Titolo: Stanza numero 7
Autore: Cinzia Riccitelli e Monia Morganti
Editore: Brè edizioni
Genere: letteratura erotica
Data di pubblicazione: 16 novembre 2020
Formato: Ebook € 2,99
Cartaceo € 10,82
Romanzo Serie "L'origine del peccato."
TRAMA
Quanto può sopportare un’anima prima di cedere, prima di implodere e accettare ciò che forse è sempre stata? Minerva è una donna sola, dolce, dal passato affatto semplice e dal futuro estremamente incerto. In balìa di sentimenti contrastanti dopo essere stata tradita dal suo unico grande amore, sembra a un passo dal crollare, pronta a precipitare in una spirale di depressione che pare non avere fondo. Eppure Minerva ha un’arma, potente e indistruttibile: la forza. Di rimettersi in gioco e vivere. Aphrodite, al contrario, è una donna che in quella spirale ci è caduta fin da bambina, vittima inconsapevole di abusi mai confessati, interiorizzati e vissuti in un dualismo mediante cui ora, ragazza fuori e adulta dentro, tenta di assecondare la propria natura senza falsi perbenismi, guidata solo dalle proprie pulsioni. Per mettersi in gioco e vivere. Ciò che entrambe ignorano è che le loro strade stanno per incrociarsi in una maniera del tutto inaspettata, in una stanza intrisa di sangue e sesso, di orrore e destino. Una stanza infernale e terribile. La stanza numero sette.
RECENSIONE
“Stanza numero 7” è una duplice storia che narra le vicende di due donne molto diverse tra loro, eppure legate da un destino e un luogo, quella stanza d’hotel e le sue energie negative.
Entrambe sono donne con una femminilità potente e una sessualità disinibita, vogliose di possedere ed essere possedute.
La prima, Minerva, ha sempre combattuto con la solitudine profonda, è orfana, ha poche amiche, forse nessuna, e un amore che l’ha spezzata, facendola scappare via dalla città in cui abitava.
La seconda, Aphrodite, è ancora una ragazzina, ma la sua vita è iniziata con gli abusi. Violenze che però le hanno fatto desiderare il sesso come una sorta di amore per sè stessa. Vuole essere venerata e desiderata, vuole un uomo che la prenda col corpo, ma anche con la mente.
Entrambe non trovano facilmente ciò che vogliono, fino al giorno in cui un destino beffardo, a distanza di un anno, le fa entrare in quell’hotel, nella stanza numero 7.
La storia è divisa in due racconti intimi, come dei monologhi, in cui le due donne si raccontano. Entrambe le storie s’interrompono proprio quando le loro vite s’intrecciano, facendo intuire che la storia abbia un seguito.
La scrittura è corretta e si nota la bravura delle due autrici, tuttavia è come se fossi rimasta appesa, in attesa che la storia vera e propria iniziasse sul serio. Mi sento come se avessi letto soltanto la prima parte del libro.
Probabilmente, questa voglia di continuare a leggere, denota il fatto di averne apprezzato il contenuto, cosa che non nego.
Pertanto, mi astengo dal dare un voto, e resto in attesa del secondo volume, per poter dare un giudizio definitivo e completo.
A presto, Alessandra T.
*Ringraziamo la casa editrice e le autrici per la copia digitale.*

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