TITOLO: Come
l’Erica e il Sole
AUTORE: Giulia De
Martin
EDITORE: Words Edizioni
GENERE: romance
storico (regency)
FORMATO: Ebook (1,99) - Cartaceo (9,90)
DISPONIBILE SU
AMAZON E IN KINDLE UNLIMITED
Un lord, due cuori
spezzati.
Un amore bello
come l’erica scozzese illuminata dal sole.
Charlton Park House, 1822
Dalla prematura scomparsa della moglie,
Henry Stuart, Conte di Suffolk, non è stato più lo stesso. Dopo anni di lutto e
dolore, nella sua vita entra finalmente uno spiraglio di luce grazie a Rose, la
giovane sguattera che ruba i libri dalla sua biblioteca. Ma chi è davvero la
misteriosa fanciulla che sembra averlo stregato?
La penna di Giulia De Martin torna a regalarci
l’atmosfera unica del regency con questa novella che racconta la storia di lord
Suffolk e lady Freya, conosciuti in “Come la pioggia e la Scozia”, dal punto di
vista del protagonista maschile. Una raccolta di scene cardine e di contenuti
inediti, che saranno in grado di trasportarvi di nuovo nel mezzo di una
grandiosa storia d’amore che ha ammaliato migliaia di lettori.
Un consiglio: approcciatevi a questa breve novella con
lo spirito di chi ha nostalgia di casa e sente il bisogno di chiudere gli occhi
e tornare a respirare odore di familiarità per tornare a sorridere.
L’AUTRICE
Classe 1991, una laurea in letteratura inglese, una in giornalismo e due anni
vissuti in Irlanda, oggi ha trovato la sua occupazione nel mondo del digitale,
ma non ha abbandonato la sua passione per i classici e la loro bellezza.Vive
fra le Dolomiti con un pallanuotista e due gatti, Loki e Thor, alternando web e
carta stampata, lavorando come modella e viaggiando per l’Europa.
Il romanzo storico è per Giulia il mezzo
per trattare temi attuali e riflessioni profonde conferendo al tutto un’anima
romantica. I suoi personaggi, donne forti e determinate che combattono per
mantenere la loro posizione e felicità, rispecchiano le giovani di oggi,
sognatrici e pragmatiche, che bevono la vita in un sorso solo assaporandone
ogni goccia.
Come la pioggia e la Scozia, il suo
romanzo d’esordio, ha vinto i Watty’s per la categoria narrativa storica nel
2019, prima di essere pubblicato da Words Edizioni. Il romanzo è stato per mesi
tra i Bestseller Amazon. Anche Le Api di Waterloo ha vinto i Watty’s 2020 per
la stessa categoria.
ESTRATTI
1. «Parli
come se non se ne fosse mai andata.»
«È così. Lei
non se n’è mai andata del tutto. E mai lo farà.» Sollevò di nuovo il capo e mi
guardò. Vi era una tale convinzione, in quelle iridi chiare, che quasi mi fece
vacillare.
«Lei è
qui, sempre. Vive dentro di me, dentro di te e attraverso la piccola Lizzie. La
sento vicina tutti i giorni. Quando chiudo gli occhi, prima di addormentarmi, a
volte quasi la percepisco sussurrarmi all’orecchio. Non ci ha mai abbandonato,
Henry, e tu non relegarla a un ricordo triste e lontano. Alimenta invece la sua
memoria e non lasciarla mai andare via. Quando sarà il momento giusto, sarà lei
a mostrarsi e ad aiutarti.»
2. Aveva già
stretto nella mano il pomello quando la mia voce la raggiunse di nuovo,
incapace di lasciarla andare: «Che cosa avete di più caro, signorina?»
Lei
nemmeno esitò: «Ben poco al momento, milord. Solo la mia vita.»
Poi, mi
lasciò solo, senza guardarsi indietro.
Rimasi
fermo dov’ero per quella che mi sembrò un’eternità. Voltandomi, lo sguardo
cadde sul libro, abbandonato sulla poltrona. Lo raccolsi e mi lasciai cadere
sulla seduta di broccato, poi chiusi gli occhi e lo accostai al viso: l’odore
della carta lisa si mescolava a quello della fuliggine. Deluso, mi resi conto
che non sapeva più di Anne, come se l’avesse lasciata indietro e fosse pronto
per appartenere a qualcun altro.
3. «Se
volevate tenermi qui tutta la notte, avreste fatto più in fretta a
chiedermelo.»
A quelle
parole, ritirai la mano velocemente, senza darle il tempo di afferrare l’ultimo
tomo.
«E
avreste accettato?» Volevo godermi l’espressione sul suo viso. Immaginavo che
le mie parole avrebbero suscitato un leggero imbarazzo, le avrebbero tinto le
guance di un delizioso rossore e magari avrei ricevuto una risposta piccata,
seguita dal riso… ma non fu così.
Lo
sguardo le si incupì e Rose si affrettò a scendere dalla scala. Cercai di non
cadere preda del panico, che sentivo aumentare, e rimasi immobile, seguendo i
suoi movimenti solo con lo sguardo.
«Credo abbiate frainteso il mio ruolo in questa casa,
lord Suffolk.»
4. «Aspetterò
qui.» James si rimise in piedi, cominciando a sistemarsi nervosamente i
vestiti.
Prima di
uscire, però, mi voltai di nuovo verso di lui: «Qualsiasi cosa accada, ricorda
che anche Eleanor è qui e che nessuna delle due merita sofferenza o
umiliazione.»
James face segno di sì con il capo, ma poi distolse lo sguardo. Mi vergognai di quel pensiero, ma una parte di me era certa che forse nessuna delle due avrebbe mai dovuto fidarsi di lui.

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