DUE CHIACCHIERE CON..... FEDERICA ORSIDA



Il mondo del Romance è troppo vasto e profondo per essere rinchiuso solamente in due parole.."amore e sesso"..
Le storie, le ambientazioni, il carattere dei personaggi riescono a catapultarci in un "mondo" dove le sensazioni e le emozioni ti catturano, e dove spazio e tempo non hanno confini. 
Lo scopo di queste "chiacchiere con l'autrice " è proprio quello di farvi conoscere chi si cela dietro queste storie che hanno la capacità di rendere la realtà un posto migliore.

Oggi abbiamo qui con noi l'autrice Federica Orsida, qualche informazione su di lei: 

"Sono nata nel 1983 a Rizziconi, piccolo comune in Provincia di Reggio Calabria.
Dopo aver conseguito la licenza media inferiore, decido di abbandonare gli studi e inizio a lavorare.
Dopo vari lavori, nel 2010 prendo coraggio e, ispirandomi alla mia più grande passione la cultura Egizia, pubblico la sua prima Opera “Sulle Rive del Nilo”, a cui seguiranno due fantasy: “Luce & L’essenza d’argento” e “Luce & Il Regno Perduto”.
In seguito pubblico “La Nostra Storia” e insieme ad altri Autori do vita ad Antologia “Stralci di Sogno”.
Nel 2014 do voce a Sophie in Smarrita e dopo 5 anni mi affido al self pubblish con “A Un passo dal Domani”
La scrittura è sempre stata la mia più grande passione e quando qualcuno mi chiede:
“Come fai a scrivere?”
Io rispondo: 
“Tu come fai a respirare?”

Benvenuta tra noi Federica, partiamo subito con le domande:

Descriviti in tre parole, chi è Federica Orsida?

Una mamma, un’artista, una donna.

Da quanto tempo scrivi, cosa ti ha spinto a farlo, e quando hai pensato che fosse arrivato il momento di mettere nero su bianco le storie che popolavano la tua mente?

Che io mi ricordi ho sempre scritto. La prima storia la scrissi a 13 anni, non l’ho mai pubblicata e non ha nemmeno un titolo. Ho sempre sentito l’esigenza di scrivere, è il mio modo di essere ciò che sono. E nel 2010 ho preso coraggio e ho affidato a un editore il mio primo romanzo “Sulle Rive del Nilo”, sentendo l’esigenza di far conoscere a tutti il mio mondo.

C'è qualcosa di autobiografico in ciò che scrivi?
Sì, quasi sempre. Ogni protagonista ha un pezzo di me, del mio vissuto o di ciò che avrei voluto essere o vivere. Non credo che sarei in grado di scrivere se non provassi determinate sensazioni ed emozioni sulla mia pelle.

Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?

Non ho un ideale di pubblico e, anche se spesso mi si dice che sbaglio, non penso a un a tipologia di lettore specifico quando scrivo, spero di riuscire ad arrivare a tutti anche se mi rendo conto di scrivere storie prettamente femminili.

Corrente letteraria preferita?

Fantasy, storico, romantico che poi sono i generi di cui scrivo.

Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze letterarie e culturali?

Può esistere una relazione tra società e scrittura solo se quest’ultima affronta temi socio-culturali a mio avviso. 

In che misura gli incontri, o le letture, con altri scrittori hanno influito nella tua scrittura?

Il mio primo romanzo l’ho scritto dopo aver letto “Il segreto della pietra di Luce” di Christian Jacq. Per cui penso che ciò che leggo influenzi molto ciò che scrivo, senza fare copiato ovviamente.

Che tipo di scrittrice sei? Ti è difficile esserlo?

Sono una scrittrice di “pancia”. Mi occorre l’ispirazione per scrivere, non riesco a farlo su due piedi. I protagonisti di “A un passo dal Domani”, mi sono apparsi mentre osservavo un tramonto sul mare. Ho visto queste due metaforiche figure indistinte ballare su nelle note di “Piccola Anima”, che poi è la canzone che ho ascoltato mentre scrivevo. I miei personaggi tendono a raccontarsi da soli.

Ti piace ricevere messaggi dai tuoi fan? 

Sì, mi piace moltissimo. Adoro sapere ciò che pensano di ciò che scrivo e confrontarmi con loro.

La storia è piena di libri rifiutati dalle case editrici , o di libri pubblicati e mai compresi sino in fondo dal lettore. Quanto conta, per te,  l’apprezzamento dell’opera e che rapporto hai con i tuoi lettori?

Credo che un autore possa scrivere la miglior storia del mondo, ma se non trova l’apprezzamento del pubblico, conta molto poco il resto. Personalmente ho un buon rapporto con i miei lettori,  chiedo spesso cosa pensano dei personaggi e della storia. Mi piace quando mi si dice che ho fatto ridere o emozionare. Alla fine ciò che voglio è trasmettere emozioni.

Come vedi il mondo del "romance" tra 10 anni?

Spero che il mondo del romance cambi, ultimamente si leggono solo storie che parlano di sesso estremo.

Ho spesso letto che quando un personaggio improvvisamente si fa largo nella testa di uno scrittore, diventa così “invadente” che risulta impossibile non scrivere di lui o di lei, succede anche a te la stessa cosa? 

Nei mie romanzi capita fin troppo spesso… Con Lucas, il protagonista maschile di “A un passo dal domani”, mi sono guardata in cagnesco per qualche giorno perché non sapevo come far incontrare lui e Aria. Mentre nella saga fantasy di Luce, il personaggio di Altea avrebbe dovuto essere presente per due o tre capitoli e invece quella chiacchierona si è infilata nella storia e non è più andata via. Per cui…. O sono da neuro oppure noi autori siamo solo degli scribacchi i cui personaggi raccontano una storia.

Nell'ultimo tuo romanzo racconti la storia d'amore tra Aria e Lucas, hai avuto difficoltà a scrivere di loro? 

Ho avuto difficoltà sul come farli conoscere, per via del loro bagaglio emotivo non indifferente, non mi sembravano tipi da approccio su Facebook o tipi da incontro casuale. Per il resto no, è stato facile erano spesso “loro” a suggerirmi la storia.
In “A un passo dal domani” ci conduci per mano alla scoperta della rinascita dei protagonisti,  credi davvero che ci sia sempre una seconda occasione per tutti?
Penso che serva pensarlo, penso che tutti debbano avere la speranza che qualcosa cambi nella loro vita, che tutti meritino di essere amati e di avere la possibilità di essere felici.

Chi senti in dovere di ringraziare e perchè?

Sinceramente? Nel corso dei vari ho sempre ringraziato tante persone per avere creduto in me, alcune mi sono rimaste accanto, altre no. Tirando le somme penso che l’unica persona che devo ringraziare sono io. Perché non  mi sono mai arresa e ho sempre creduto in me e nel mio sogno. Sembra molto egocentrico, ma alla fine siamo noi a non mollare, gli altri possono solo incoraggiarci, ma siamo noi a decidere il nostro domani.

E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero e perchè?

Che domanda difficile… Consiglierei:
Ho chiesto di avere le ali di Anthony Godby Johnson, un libro che parla di speranza. Nefer Il Silenzioso di Cristhian Jacq. E… A un passo dal domani di Federica Orsida ovviamente! J

Ringraziamo Federica Orsida per essere stata qui con noi. 


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