Titolo: Dashing – Adam
Autore: Kylie Gilmore
Editore: Extra Fancy Books
Data Uscita: 23 Giugno 2022
Genere: Romance Contemporaneo
ISBN: 978-1-64658-090-3
Pagine: 300
Da amici ad amanti, ma uno di loro è vergine e l’altro non riesce a smettere di pensarci.
Trama:
Adam
Vero o falso? Uomini e donne non possono essere amici. Ho sempre pensato che fosse vero, finché non ho conosciuto Kayla.
Sì, è una dea, ma il nostro rapporto è completamente platonico. Quindi, quando mi chiede di fingere di essere il suo fidanzato a una festa, ci sto. Specialmente perché ci sarà quel viscido del suo ex. Riuscite a credere che quella serpe l’ha abbandonata all’altare? «Ti copro io le spalle, Kayla.» È a questo che servono gli amici, no? Ma adesso temo di aver recitato troppo bene la mia parte, perché ci stiamo dirigendo verso casa e lei mi confessa che è stanca di conservarsi per il matrimonio e che vuole che sia io il suo primo. Il suo primo!
Non ci riesco. Questa donna ha la parola impegno scritta in fronte. Ed è una cosa che non farò mai. Ho le mie buone ragioni.
Ma quando glielo dico, lei comincia a prendere in considerazione altri candidati. Non posso lasciare che stia con un tizio a caso! E non posso nemmeno superare quel confine. Lei non sa che cosa mi sta chiedendo! Non sa che cosa sta facendo! Qualcuno deve fermarla.
Kayla
Può essere solo Adam.
Commedia romantica standalone con un lieto fine da svenire. Nessun cliffhanger.
Storie scatenate
Fetching - Wyatt (Libro No. 1)
Dashing - Adam (Libro No. 2)
Sporting - Eli (Libro No. 3)
Toying - Caleb (Libro No. 4)
Blazing - Max (Libro No. 5)
Estratto:
Adam
«Vuoi ballare?» mi chiede una voce allegra e nella mia mente risuona un allarme.
Avrei dovuto aspettarmelo, un lento, al ricevimento per il matrimonio dei nostri fratelli. Guardo gli occhi castani brillanti ed entusiasti della mia unica amica donna: Kayla Winters.
È senza dubbio una dea. Per l’occasione indossa un abito nero senza maniche che mette in mostra la sua pelle morbida dalla gola delicata alle scapole, fino al rigonfio del seno. I capelli castano scuro ricadono in onde su una spalla nuda. Le labbra piene sono rosso vivo. Mi ritrovo a deglutire.
Ridicolo. Siamo amici. Non c’è niente per cui allarmarsi. Certo che posso ballare un lento con la mia amica. Nessuno dei due è interessato a una relazione. Kayla ha ripetutamente detto che non è nemmeno pronta a uscire con qualcuno dopo essere stata lasciata all’altare. È una delle prime cose che mi ha detto e continua a mantenere la sua posizione, come ripete a chiunque le suggerisca di riprovarci. Quanto a me, anche solo l’idea di una relazione mi fa venire l’orticaria.
La prendo per mano e andiamo sulla pista da ballo. Ricordo che era stata col suo ex-fidanzato per due soli mesi mentre noi ci conosciamo già da quattro. Dal febbraio scorso, quando lei ha deciso che eravamo amici.
Aveva proprio detto così allora. Sembri veramente una brava persona, mi piacerebbe che fossimo amici. Che cosa avrei potuto dire? È la sorella più giovane del cliente per cui stavo lavorando da qualche settimana. Sono un artigiano, un falegname. Ovviamente ho accettato anche se non ho mai avuto amiche donne. In verità sono un po’ un lupo solitario. Il mio lavoro, la mia famiglia, la gente che conosco in città, per me sono sufficienti. Immagino che potrei dire di essere amico del tizio che abita vicino a me con cui a volte vado a pescare, ma non è che ci scambiamo confidenze. Con Kayla è andata bene fin dall’inizio. La mia natura silenziosa sembra metterla a suo agio abbastanza da condividere i suoi pensieri.
Trovo un punto sgombro sulla pista da ballo e le metto le mani intorno alla vita sottile, tenendola senza stringere. Invece di appoggiarmi le mani sulle spalle me le mette intorno al collo, e siamo abbastanza vicini da sentire il suo calore. O magari è il mio. Sto bruciando con la camicia elegante, dopo aver scartato da tempo la giacca. Kayla è piccola. Anche coi tacchi, la sua testa mi arriva al petto.
L’allontano discretamente da me. Sembra più appropriato per due amici. Anche se lei non pensa più a quel viscido del suo ex, non supererei mai quel limite. È importante rispettare quel confine, in modo che nessuno si faccia male.
«È un bel matrimonio, vero?» chiede Kayla, guardandosi attorno. Siamo sotto un tendone bianco nel terreno dietro la casa dello sposo, un vasto appezzamento con dolci colline bordate da boschi. Mia sorella minore, Sydney, ha sposato il fratello maggiore di Kayla, Wyatt. Immagino che Kayla e io, adesso, siamo in qualche modo imparentati... forse. È fico visto che siamo buoni amici.
Mi guardo intorno. «Già. E sono stati fortunati a beccare una giornata di sole.» È maggio e normalmente c’è il sole. Mi accorgo a malapena di quello che sto dicendo, tanto sono concentrato a mantenere una distanza di sicurezza. Kayla continua a spostarsi più vicino.
«L’ho ordinata appositamente» dichiara. «Sai, se non fossi una biostatista, penso che potrei essere un’ottima wedding planner. Ho aiutato io Sydney a organizzare questo matrimonio.»
Inclino la testa. Non so niente di nessuna delle due carriere. Tutto ciò che so è che è intelligentissima e ha appena completato il Master in Biostatistica. Adesso dovrà cercare un lavoro e probabilmente si allontanerà parecchio da Summerdale, Stato di New York. In questo periodo sta lavorando part time come cameriera all’Horseman Inn, il ristorante storico che appartiene alla mia famiglia da generazioni. Adesso è di proprietà di mia sorella Sydney. Kayla è una pessima cameriera, lascia continuamente cadere i piatti, ma è così maledettamente carina quando si scusa che la perdonano tutti.
Kayla sorride. «Sei veramente attraente con questa camicia bianca elegante. Bel contrasto con i tuoi capelli scuri e la pelle abbronzata. Hai ancora quel velo di barba. Non ti sei rasato per il matrimonio, eh?»
Di solito non parla del mio aspetto, solo della mia abilità come artigiano. Di colpo sono maledettamente conscio di lei, di me, ho tutti i nervi tesi. «Uhm, grazie. L’ho regolata un po’ per sembrare in ordine.»
«Mmm. Ti sei anche tagliato i capelli.»
Resto impietrito alla sensazione sorprendente delle sue dita che scorrono tra i miei capelli sulla nuca, procurandomi un brivido lungo la spina dorsale. Sta giocando con i miei capelli. E, cosa ancora più allarmante, si mette in punta di piedi. «Dimmi,» sussurra all’orecchio sfiorandomi il petto con il seno, «siamo amici giusto?»
«Sì.» Mi rilasso un po’. Sia perché sta rispettando i limiti sia perché si è staccata per guardarmi e il suo seno adesso è a distanza di sicurezza.
Mi rivolge un sorriso abbagliante. «Perfetto, ho un favore da chiederti.»
«Certo.»
Kayla si mette a ridere. «Non sai nemmeno di che cosa si tratta. E se ti dicessi qualcosa di folle, ad esempio che voglio che faccia il mio bucato?»
Sorrido dicendole: «Se non ti danno fastidio gli abiti stropicciati li metterò in lavatrice con i miei».
Kayla passa la mano lungo la manica della mia camicia. «I tuoi vestiti non sono per niente stropicciati.»
«Tolgo immediatamente le camicie dalla asciugatrice per evitare di doverle stirare. Di che cosa hai bisogno?»
Kayla guarda oltre la mia spalla, improvvisamente timida. «Penserai che sia una sciocchezza.»
Non rispondo. Kayla non ha mai bisogno di farsi persuadere per parlare.
Torna a mettersi in punta di piedi per sussurrarmi la sua richiesta e con la coda dell’occhio vedo che la guancia è rossa. «Fingeresti di essere il mio fidanzato a un ricevimento?»
Sudo freddo. Fidanzato? Sono stato fidanzato una volta e ho giurato: mai più.
«Ti pagherò» aggiunge.
Resto a bocca aperta.
Mi afferra la mano e mi tira fuori dalla pista da ballo, dicendo: «Te lo spiegherò in privato».
«Non c’è bisogno che ti spieghi.» Perché non succederà mai. Nessun pagamento e decisamente nessun fidanzamento.
Kayla mi lascia andare la mano e mi indica di seguirla mentre cammina intorno alla parte anteriore della grande casa grigia a due piani di Wyatt. Non mi dispiace allontanarmi dal ricevimento, con tutta quella gente. Mi piace il silenzio. Kayla sale i gradini del portico che circonda la casa, con quattro sedie a dondolo bianche di legno di pino. Le ho fatte io, un modello semplice ed elegante, con il legno curvato per adattarsi alla testa e al sedere. Sono dei pezzi extra che Wyatt mi ha commissionato, insieme a una biblioteca, completa di scaffali, spazio per riporre oggetti e una scala scorrevole. Ho anche restaurato alcuni pavimenti di legno e costruito degli armadietti per il soggiorno. Wyatt è stato utile per la mia impresa. Ha parlato di me e con le sue segnalazioni mi ha procurato altre commissioni.
Kayla si siede e si dondola un po’. «Mi piacciono queste sedie, sei un genio dalle mille risorse.»
Ho il petto gonfio d’orgoglio. Mi siedo accanto a lei. «Grazie.» Lavoro duramente e cerco sempre di migliorare, accettando sempre nuove sfide.
Kayla mi rivolse un sorriso timido. «Allora, ecco la storia: la mia professoressa preferita darà un ricevimento a casa sua per la fine dell’anno scolastico, per tutto il dipartimento di statistica. È informale, un barbecue in giardino. E ci sarà il mio ex, quello che mi ha lasciata all’altare quattro mesi e mezzo fa. È la prima volta in cui lo vedrò da allora e so che sarà imbarazzante. Voglio solo dimostrargli che ho definitivamente voltato pagina.»
Kayla è molto precisa quando si tratta di numeri: quattro mesi e mezzo. Da falegname, rispetto questa precisione. Bisogna sempre misurare due volte prima di effettuare il taglio. Ci sto, ora che so che si tratta di salvarsi la faccia davanti al suo viscido ex. Sto per dirglielo quando lei continua: «So che per te è un fastidio ed è per quello che sarò felice di pagarti. Sinceramente le mie mance non sono granché, ma l’appartamento è gratis quindi ho dei soldi da parte».
Vive sopra l’Horseman Inn, nel vecchio appartamento di mia sorella. Non mi meraviglia che le mance non siano granché visto che rovescia il cibo sui clienti o sul pavimento, ma lascio correre. «Prima di tutto, per favore non parlare di pagare un uomo per avere un appuntamento.»
«Ma per te è un fastidio.»
Sbuffo: «Secondo, verrò».
Kayla sbatte gli occhi un paio di volte. «Davvero?»
«Sì.»
«E non vuoi niente in cambio?»
Mi strofino la nuca, non mi aspettavo di dover spiegare come funziona l’amicizia. Sarà imbarazzante? Sì, ma voglio aiutarla. «Ti coprirò le spalle.»
Lei mi fissa, non sembra convinta. «Non so. Ora che ci penso, a te non piacciono le feste, quindi non ti divertiresti. Lasciamo perdere. Non è stato carino da parte mia chiedertelo. Lo chiederò a qualcun altro, okay?»
Prima che possa rispondere si sta già allontanando per andare a cercare un nuovo finto fidanzato.
La seguo intorno alla casa. Le sue sorelle, Brooke e Paige, la salutano agitando una mano dalla pista da ballo e lei si affretta a raggiungerle, colpendole entusiasticamente con le anche. È piuttosto buffo, perché è più bassa di loro.
Qualcuno mi dà una gomitata nelle costole. Mi volto trovandomi a faccia a faccia con il fratello di Kayla, Wyatt. Il mio nuovo cognato ha la mia età, trent’anni, e circa la mia stessa statura, sul metro e ottantacinque, capelli castano scuro ondulati e una barba corta curatissima. È buono con mia sorella e scherza volentieri, anche se adesso sembra maledettamente serio.
«Ehi, congratulazioni, amico» dico.
«Che cos’è successo?» chiede, indicando Kayla con il mento. È la più giovane delle sue tre sorelle, e lui è estremamente protettivo nei suoi confronti. Probabilmente ha a che vedere con il fatto che il loro padre è morto quando erano giovani e Wyatt, in un certo senso, ha preso il suo posto. Kayla è andata direttamente da lui quando è stata lasciata all’altare e poi è rimasta.
Tiro indietro le spalle, vedendo immediatamente il fratello iperprotettivo che sta per attaccare. «Non è successo niente.» Non ho intenzione di rivelare a suo fratello il piano di Kayla di trovare un finto fidanzato. Significherebbe tradire la sua fiducia.
«Adam, si capiva che ti stava facendo una proposta sulla pista da ballo...»
«Scusa?»
Wyatt alza una mano. «Risparmiatelo. Non è che tu non mi piaccia, rispetto il tuo lavoro, ma...», mi ficca un dito nel petto, «non scherzare con lei, a meno che tu abbia intenzioni serie. E parlo di impegno a livello di matrimonio, perché è quello che cerca Kayla.»
Sento un brivido che mi percorre la schiena. Mai più.
«Non e così,» dico, «siamo amici.»
Wyatt sbuffa. «Ho visto come sembravate intimi sulla pista da ballo. Può anche essere cominciato così, quando Kayla ti stordiva a furia di chiacchiere, mentre lavoravi a casa mia, ma ti ho visto che la guardi all’Horseman Inn mentre lei lavora lì e sembri maledettamente felice.» A volte Wyatt lavora dietro il bancone. Non perché sia obbligato a farlo, è un miliardario in pensione, ma perché è appassionato di vini, birre e whisky di qualità e vuole condividere la sua conoscenza con i clienti. Sydney dice che i profitti del bar sono aumentati proprio grazie a lui.
Faccio spallucce. Non serve che discuta con me, non ho intenzione di lasciarmi coinvolgere da sua sorella. Punto. «È il ristorante della mia famiglia. Ci vado sempre.»
Wyatt grugnisce. «Non è una donna con cui scherzare, capito?»
«Forte e chiaro.»
Si volta a guardarmi, come se si stesse facendo una domanda. «A meno che tu faccia sul serio.»
Alzo le mani. «Non ho in programma di sposarla.» Poco più di un anno fa ero fidanzato. Poi Amelia era partita per un’avventura a Panama, con un consulente conosciuto nel suo ufficio. Era stato uno shock, dopo quattro anni insieme. Eufemismo. Mio padre era morto una settimana dopo. È da poco che ho ricominciato a sentirmi me stesso.
Wyatt scuote la testa. «Quando quello stronzo del suo ex si è tirato indietro il giorno del matrimonio, Kayla è stata un rottame per due mesi. Tu non hai visto nemmeno la metà di quello che ho visto io. È stato atroce.»
«Sono passati quattro mesi e mezzo.»
Wyatt mi fissa.
«Solo per dire.»
Fa un gesto indifferente. «Non ha importanza. Se non è una cosa seria, scordatela. Sono le uniche alternative che hai.»
È il mio nuovo cognato, che considero un amico. Mi ha commissionato il lavoro dei miei sogni dandomi carta bianca per progettare mobili su misura per la sua biblioteca e il suo soggiorno. Inoltre mi sta facendo tantissima pubblicità. È straordinario quanta sia ricca la gente che apprezza i lavori di falegnameria su misura. Non ho intenzione di rovinare quest’amicizia.
Gli batto una mano sulla spalla. «Kayla e io siamo amici. Fine della storia.»
Guardiamo entrambi Kayla sulla pista da ballo. È in equilibrio su un piede e sta cercando di togliersi un sandalo. Perde l’equilibrio e sia Wyatt sia io ci lanciamo in avanti ma Sydney la raddrizza prima che uno di noi possa arrivarle vicino.
Wyatt mi rivolge un’occhiata sospettosa prima di raggiungere Sydney sulla pista da ballo.
Vado al bar. Prendo un whisky (Wyatt lo ha rifornito con quello buono) e mi siedo a un tavolo vuoto. Mi cade lo sguardo su Kayla. Ora sta ballando con mio fratello Eli. A ventisei anni, è più vicino a lei come età ed è pieno di muscoli perché si allena continuamente per mantenersi in forma per il suo lavoro di poliziotto. Non che debba catturare molti criminali a Summerdale. Siamo un posto piuttosto tranquillo.
Aspettate, gli sta chiedendo di recitare la parte del fidanzato? Eli è single e non esiterà a fare la sua mossa. Sono in piedi prima di accorgermi di che cosa sto facendo. «Kayla.»
Lei si volta a guardarmi. «Ehi, Adam. Unisciti a noi!» dice, indicandomi di raggiungerli.
Eli le dice qualcosa e lei gli dà scherzosamente uno spintone. Probabilmente le sta dicendo che io non mi rilasso mai molto. Non sono mai stato un amante delle feste. E non mi troverete nemmeno ad avere “un’avventura a Panama”. Sono radicato qui a Summerdale con il mio lavoro e la mia famiglia. Ma questo non significa che non mi diverta a modo mio.
E poi lei viene verso di me e il mio polso accelera.
Mi guarda, con un’espressione interrogativa sul visino dolce. «Che c’è?»
«Eli verrà a quel ricevimento con te?»
Lei si volta a guardarlo. «Non so. Dici che andrebbe bene?»
Certo che andrebbe bene. Tutto quello che vuole è provarci con una bella donna.
Kayla comincia a muoversi al ritmo della musica. «Siamo amici. Lo vedo regolarmente al ristorante. A volte provvede lui all’intrattenimento del sabato sera con la sua chitarra acustica.»
Già. Eli dai molti talenti. Ha imparato a suonare la chitarra solo per far colpo sulle donne.
Kayla si ferma. «Va tutto bene? Mi sembri un po’ arrabbiato.»
Abbasso la testa verso il suo orecchio e abbasso la voce. «Verrò con te al ricevimento. Non vedo l’ora di affrontare il tuo ex.»
Le si illuminano gli occhi. «Davvero?» Mi getta le braccia al collo e mi bacia la guancia. Mi sento invadere dal calore. «Grazie! Giuro che ti restituirò il favore, anche se non so ancora come.»
Espiro piano, lieto di non dover pensare a Eli che la tocca. Non che abbia intenzione di provarci. Sono solo una ripicca. Fidanzato. Sento il sudore che mi scorre lungo la schiena.
È tutta una finta. Non mi devo impegnare.
Wyatt la chiama.
Kayla alza un dito per dirgli di aspettare e mi sorride, allargando le labbra piene e imbronciate. Non è colpa sua se ha le labbra che sembrano sempre imbronciate. «Grazie ancora per tu sai che cosa. Sarà un nostro segreto» dice ammiccando con un sorriso abbagliante.
Mi sento stringere le stomaco e il sangue che scorre veloce nelle vene. Ignoro la scomoda fitta di desiderio. Ovviamente, per me è passato troppo tempo. Tengo troppo a lei per farmi coinvolgere e finire per ferirla perché non posso darle ciò che vuole, una relazione seria. E Wyatt mi ha messo in guardia proprio per quel motivo. Non scherzare con mia sorella e i risvolti sono chiari: tensione in famiglia, perdere i clienti che mi procura. Sarebbe un suicidio professionale e personale. Non ho intenzione di incasinare i rapporti con lui.
Le sto solo facendo un favore in modo che possa salvare la faccia con il suo ex. Ecco tutto. Una cosa da amico.

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