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BLOG/REVIEW TOUR: Come Cenere di Arianna Colomba (Il fascino del male e i suoi seguaci)



Sapete che il male non dorme mai?
Sì, perché esso è un ammaliatore ed ingannatore, che con il trascorrere dei secoli e l'evoluzione umana ci ha accompagnato, seguito, insidiato le nostre menti e colpito senza neppure che ce ne accorgessimo... Quindi chi si celerà nell'ombra di queste pagine?
La parola ad Arianna Colomba!



Salve a tutti! Oggi vorrei parlarvi del lato oscuro del mio nuovo romanzo, Come Cenere. Perché non sono solo i buoni a fare le storie, ma anche i cattivi e Come Cenere ne è pieno.
In ogni romanzo mi piace parlare della bivalenza tra bene e male, del famoso “altro lato della medaglia” e anche questo Paranormal Romance non è da meno. Tra le righe, infatti, si può evincere quanto ogni protagonista abbia anche il suo lato oscuro. Non esistono buoni o malvagi, per quanto mi riguarda ma non posso negare che alcuni lo siano più di altri.
Purtroppo, non li troverete tutti tra queste righe. Dopo tutto, storia d’amore e mistero a parte, questo romanzo è colmo di intrighi e rivelarvi alcuni personaggi significherebbe anche togliervi un po’ della magia del testo.
Quindi, anziché presentarvi delle vere e proprie persone, vi mostrerò quella che è la vera nemesi di tutta la saga, Il Bacio delle Tenebre e una new entry che, per i nostri protagonisti, non è vista come buona ma che, proprio come vi ho spiegato, non si può neanche considerare malvagia.
Ma andiamo avanti…

 

Il Bacio delle Tenebre



Chi avrebbe mai potuto pensare che un ciondolo potesse tanto? Anche per chi si approccia a questa saga per la prima volta, ogni dettaglio viene spiegato con minuzia, così che il senso di estraniamento scompaia dopo poco, permettendo anche al nuovo lettore di godere della trama.
Come si evince però dal primissimo capitolo, il Bacio delle Tenebre non è altro che un medaglione contenente al suo interno il sangue di un demone antico, un essere fatto appunto di Tenebra. Ma basta il ciondolo per risorgere? No, ovviamente! È indispensabile anche il sangue maledetto che un tempo scorreva nelle vene di Aileen e che adesso, invece… Ah, no! Non ho intenzione di dirvi una virgola di più. Vi basti sapere che le Tenebre sono tornate e chiamano dall’ombra le loro vittime.

 

Heks



Chiamarle antagoniste è un’offesa, lo ammetto. Perché loro non sono né buone, né malvage. Sono semplicemente nate con un unico scopo: distruggere i vampiri. Ora, questo può essere abbastanza per etichettarle, ma è anche vero che nel corso dei secoli le Heks si sono rese molto meno fanatiche, raggiungendo un equilibrio con le altre creature della notte. Diciamo che finché nessuno sgarra, non si fanno avanti.
Il fatto è che compaiono in questa storia e questo significa una sola cosa: che qualcuno ha sgarrato… ma chi?
“Conosco le Heks, proprio come le storie che ruotano attorno a loro. Alcuni credono che siano dirette discendenti degli dèi. Secondo altri, invece, sono figlie della luna inviate sulla terra per bandire le creature come noi. Ecco perché nascono solo durante le notti di plenilunio e la loro pelle, così come la chioma, è destinata a rimanere bianca come la neve. L’unica cosa certa è che poche di loro sopravvivono all’adolescenza. Molte impazziscono o periscono durante le prove a cui vengono sottoposte. Ma chi rimane diviene un incubo eternamente giovane, destinato a distruggere l’esistenza dei reietti proprio come me, usando il loro sangue come arma.”


Vi ha incuriosito?
Volete saperne di più?

Beh, non vi resta che seguire questo intenso Blog/Review Tour dove Arianna Colomba ci accompagna per mano, in punta di piedi tra le pieghe malevoli di un destino beffardo e di copioso sangue che scorre e che nutre il Mostro...

Se vi siete persi le tappe precedenti andate a recuperarle, se siete in attesa delle prossime ecco quando e dove trovarle!


I blog coinvolti sono:

Sognare Leggi e Sogna, Tre gatte tra i Libri,
Coccole tra i Libri, Un cuore tra i Libri,
Peccatrici Librose, Rivendell: Katy Booklover,
Silvia tra le righe, Eynys Paolini, Paper Purrr,
Letture Sale e Pepe, Buona Lettura.

BLOG/REVIEW TOUR: Come Cenere di Arianna Colomba (La penna e la magia in essa racchiusa)

 


La fiamma brucia, cancella, distrugge... tutto ciò che è stato non esiste più, tutto ciò che è ora ti sovrasta... Tutto si devasta per ricreare proprio dalla Cenere ciò che fu e che porta a...





TITOLO: Come cenere
SERIE: Il Bacio delle Tenebre
VOLUME: 2 (autoconclusivo) di 2
(leggibile anche per chi si approccia alla saga)
AUTORE: Arianna Colomba
GENERE: contemporaneo, paranormal romance
PAGINE: 373
DATA DI USCITA: 15 giugno 2022

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TRAMA

“Niente dura per sempre, tranne il dolore.”
Di questo è convinta Chiara quando parte alla volta di Londra. Sogna una rinascita, un cambiamento, quella vita da ragazza normale che il passato le ha negato.
Ma c’è una vecchia maledizione a pendere sulla sua testa, un gioco crudele del destino che avvolge un circolo di anime destinate a intrecciarsi tra loro. Come quella di Nikolas Studeny, un vampiro che ha conosciuto il suo declino nella metropoli inglese e che adesso vive nel tormento del passato. Oppure quelle di Lachlan e Aileen, altri due immortali impegnati alla ricerca di una leggenda dimenticata nel gelo dei fiordi norvegesi.
Cos’hanno tra loro in comune? Quale mistero li lega?
Sarà forse il suono di un antico carillon e il risveglio di quelle ombre troppo simili alle Tenebre che Nikolas ricorda?

ESTRATTO
«Tu mangi?»
[…]
«Meno di quanto dovrei» sibilo. Dio, come vorrei affondare nella sua carotide, bagnarmi col suo sangue e godere dei suoi gemiti. «Perché?»
«Ne parlavi al telefono. Hai detto qualcosa riguardo allo strozzarsi col cibo, no?» Lei domanda e io annuisco. «Pensavo che i vampiri si nutrissero solo di sangue.» […] «Mi sbagliavo?» incalza la domanda, obbligandomi a risponderle.
«Siamo davvero arrivati a quel punto?» Percepisco da solo il disgusto con cui ho pronunciato ogni parola.
«Eh?» Mi guarda stranita, corrugando le sopracciglia sporche di terra. Una piccola linea sottile le si forma proprio nel centro della fronte, là dove il sangue di Besnik non ha aderito alla pelle. «Mica ti ho chiesto di amarmi per l’eternità. Che cazzo di punto vuoi che sia? Quello in cui tentiamo una conversazione civile? Perché mi sa che è già andato a farsi fottere.»
Più si altera, più le brillano gli occhi e il cuore le batte forte. Pulsa a ritmi regolari, apportandole sangue dritto alle zone periferiche così da scaldarle le guance di un succulento rossore. «Calma, bambina, non è la serata adatta per fare i capricci.» Ma lei alza gli occhi al cielo dandomi modo di pensare a quanto sarebbe bello strapparglieli via. «E comunque sì, ci nutriamo di sangue ma possiamo ingerire ogni cosa. Meglio, come risposta?»
«Vaga» ribatte.
Non so se Chiara sia masochista, o se questa sia solo una prova per la mia poco rinomata pazienza. «Vedi, mia cara, la verità è che traiamo nutrimento solo dal sangue umano. E non dare ascolto a quelle stupide favolette che dicono che ne bastano poche gocce. Magari sono vere, ma la realtà è differente: a noi piace uccidere. Perché non c’è niente di più bello del potere derivato dall’attimo in cui un’anima fluisce nel nostro corpo, del momento in cui un cuore che si spegne a poco a poco, esalando l’ultimo battito dritto sulle nostre labbra.» Finalmente, sussulta. «Anche perché noi rubiamo la vita. Vedi, come da tradizione letteraria, siamo morti. Eppure, quando ci nutriamo torniamo a vivere, anche se per poco tempo. Questo significa che possiamo riassaporare il cibo, le bevande, il respiro, il battito del cuore, il dolore, la vulnerabilità umana e, non ultimo, il piacere carnale.» Ondeggio la mano in aria, dando a intendere che il discorso dovrebbe continuare ma che, per mancanza di voglia del sottoscritto, finirà in questa maniera.
«E ogni quanto dovreste nutrirvi?»
Oh, la bambina s’informa. Ha ragione. «Mi stai chiedendo se sei in pericolo?»
Esita per qualche istante, poi annuisce. «Sì.»
«Ho ancora un po’ di autocontrollo, ti basti di sapere questo.»
«Perché non esci, allora?»
«Mi stai incitando all’omicidio?»
È divertente chiederlo, soprattutto perché la sua faccia si rabbuia all’improvviso. Di solito, l’ipocrisia umana impedisce di rispondere affermativamente: nessuno vuole passare da mostro, tantomeno mettendo un proprio simile, anche se sconosciuto, in pericolo. Pensano tutti che negare l’evidenza sia un espediente ottimo per vivere con la coscienza pulita. Come se bastasse un diniego per fermare la mattanza a cui siamo condannati.
«Sì» risponde di getto.
È come un colpo al petto a cui non ero preparato. Ha ammesso uno dei peccati più infimi a cui potesse condannarsi.
«Sei piena di sorprese, bambina, lo sai?»
«Chiara» mi corregge.
«Beh, se il tuo unico pensiero è rivolto a come ti chiamo, direi che sei ancora più interessante di quanto mi aspettassi.»
So di sorridere, lo vedo riflesso nei suoi occhi, così impassibili e immobili. Adesso che lo sporco le scurisce la pelle, rilucono come due piccole gemme.
«Non hai ancora risposto alla mia domanda: perché non vai fuori?»
«Perché rischieresti di trovarti sola nel caso in cui gli amichetti di […] venissero a farci visita. Ecco perché.»
[…]
«Capisco.» […]
Abbassa lo sguardo. Ha i capelli raccolti in una coda, forse per non darmi a vedere che non li lava da troppo tempo.
«Hai bisogno di una doccia.»
Penso a voce alta e lei s'immobilizza ancora di più. L'imbarazzo la cattura e il sangue inizia a pulsarle più veloce nelle vene.
Dio, come mi eccita il suo odore. No, non quello della pelle sudata, sia chiaro; parlo della vita, della fragilità, del fatto che mi basterebbe sfiorarla per spezzarla e divorarla. Chissà che storie ha da raccontarmi, quali sensazioni potrebbe donarmi.
«Io... mi dispiace.» balbetta.
Se non fosse che sono a secco di provviste, giurerei che potrebbe venirmi duro in un solo secondo.
«La colpa è mia» ammetto con uno sbuffo. L’ho portata qua e gettata su un vecchio materasso senza neanche pensare ai suoi bisogni primari. «Vieni, ti faccio vedere dov'è il bagno. Ci penso io a tenere d'occhio la situazione.»
«E se gli amichetti di […] venissero nel mentre?
«Beh, in quel caso, potranno godere del bello spettacolo delle tue chiappe, mia cara.»
L'idea mi fa ridere, al contrario di lei che si alza stizzita, e almeno basta a distrarmi dalla voglia immane di dirle che sotto quella doccia vorrei finirci anch'io.
Sai com'è, potrebbe fraintendere. Anche perché, più la guardo, più la voglia di ucciderla mi avviluppa le viscere.


Vi ha incuriosito?
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