RECENSIONE - K like Keanu – Lavinia Inghirami

 


Titolo: K like Keanu

Autore: Lavinia Inghirami 

Editore: Gruppo Albatros il filo 

Genere: Narrativa contemporanea 

Data di pubblicazione: 26 Novembre 2020 

Romanzo Autoconclusivo 

Formato: eBook 6,64 euro - Cartaceo14,16 euro

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TRAMA

 

Dopo l'abbandono da parte del marito - alla fine di una relazione che per anni si era trascinata e aveva trascinato con sé la sua vita -, una donna riesce a riprendere in mano le redini della propria esistenza e a ritrovare la propria femminilità. Inaspettatamente, l'aiuto arriva proprio dalla sua fantasia e dalla sua indole di sognatrice: nella sua immaginazione incontra e conosce Mr Reeves in centinaia di modi diversi; parla con lui, si apre, gli confessa i suoi più intimi pensieri e si lascia amare e, attraverso di lui, reimpara ad amare se stessa.

 

 

RECENSIONE

 

Una lettura molto piacevole, che attraversa l’animo umano, le sue debolezze, fragilità, ma anche sogni del mondo adulto e la forza di un amore ai limiti dell’impossibile e che va oltre ogni immaginazione.

Molto probabilmente questo è un romanzo atipico, è una storia narrata in prima persona in cui una donna (di cui non sappiamo il nome) ci racconta moltissimo di sé, a partire dal suo mostriciattolo nella pancia, ovvero il morbo di Crohn che sarebbe una malattia non invalidante dell’intestino.

Sappiamo inoltre che ha una figlia femmina e un figlio maschio e che vive una situazione abbastanza paradossale e dolcissima, in quanto nella sua mente immagina situazioni piuttosto particolari e a volte intime, ma non troppo, con l’attore americano Keanu Reeves.

Diciamo che tutto ciò la porta da un lato ad essere un po’ troppo infantile secondo me, un po’ “bambina”, ma dall’altro lato tutto questo insegna al lettore che non dobbiamo mai dimenticare di avere il fanciullino vivo dentro di noi.

È la forza di questa donna il perno del romanzo, è il modo in cui continua ad affrontare la vita a testa alta nonostante il marito abbia chiuso con lei, che ci fornisce dettagli su come la signora in questione possa aiutare o condizionare in meglio la lettrice che si imbatte in questa storia.

Tutti abbiamo avuto nella vita, specialmente in tenera età o in età adolescente un personaggio famoso che ci ha fatto battere il cuore, sia esso cantante, attore etc. Ecco perché sono rimasta piacevolmente colpita da questo romanzo che poi letto in cartaceo è ancora più gustoso secondo me, proprio per il fatto che a una certa età si perde il gusto del sogno impossibile generalmente e invece per lei non c’è differenza tra sogno e realtà e questo mi è piaciuto molto perché in un certo senso io e la protagonista del romanzo abbiamo molto in comune.

Già dal titolo avevo capitolo che Mr. Reeves sarebbe stato colui che, bello e impossibile, avrebbe aiutato la donna a ritrovare la sua femminilità e a sentirsi di nuovo se stessa, anche grazie ovviamente all’amore per i suoi figli.

 

“Per anni mi sono sentita come un pezzetto di carta stropicciato, scalciato di qua e di là senza cura, come i soffioni spinti dal vento in ogni direzione, indossando ogni giorno la maschera che il mondo disegnava per me.”

 

“Una volta ti ammiravo, ti consideravo più di quanto considerassi me stessa mentre tu continuavi a dare tutto per scontato. Mi sembra quasi di rivedermi, come in un film, quando passavo il tempo su divano, in silenzio, fissando il camino vuoto.”

 

 

Inoltre mi sono piaciute le frasi e gli aforismi sull’amore che vi sono ogni tanto all’interno del romanzo, così come l’introspezione dei personaggi, le loro peculiarità, la semplicità con cui l’autrice descrive dei passaggi altrimenti più complessi se creati magari da una penna meno laboriosa.

Insomma, vi sono davvero molte cose piacevoli e altre che invece però purtroppo non mi hanno preso o entusiasmato.

Ho trovato ad esempio che certe situazioni fossero fin troppo poco credibili, mentre a livello stilistico ci sono diversi errori di battitura che non pensavo avrei riscontrato.

Per fare due esempi lampanti: Jane Austin anziché Austen e poi i punti di sospensione erano in un certo momento quattro anziché tre.

Credo che sia bene evidenziare certi refusi non per screditare il lavoro altrui, ma per far capire dove c’è l’errore e non ricommetterlo in futuro.

Sbagliando si impara!

Ad ogni modo, vi è molta poetica in questa storia e questo è l’ingrediente che mi è piaciuto più di tutti, perché si mischia alla perfezione con il sapore del sogno che permea il romanzo, nonostante vi siano anche momenti piuttosto ampi di vivida realtà.

 

 

Voto in coccole: 4/5

Firma del recensore: Roberta Canu

 


*Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la copia cartacea del romanzo*

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