RECENSIONE: Wishlist 1 e 2: Dark Necessities Series 5-6 di JD Hurt


  
Titolo: Wishlist 1: Dark Necessities Series 5 
Autore:  JD Hurt 
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Self-Publishing
Data uscita: 21 gennaio 2018
Pagine: 326

Sinossi:
Lei è un'inezia, non conta nulla. Una bambina che mi sono preso in casa per fare un dispetto alla madre. Eppure si sta allargando nella mia mente come una macchia d'olio. Non posso permetterlo. Ho altri progetti; trovare la progenie dell'uomo che ha rovinato le vite di tutti noi.
Io sono Ethan Gaffrey e amo una sola persona. Stephan Carroll.

Lei è una delle nostre innumerevoli vittime. Quando l'abbiamo presa in casa mi faceva pena, forse anche tenerezza. Ora sta diventando importante. Non dovrebbe esserlo. Perché a noi interessa una sola cosa. La vendetta. Io sono Kyle Jenkins e amo una sola persona. Ethan Gaffrey.

Volevo liberarmi di mia madre. Cercavo i sogni, la libertà. Ho trovato inganni e bugie. Ho trovato loro due. Kyle ed Ethan. Piano, piano mi stanno svelando chi sono.
Io sono Willow Johnson e ho imparato che l'amore non esiste. E' solo una frode.

Ethan, Kyle, Willow. Quando l'amore diventa ambiguità.

Nota dell'autrice: Wishlist è il primo capitolo dell'omonima duologia dark. Esso fa parte della Dark Necessities Series (per comprendere il testo è necessario avere letto i volumi precedenti: Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2).
Attenzione: anche se può sembrare un romanzo m/m non lo è.

Titolo: Wishlist 2: Dark Necessities Series 6
Autore:  JD Hurt 
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Self-Publishing
Data uscita: 15 giugno 2018
Pagine: 421

Sinossi:
Combatto per essere libera. Combatto per dimenticarlo.
Combatto contro me stessa.
Perché lui è il mio destino; ma io non voglio un destino tracciato dal dolore e dal sangue.
Io non voglio lui. Ethan Gaffrey.

Combatto per averla. Combatto per tenermela.
Combatto per rimanere aggrappato al mio destino.
Anche se questo destino è una disgrazia. Anche se questo destino è figlio della morte.
Io voglio lei. Willow Johnson.

Combatto contro i demoni del passato. Combatto contro il mio lato oscuro e le mie bugie.
Combatto per riavere l'unico uomo che amo; anche se l'ho tradito in ogni modo. Anche se la mia mole di inganni lo ha trascinato lontano da me. Anche se non mi ha mai amato.
Io voglio lui. Ethan Gaffrey.

Willow, Ethan, Kyle. Quando l'amore diviene guerra.

Nota dell’autrice: per comprendere il testo è necessario avere letto i precedenti volumi della Dark Necessities Series (Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2, Wishlist 1)

Recensione:

“Non tutte le persone che ami ti lasceranno.”
Sono giunta all'ultima dilogia di questa serie che mi ha incatenata e stravolta.
Kyle, Ethan, Willow, li conosceremo dall’inizio fino in fondo, saranno i protagonisti che s’intersecheranno con gli altri visti nelle precedenti dilogie e che ci condurranno in luoghi oscuri e abbietti.
A volte l’amore può essere davvero oscuro, insano, malato e ti fa commettere errori, se non lo nutri da ciò che proviene dal cuore e non dai sensi.
Ognuno dei protagonisti ha la sua storia, il suo dolore, la sua sofferenza, la sua voglia di riscatto, vendetta che non porta mai a nulla di buono.
Ma la vita quando è infida ti porta al male, ti porta ad essere crudele, ti porta a far soffrire e a farti diventare carnefice.
“Perché?” rantola pianissimo. “Perché non vuoi che muoia?” Uno squarcio di luce si apre dentro me.
Tutto diventa chiaro, persino sciocco nella sua semplicità.
“Ormai sei il mio diletto. Il mio diletto non può morire”.
Ma la miseria umana ancora non ha limiti, dileggia nel suo cammino, soccombe i cuori avvinti e impernia chiunque, distrugge, arranca, uccide.
“Ti voglio bene, sorellina redneck. Sei la cosa più bella che mi è capitata da quando sono nato” Ryan sussurra fra le labbra di Willow.
“Devi farmi un favore. Uno bello grosso” sorride esausto, tossisce fatica e stanchezza. Ha il viso pallido, distrutto. Lo sguardo velato, già perso in un luogo lontano.
“Trovali” mormora con voce sempre più rotta.
“No. No. No! Non dire così” Willow scuote il capo con forza, una goccia di sudore le imperla il viso. Comincia a intuire la verità. E la rifiuta.
“Non voglio sentire” sussurra devastata. “Non posso sentire”.
Ma Ryan continua imperterrito a parlare. Come se la vita stesse correndo troppo veloce e lui non riuscisse ad agguantarla.
“Trova Steph e il Tulipano” tenta di fermare la voce. “Riferisci a Steph che l’ho perdonato. Che lo amo, lo amo ancora come quando mi difendeva da Joseph, urlagli che resta il mio eroe. Di’ a Marcia che, per me, sarà sempre lei: il mio bellissimo tulipano giallo”. Le ultime parole sono un filo sdrucito.
“Ti amo da morire, Willow Johnson”.
La figura di Ryan è stata una tra le più sofferte per me, avevo bisogno di esternare tramite le sue parole l’amore che, nonostante tutto, ha sempre avuto nei confronti di chi, a sua volta si è preso la colpa di un suo sbaglio, di chi ha amato pur avendo preferito un altro e l’amore immenso che ha portato per la sua Willow.
Dopo essere arrivata alla fine di questa serie mi trovo con l’animo affranto e il cuore agitato, ma con una certezza: bisogna credere nel domani, bisogna credere nella metà dell’anima, bisogna credere che oltre il buio vi è sempre la luce, anche se solo uno spiraglio.
Grazie JD Hurt, non mi sono affatto pentita di aver trascorso alcuni giorni attorno a questi protagonisti, sono stato un affanno ma anche una speranza.
Buona lettura, alla prossima

5 coccole
Saluinadia

 

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