Titolo: Sola con me – La
vita asimmetrica di Sally
Autore: Andrea Capuccini
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 154
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Genere:
narrativa – famiglia e relazioni
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2021
Sinossi
Si
sentiva già cullata e accolta nel dolce grembo della morte, a lungo sospirata
lassù a cavalcioni del cornicione a trenta metri dalla strada. Non era ancora
né vecchia né giovane, ma gli anni le pesavano come quelli di una matriarca
carica di giorni, di anni e di affanni. È decisa. In fondo basta un salto, un
semplice salto. Le lettere dell’alfabeto incise sulla vecchia pergamena della
sua vita sembrano volteggiare nell’aria afosa e sparire nel vuoto ingoiate
dalla brezza che sale dal mare, resiste l’ultima, l’omega dell’addio. Un tocco
leggero, quasi una carezza. Alle spalle un angelo sotto le mentite spoglie di
un carabiniere stanco dopo una giornata di lavoro in pattuglia. Due chiacchiere
soltanto, questo è tutto quello che può estrarre dal suo tascapane di
pellegrino. Ma quell’angelo custodisce un segreto: recuperare quelle lettere
sfuggenti dall’alfabeto della vita per intrecciarle in parole che germinano in
un autentico dialogo e in un racconto che disvela la storia di un’anima. È
questo il segreto che coinvolge e affascina il lettore di queste pagine, dove il
narrare si rivela nel suo vero volto come una lotta e una vittoria sulla morte.
Il filone d’oro che l’autore, attraverso uno scavo paziente, vuole far scoprire
è quello di invitare a riflettere sul valore della parola che, trovato un cuore
capace di ascolto, si scioglie in un’autentica narrazione che redime una vita.
L’angelo carabiniere, venuto chissà da dove ma certamente ricco di una sapienza
non appresa dai manuali della caserma, di una cosa è certo: di dover entrare
nel cuore della donna non con la forza della dialettica ma con la debolezza e
la dolcezza della parola. E se il lettore percorrerà fino in fondo l’itinerario
dell’esistenza dal sapore acre della protagonista potrà incontrare una donna
rigenerata, capace di generare vita non più come frutto del grembo ma come dono
di sé.
Biografia
Andrea
Capuccini è nato a Latina nel 1972, parmigiano d’adozione, sposato, con due
figlie adolescenti. Da sempre appassionato lettore, con il suo romanzo
d’esordio ha realizzato il sogno di compiere il grande salto dall’altro lato
del libro.
Estratto:
Sally
chiede a quel giovane, che scambia all’inizio per il portinaio, di restare a
distanza, di concederle ancora qualche minuto.
Vuole
riflettere, non sulla scelta da prendere, quella è stabilita. Deve meditare
sulla vita che ha vissuto, fare un resoconto delle cose buone fatte nel corso
degli anni, ci vorranno pochi minuti in effetti, almeno secondo il parere chi
l’ha conosciuta. Ma poi, chi l’ha davvero conosciuta? Forse in parte il figlio.
Il
carattere introverso, provato dalle molteplici dolorose esperienze, l’ha
portata a rinchiudersi in sé stessa, somatizzando i conflitti interiori in
disturbi organici e funzionali. Ormai le fobie che la tormentano non si contano
più.
Vuole
aspettare ancora un po’, affrontare per un’ultima volta i propri sensi di colpa
e affrancarsi da essi, sì da poter partire col cuor leggero svuotato dai mostri
interiori che da sempre l’hanno accompagnata, alla ricerca speranzosa e
spasmodica di un nuovo futuro.
Il
conflitto interiore è grande ma se vivere non è un piacere, non può nemmeno
diventare un obbligo.
Ce
n’è voluto di tempo ma alla fine è riuscita a prendere in mano e a decidere
della propria vita, o forse sarebbe più corretto dire della propria morte,
visto il contesto.
E
ora, dopo essere sprofondata, è determinata nel volere andare fino in fondo. E
nessuno potrà toglierglielo dalla testa.
Capitolo
6
«Sono
anche io credente anche se in realtà frequento poco la Chiesa, un po’ per il
lavoro, un po’ per pigrizia. Mia moglie è molto più praticante di me, non passa
una domenica senza andare a messa con le bambine. Abbiamo due figlie, due
gemelline di undici anni, Emma e Olivia. E lei? Ha figli?»
«La
prego, se ne vada, mi lasci in pace, non se la prenda ma non ho nessuna voglia
di stare ad ascoltarla, voglio stare da sola, vorrei soltanto pensare.»
«Signora,
mi dispiace ma non posso voglio aiutarla. Sono un maresciallo dei carabinieri,
con me può stare tranquilla, non le farò del male. Non vuole ascoltarmi? Va
bene, però io vorrei davvero ascoltare lei. Cosa c’è di così brutto? Cosa c’è
che non va?»
A
quelle parole Sally ha un sussulto e gli sorride con dolcezza, poi gli dice:
«Avrei dovuto immaginarlo.»
«Cosa?»
«Che
lei è un carabiniere. Mi sembra di rivedere mio figlio, alto come lei, fiero,
austero, elegante e con un cuore grande. Un suo collega. Lei deve essere un
brav’uomo, anzi, ne sono certa. Anche fisicamente me lo ricorda, con i capelli
brizzolati e l’evidente taglio militare. Come si chiama?»
«Mi
chiamo Mario e lei?»
«Sally.»
«Sally,
perché non scende da quel cornicione e viene qui? Mi piacerebbe poterle offrire
una bibita fresca al bar, con questo caldo sarebbe rigenerante, così potrebbe
raccontarmi cos’è che la assilla e, se me lo permette, vorrei davvero esserle
di aiuto. Magari più tardi potrebbe venire a casa nostra, potremmo farci una
pizza tutti insieme così conoscerebbe le gemelline, sono adorabili sa? E
avrebbero proprio bisogno di una nonna, visto che qui siamo da soli. La prego,
venga giù con me, non stia lì a sudare che potrebbe prenderle un collasso.»
«Grazie
dell’invito ma non ho per nulla voglia di scendere, voglio restare qui. E poi,
mi creda, il caldo non è davvero un problema, per me è più facile sanguinare
che sudare.»
«Ok,
come desidera. Però potrebbe lo stesso raccontarmi di lei. La prego, mi
incuriosisce molto. Cosa c’è che non va?»
«Le
assicuro che non le piacerebbe ascoltare cosa c’è che non va nella mia vita, è
stata tutto uno sbaglio, tutto da buttare via.»
«La
prego, Sally, condivida con me la sua storia. Sono sicuro che suo figlio al mio
posto farebbe la stessa identica cosa, resterebbe qui con lei ad ascoltarla
anche se, come dice lei, non c’è nulla di bello da sentire.»
«Lei
è molto insistente, lo sa? Però devo dirle che mi piace molto, come può piacere
un ragazzone come lei a una vecchia babbiona come me, sia chiaro. Vede, sono
anni che non parlo con qualcuno perciò stia attento perché se comincio potrei
non fermarmi più e qualcuno di noi per la disperazione potrebbe buttarsi di
sotto, e non è per nulla scontato che quel qualcuno sia io, perdoni il
sarcasmo, Mario. E va bene, allora, vista l’insistenza se proprio vuole le
parlerò di me e della mia inutilità, però la avverto, si annoierà parecchio,
perché dovrò partire da quando tutto ha avuto inizio, da quando sono nata, e
c’è davvero tanto da raccontare.»
Mario,
con la fronte perlata di sudore per il caldo e soprattutto per l’agitazione, le
risponde: «Davvero, sono tutt’orecchi. Sono qui per ascoltarla, il tempo che
vuole. Coraggio, mi racconti di lei.»
Sally
inizia così a ripercorrere la propria vita, quasi rivivendola passo per passo
in un flashback, aprendosi a quello sconosciuto come se lo conoscesse da
sempre, come se si stesse raccontando al figlio Francesco, nell’intimo e senza
riserve, come forse per troppo amore non gli aveva mai parlato.
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