Titolo: Natalija
Autore: Tiziana Pasetti
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: Susanna Barbaglia
Reading with Joy
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Pagine: 123
Sinossi:
"Non era passato
poi molto tempo da quel Capodanno del 1992, eravamo ancora entrambi giovani.
Eppure sembrava passata un’esistenza. La sua voce era un suono che avevo amato
da quando avevo memoria, i suoi capelli i primi che avevo toccato; i suoi occhi,
le sue spalle, le mani, le gambe, il naso, tutto, di tutto ero stata
innamorata. Poi era precipitato il cielo, eravamo precipitati tutti. E io ero
finita in un altro posto, in un altro posto anche dentro di me. Catturata da un
altro cuore". -Per sopravvivere a una guerra devi guardare in faccia il
fuoco e non dimenticare che anche il cuore arde e spara. Per sopravvivere
all'amore non devi dimenticare che il tuo corpo è la tua trincea. Natalija,
Dragan, Ivan e le fiamme tra loro, alte, indomabili. Un eros&love
borderline.
Recensione:
Non conoscevo prima di questo
romanzo la penna di Tiziana Pasetti, e me ne rammarico. L'autrice è riuscita a
farci palpitare il cuore nonostante la storia raccontata sia cruda, reale e
drammaticamente triste.
La scrittura è chiara è
scorrevole e non si perde in inutili fronzoli.
La storia ci trascina
all'interno di una guerra, una guerra reale, una guerra così vicina ai nostri
tempi e così presente nei nostri ricordi.
Ne percepiamo ogni
emozione, la paura che attanaglia le viscere,
l'annientamento dell'anima. La guerra che tutto distrugge e nulla insegna, dove l'unica certezza è la voglia di
sopravvivenza.
Natalija, una ragazzina
costretta a crescere troppo in fretta proprio a causa di una guerra ingiusta,
divisa tra l'amore giovanile per Dragan, l'amico di sempre, l'amore della
spensieratezza, dove credi tutto sia possibile, e un amore rubato, clandestino,
un amore troppo adulto da gestire, quello nei confronti di Ivan.
Quando capisci che nulla sarà
come prima, che sei diventatata semplicemente una pedina in un gioco di potere
e sangue, quando pensi che il futuro non ti appartiene più e che il destino è
crudele, l'unica cosa a cui resti aggrappata è la voglia di vivire, la voglia
di sentirti amata, anche se non riesci a distinguere l'amore
dall'ossessione.
“Fin dove arriva lo
squallore, l'abnegazione di una donna innamorata?
Dovevo prendermi cura di
me, ma dovevo soprattutto impedire che tu morissi di dolore lontano da me...”
Un racconto di vite
intrecciate, di amori tormentati, di destini incrociati e di scelte difficili
da fare.
Ma soprattutto, può un amore
distruggerci al punto tale che l'unica cura è quello stesso amore che ci ha
devasto il cuore e l'anima?
Non vi resta che leggerlo, non
vi resta che addentrarvi nei meandri oscuri di queste anime in pena sotto le
bombe di Sarajevo. Non vi resta che “vivere” nei loro sentimenti, e nelle loro
emozioni.
4 abbracci
Angela Ciuffreda



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