RECENSIONE: La figlia di Jack: un amore di fantasma – Marina Galatioto

 



Titolo: La figlia di Jack: un amore di fantasma

Autore: Marina Galatioto

Editore: Self - publishing

Genere: Paranormale romance 

Data di pubblicazione: 29 Ottobre 2021

Serie o autoconclusivo: Autoconclusivo

Formato ebook: 2,69 euro

Cartaceo euro: 17,68

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TRAMA: 

"Sono figlia di jack O'Lantern.
Sono scappata dal Tir na nOg, il paradiso irlandese.
Ora vago sulla Terra come fantasma.
Ho lasciato questo mondo a diciannove anni, ora che sono di nuovo qui e ho trovato l'amore non vorrei che mi riportassero indietro.
So che mi attende l'inferno, ma a spezzarmi il cuore è sapere che non rivedrò mai più Dom."

Ailin è passata a miglior vita nel 1751, un anno dopo suo padre, soprannominato Stingy Jack. Abbandonata da piccola è cresciuta in povertà, odiando quel padre che le ha causato problemi e difficoltà. Non ha mai avuto un ragazzo, ma nemmeno un'amica.

I suoi ultimi duecento cinquant’anni li ha passati nel paradiso irlandese, ad... annoiarsi. Quando un giorno si manifesta nelle sue vicinanze una strana nuvola, Ailin non si lascia sfuggire l'occasione di fare qualcosa di nuovo ed eccitante. Ed è così che finisce per essere inghiottita in un passaggio spazio temporale che la catapulta nel nostro secolo, a casa di un ragazzino, Justin, bullizzato dai compagni e infelice.

I due fanno subito amicizia e la cosa non manca di dare preoccupazioni alla madre di Justin. Steph chiede al fratello di parlare con il figlio e di capire per quale motivo si è inventato un'amica immaginaria. Sì, perché Justin è l'unico con cui riesce a comunicare Ailin, e l'unico in grado di vederla.

Intanto che la ragazza si crea una non-vita da fantasma, un angelo assolda proprio Jack O'Lantern, suo padre, per riportarla indietro promettendogli tre anni da vivo sulla terra. Ovviamente Jack, scaltro e interessato solamente a se stesso, accetta il patto.

Quando però incontra la figlia Ailin, che aveva abbandonato quando era ancora in fasce, le cose cambiano. Jack le promette di lasciarla sulla Terra, insieme alle persone che ama, solo fino alla notte di Halloween, termine ultimo.

Poi cosa succederà? Jack strapperà davvero Ailin dai suoi affetti? Da Dom che ora riesce a vederla e di cui si è perdutamente innamorata? Potranno scegliere? Potranno esercitare il libero arbitrio oppure no?

Una storia che lega leggende irlandesi alla fantasia, perfetta non solo per la festa di Halloween. Perché quando leggiamo un romanzo vogliamo poter sognare che tutto sia possibile. La figlia di Jack è una favola moderna che affonda le sue radici nelle tradizioni e leggende del passato.

 

RECENSIONE: 

Un romanzo che attinge dal mondo della tradizione folkloristica irlandese e si colora di sfumature rosa senza esplodere nello smielato romanticismo, senza disdegnare però atmosfere sicuramente dolci e apprezzabili nel loro contesto.

“Ogni persona che vive qui a Tir na nOg la sua vita eterna sa chi è mio padre. Appena dico il mio nome, nemmeno fossi l’unica ad averlo, mi guardano con aria di compatimento, come se portassi addosso una croce.”

 

La protagonista indiscussa è una ragazza di appena diciannove anni, di nome Ailin, che si ritrova (senza comprenderne il perché) nel paradiso degli irlandesi, ovvero il cosiddetto Tir na nOg, luogo di pace e armonia indiscusse.

Ebbene sì, Ailin è morta dopo una dolorosa caduta da cavallo (ha anche una vistosa cicatrice) ma il problema è che lei è convinta di meritare il luogo più atroce di tutti, ovvero l’inferno, essendo la figlia di jack O’Lantern, colui che in vita si dice fece un patto con il diavolo.

La ragazza ha passato una vita terrena breve è vero, ma nella sua caducità ha sofferto molto poiché suo padre non l’ha voluta bene, anzi l’ha abbandonata al suo destino di solitudine e tristezza. Nemmeno il “paradiso” riesce ad allietare quel vuoto cosmico che la ragazza sente, in quanto lei prova costantemente noia, mentre tutti gli altri beati sono tranquilli e si godono la spensieratezza del luogo in cui tutti vorrebbero poter essere.

È come se lei fosse una specie di anima in pena ma non fosse affatto malvagia.

“In realtà si chiamava Stingy Jack, soprannominato “ne’re do well”, ossia uno che non ne combina una giusta. E non si poteva certo dar torto a chi gli aveva affibbiato questo soprannome.”

Ad ogni modo, presto subentreranno i due personaggi chiave della storia, Justin e Dom, rispettivamente nipote e zio.  Il primo è un ragazzino molto dolce e pacato, il classico che viene trattato male e evitato dai compagni di classe malvagi, mentre il secondo, è un uomo giovane e piuttosto sensuale, sia mentalmente che fisicamente, a tal punto da esercitare sulla ragazza un certo fascino.

Infatti Dom e così anche Justin, vedono Ailin nonostante lei non sia altro che un fantasma, perciò proveranno davvero dei rispettivi sentimenti di amore e amicizia nei confronti della ragazza.

“Vengo risucchiata come in un vortice. Sento freddo dappertutto. È come un gelo che mi penetra nelle ossa. Ho una paura folle.      E se questa fosse la fine? Se mi punissero per le mie continue disobbedienze?

Diciamo che la storia secondo me ha del potenziale in quanto originale e delicata, per di più è politematica e strutturata in maniera semplicissima, in effetti il romanzo si legge in poco tempo, però mi dispiace dire che vi sono molte debacle e refusi anche abbastanza gravi sin dalle prime pagine. Man mano che si va avanti con la lettura si trovano altri errori che rovinano la bellezza della storia.

In ogni caso vi è impatto emotivo, ci si immedesima nella storia e  l’intreccio è ben costruito, anche se a mio avviso una delle note stonate oltre agli errori ortografici sono le fin troppe diffuse ripetizioni tematiche.

VOTO IN COCCOLE: 4

FIRMA DEL RECENSORE: ROBERTA CANU

 

*Ringraziamo l’autrice per la copia digitale del romanzo*

1 commento:

  1. grazie mille per la recensione. Gli errori sono di certo sfuggiti a me e alla mia editor, se vi va potete segnalarli, li sistemeremo al più presto, marina

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