Titolo: La Grecia che ho conosciuto
Autore: Fabio Bevilacqua
Editore: Self – Publishing
Genere: Narrativa contemporanea
Data di pubblicazione: 5 settembre 2021
Romanzo autoconclusivo
Formato: Ebook: 2,99
euro - Cartaceo euro: 15,60
TRAMA:
Un libro di memorie, una storia vera tratta da
un diario. Il racconto di venticinque anni di vita, passati tra l’Italia e la
Grecia, alla ricerca di assistenza e giustizia per porre rimedio a una truffa
immobiliare subita in territorio greco.
Può un luogo paradisiaco trasformarsi in un
inferno?
La Grecia che ho conosciuto conduce il lettore alla scoperta di una
Grecia ben lontana dall’idea del paradiso mediterraneo venduta ai turisti.
RECENSIONE:
Il
libro è originale e anche complesso, la storia centrale è quella di un uomo,
Benny Morgan e della sua travagliata vicenda in Grecia, luogo che nel nostro
immaginario collettivo è pressoché idilliaco e invece risulta per l’autore
motivo di scontri, equivoci e inganni, dimostrandoci che non tutto ciò che
luccica è oro.
“Così, come mi capita spesso, mi sono posto delle domande, cui ho provato a dare risposte. In questo capitolo proverò a esprimere con più chiarezza alcune di queste riflessioni, anche se immagino che poi dovrò confrontarmi con le obiezioni di chi non la pensa come me.”
I
motivi delle faide all’interno del romanzo sono molteplici, ma iniziamo a
parlare della causa principale, ovvero il succo della storia: Benny affronta un
viaggio dall’Italia alla Grecia, investendo le sue risorse economiche e
finanziare per poter acquistare un immobile, mettendosi in gioco moralmente e
con tutta la pazienza di questo mondo, ma venendo raggirato in tutti i modi in
primis da Olga Kallergi, la donna che lui non immaginerebbe mai possa truffarlo.
Olga avrà un ruolo importante, essendo la titolare dell’agenzia del tipo
General Tourism Office, chiamata Ioanna Travel, un’agenzia come tante in
Grecia, di cui ci si serve anche per il money change (ai tempi in cui è
ambientata la storia, ovvero negli anni novanta, l’euro non esisteva ovviamente
e quindi la moneta era la dracma).
A
Paxos, luogo in cui in quel lontano febbraio del 1993 il protagonista si
ritrova ad acquistare una casa piccola per soddisfare il suo hobby della pesca
in mare, non esistevano ancora agenzie immobiliari, ma solo agenzie turistiche.
Successivamente
a questi eventi rilevanti per l’intreccio narrativo, ci ritroveremo a Magazia,
un villaggio di poche case vicino a Gaios. Inoltre ci troveremo anche a Loggos
e Lakka, sempre nei pressi di Paxos.
Ma
quando Benny ritorna a Paxos (dopo essere andato via per un po’ di tempo) si
rende conto che vi è una truffa ai suoi danni da parte proprio della stessa
agenzia turistica a cui si era affidato, specialmente nel momento in cui si
ritrova con Olga per l’appuntamento all’apoteke, ovvero il deposito di olive
abbandonato.
“Spiegavo a Sherlock che i Greci antichi riconoscevano il primato della menzogna, ancora prima dell’ultimo millennio a.C. i Cretesi venivano apostrofati come mentitori, a livello di animali malvagi, presumibilmente perché erano d i professione pirati e mercenari, e che anche Ulisse, per bocca di Omero, mentiva affermando più volte di essere nato a Creta, per lui era una questione di vanto.”
Da
questo momento in poi il libro avrà un excursus economico e finanziario,
notarile, giuridico davvero interessante nonostante a volte possa sembrare
tedioso, ma in realtà il tutto è ben farcito da argomentazioni varie. Troveremo
personaggi dai nomi veramente particolari come ad esempio Zenobia Kallergi, la
famiglia Zervas, Olivia e Nikolaos Callejas, Joannis Vassiliou, l’avvocato Vassilis
Avramidis e molti altri. Il testo infatti può considerarsi un romanzo corale,
perché i personaggi sia principali che secondari sono molteplici, ma più che
romanzo lo definirei un diario / saggio aggiornato addirittura sul presente.
I
temi rilevanti ed emblematici, che ricorrono spesso o perlomeno che vengono
citati in vari capitoli sono: le udienze, le citazioni in causa civile, l’istinto all’inganno che definisce i Greci
antichi e i Greci moderni, ma ancora i miti e le leggende (parte che ho amato tantissimo
perché leggibile sotto molteplici sfumature), vi è inoltre la parte in cui si
parla di Omero, Erodoto e gli déi, eroi, leggende e Ulisse ovvero la sua figura
da eroe o farabutto.
“Oggi comunque dobbiamo rendere merito a Omero per averci fotografato l’identità dei suoi coetanei, il ritratto dell’uomo del suo tempo: violento, irascibile, vendicativo, bugiardo, invidioso, geloso…”
Questa parte “mitica e leggendaria” è una
sorta di interludio letterario, di pausa lunga tra quegli argomenti giudiziari
trattati all’inizio e che racchiudono il corpo del diario romanzo /saggio. Mi
sono piaciute molto non solo tutte le delucidazioni e i dettagli più complessi
riguardo la truffa immobiliare ai danni di Benny Morgan, ma anche le semplici
eppur bellissime citazioni tratte da romanzieri famosi quali Oriana Fallacci e
Alessandro Baricco per citare quelli più importanti all’interno della storia.
Concludo
dicendo che per quanto l’opera possa sembrare apparentemente fredda o troppo
impostata, nella sua posizione d’austerità, non è affatto così, perché quando
ad esempio si parla di Nicholas Green, vi è molta empatia e umanità.
VOTO IN COCCOLE: 5
FIRMA
DEL RECENSORE: ROBERTA CANU
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