amore che non ti aspetti e Sensuali tentazioni sull’Orient Express.
PRE COVER REVEAL - Era una vita che ti aspettavo - Federica Leone
Autrice: Federica Leone
Genere: Contemporary romance
Data di uscita: 25 novembre 2021
Trama:
Si può fuggire da tutto, ma come ci si può mettere al sicuro, se ciò da cui scappiamo è rimasto ancorato al nostro cuore?
Brienne ha atteso per anni che Connor la vedesse, che si accorgesse di lei e che smettesse di considerarla soltanto una ragazzina. Quando questo è sembrato avverarsi, ha però commesso un errore che l’ha spinta a fuggire, cercando di arginare definitivamente quell’amore che sapeva non avrebbe mai potuto vivere davvero, perché Connor era sbagliato, lui era il buio che spegneva la sua luce.
Ma neppure anni e miglia di distanza possono cancellare un sentimento così forte e, complici l’arrivo del Natale e il ritorno a Waukesha, quegli occhi, che troppo spesso l’hanno torturata in sogno, torneranno a incrociare il suo sguardo, facendo riaffiorare impetuose emozioni, mai del tutto sopite.
Ma cosa si cela dietro al comportamento imperturbabile di Connor? Un cuore che deve solo imparare ad amare o un’anima sgualcita irrimediabilmente perduta?
RELEASE DATE - Requiem d’Inverno #1 - Krisha Skies
TITOLO: Requiem
d’Inverno #1
AUTORE: Krisha
Skies
EDITORE: Words
Edizioni
GENERE: Fantasy (romance/dark/mito
di Ade)
FORMATO: Ebook (2,99
in offerta lancio a 2,69) - Cartaceo (15,90)
Data di pubblicazione: 15 novembre 2021
DISPONIBILE SU
AMAZON E CON KINDLE UNLIMITED
A BREVE IN TUTTE
LE LIBRERIE
Lei è un Obolo, il
migliore di tutti.
Lui è il dio degli
Inferi.
Amore e Morte sono
pronti a fondersi.
TRAMA
Lenora
ha tutto ciò che potrebbe desiderare: è giovane, bella, ricca, anche se
sprovvista di titolo nobiliare. Eppure, la sua vita non è come quella delle
altre fanciulle dell’alta società della Repubblica. Il profumo inebriante dei
narcisi, le maschere di pizzo, i raffinati balli aristocratici nascondono
misteri legati alla morte e alla sorte dell’anima. Misteri noti solo a quelle
come lei: gli Oboli, donne nate con il dono di poter aprire varchi tra il mondo
dei vivi e quello dei morti. In una società in cui il denaro può comprare un
posto nei Campi Fioriti dell’oltretomba, dietro lauti compensi Lenora presta i
suoi servigi a facoltosi borghesi e a influenti aristocratici, protetta
dall’irruente fratello maggiore Julian e desiderata dal perverso Duca di Burdak.
Durante una delle traversate oltre la soglia dell’Ade, però, qualcosa sembra
andare storto: la giovane incappa nel sovrano dell’oltretomba, l’affascinante e
pericoloso Sommo Giudice Acheron. Ma cosa lega Lenora e Acheron? E quando lei
ne implorerà l’aiuto, cosa pretenderà in cambio il dio dei morti?
ESTRATTI:
1.
«Vedrai che andrà tutto bene.» La sua voce è così rassicurante che mi fa
socchiudere gli occhi. «Da oggi in poi sarai ufficialmente un Obolo. Il
migliore di tutti.»
Sospiro.
Un
Obolo.
Già,
è questo che sarò: una guida per i defunti. Colei che li accompagnerà nel loro
viaggio estremo verso l’Ade.
2.
«Ti ho dato il tuo primo bacio. L’unico che non ricorderai.»
Sgrano
gli occhi, mentre mi prende una mano con gentilezza e se la schiaccia contro il
petto. La fa scivolare sulla pelle gelida, lungo i muscoli del torace e
dell’addome, e il sangue scompare sotto le mie dita tremanti.
Appena
gli sfioro l’attaccatura della coscia sinistra, sussulta lasciandomi andare la
mano. Mi afferra alla vita, si alza precipitosamente in piedi, tirandomi su. Il
suo petto trema contro il mio.
Stavolta
è la sua mano a sfiorare la mia pelle, insinuandosi nella scollatura del
vestito. Mi stringe il seno sinistro tra le dita, accarezzandomi per un
lunghissimo istante.
Mi
piego inarcando la schiena, rovescio all’indietro la testa, con le labbra che
esalano gemiti che mai pensavo mi sarebbero potuti sfuggire dalla gola.
«Adesso
muori una volta, mia piccola umana» sussurra lui, che con carezze sempre più
audaci accompagna gli spasimi di piacere che il suo tocco mi provoca. «Muori e
rinasci con me.»
3.
Chiudo gli occhi, mentre le labbra di colui che mi sta uccidendo mi sfiorano il
lobo dell’orecchio. La sua voce canta, melodiosa: «Il calore della tua pelle
può sciogliere il ghiaccio che imprigiona la mia: non allontanarti da me. Il
battito del tuo cuore spezza le catene che mi straziano il petto: appartienimi!»
Il mio cuore, ormai, non batte più e io sono solo nebbia e fiori che profumano di morte.
4.
«Tu sei la persona più importante al mondo, per me, Julian» sussurro, con
un’espressione di dolore che lui, fortunatamente, non può vedere.
«Lo
so, Lenora» risponde, accarezzandomi i capelli. «Lo so.»
Ho le labbra vicine alla sua pelle a tal punto
che potrei anche sentirne il sapore, se non fosse che, con un sobbalzo, la
carrozza si ferma. Mi lascio sfuggire un piccolo grido nel sentire la porta
della vettura che si spalanca all’improvviso.
Ancora
stretta tra le braccia di Julian, sollevo con uno scatto la testa avvertendo lo
sguardo gelido di qualcuno su di me, su di noi, e non si tratta di uno dei
nostri servitori.
La
signora Marguerite Beaufort, con l’aria più stanca e invecchiata del solito, ci
sta fissando con il petto ansante, la mano ancora poggiata sulla porta aperta
della carrozza.
«Scendete
subito» ci ordina, secca.
«Madre…»
provo a dire, arrossendo violentemente.
«Madre»
mi fa eco Julian, senza scomporsi affatto. Si scosta da me e curva la schiena
per scendere dalla carrozza e precedermi fuori per poi tendermi una mano, che
afferro dopo un attimo di esitazione.
Sotto il cipiglio di nostra madre, e quello inespressivo di un paggio che sembra scrutare dritto davanti a sé, scendo dalla vettura affrettandomi a lasciare la mano di Julian.
5.
«I cani dell’Ade sono uomini» dico tutto d’un fiato. «Sono uomini e adesso ti
prego di mantenere il segreto. In un’unica traversata ho violato tutte le
regole più importanti della Sororitas e sono stata… morsa. Non so perché io sia
ancora viva, Maximus, né lo capisco.»
L’uomo
sospira, facendomi cenno di abbassare la camiciola, poi annuisce. «I cani
dell’Ade sono esseri umani?»
«Una
volta lo erano, anche se adesso hanno ben poco di umano. Vestono armature che ricordano
gli animali di cui portano il nome, si muovono spesso su gambe e braccia, a
volte strisciano persino. E mordono. Mordono per dilaniare, lacerare, per…»
«Insomma,
per uccidere.» Maximus interrompe il mio concitato discorso, permettendomi di
riprendere fiato.
«Sì.»
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