RECENSIONE: Il richiamo del sangue: Van Helsing #1 di Gian Mario Mattei


Titolo:  Il richiamo del sangue
Autore: Gian Mario Mattei
Editore: Pubme ( collana Segreti in giallo Edizioni)
Genere:  Horror 
Data di pubblicazione:  28 maggio 2020
Formato:  Ebook €  2,99  ( gratis con kindle unlimited)      
Cartaceo €   13,06
PRIMO ROMANZO DI UNA SAGA 

SINOSSI: 
Amsterdam, 1438. Boudjiewin Van Helsing è sbarcato dalla Santa Trinidad. Un'atmosfera inquietante lo accoglie appena ritornato in patria per presenziare al fidanzamento della sorella Sonja con un ricco principe russo. La gioia del ricongiungimento familiare dura poco. Un oscuro presagio luttuoso incombe. Il Fato avverso ha gli occhi demoniaci di una creatura dalle orrende sembianze e il gusto amaro della morte che travolge i Van Helsing mutando per sempre le loro sorti. Il dolore folle muta in vendetta, così Boudjiewin intraprende un pericoloso viaggio che lo condurrà fino al cospetto di un giovane Vlad.

Minacce mortali, menzogne, terribili rivelazioni e colpi di scena in successione fino all'epilogo.

Ma è solo l'inizio.

Il richiamo del sangue è il primo romanzo della saga dedicata ai Van Helsing.

RECENSIONE: 
Siamo intorno all’anno 1400 e Van Helsing, in un inquietante atmosfera grottesca, è appena sbarcato dalla Santa Trinidad.  Deve presenziare al fidanzamento di sua sorella Sonja con il principe russo. Ma qualcosa va storto e così inizia per lui e per altri personaggi, compreso Gabriel ( il fratello), un’avventura mozzafiato ricca di colpi di scena con la S maiuscola.
“Dio mi sia ora testimone e mi incenerisca se non vi è verità in quel che sto per riportare! Venne a mancarmi il respiro, tremai, ed ancora tremo al sol ripensare di ciò che vidi, perché ove era caduto il mio sangue, si era innescata una prodigiosa e sovrannaturale guarigione della ferita!”
Da sempre i vampiri affascinano il mondo letterario e da sempre incantano poeti, scrittori, pittori e letterati di tutto l’universo. L’autore  ha voluto inserire però la tematica avventuriera e storica in un romanzo abbastanza lungo che si legge tutto d’un fiato perché emoziona tantissimo. Mi hanno incuriosita molto alcuni disegni posti all’interno del libro e la storia della Porta rossa, di cui non vi parlerò per non rivelarvi troppo riguardo la narrazione e il libro in questione. 
Posso dirvi che mi ha conquistata sin dall’inizio, nonostante il linguaggio sia astruso in certe occasioni, ma è tutto ben congegnato alla perfezione, e nonostante alcuni piccoli e banali refusi ho notato una versatilità d’immagini e di raziocinio ai limiti della fantasia. 
Si mischia la razionalità, la medicina, con la sapienza, ma anche con tutto ciò che invece è notturno, macabro e irrisolvibile con la sola mente umana. Come può un uomo uccidere tanti vampiri? Be’, Van Helsing non si pone troppo il problema, o per lo meno se lo fa, sa come agire, non per questo si chiama così. Questo è il primo di una saga rivolta ad un pubblico che dovrebbe amare almeno in parte i periodi storici delle crociate, degli abomini oscuri, delle onde del mare che scaraventano le barche in sommossa,  e poi tradimenti, amori, rivelazioni, minacce...
Un susseguirsi di colpi di scena che faranno accapponare la pelle, mettere davvero i brividi. Uno stile per niente semplice, curato nei minimi dettagli, buono l’utilizzo degli arcaismi che danno al libro una voce più intensa, grossa, altera, mai striminzita o banale. Si arriva alla fine con il sapore del sangue in bocca, ma la fine è solo l’inizio di questa strabiliante storia! La cosa che mi ha  stupito in positivo è che i vampiri in questo libro non sono così tipicamente spaventosi, non vengono descritti quasi, ma allo stesso tempo abbiamo un’immagine di loro molto viva nelle coscienze, abbiamo un quadro perfetto che ci riconduce anche a Nosferatu, soprattutto però ad un giovane Vlad che proprio Van Helsing incontrerà in determinate circostanze. 
Dimenticate tutto ciò che avete sempre letto sui vampiri, compresi gli stereotipi degli oggetti con cui ucciderli o dell’aglio e della verbena per annientarli. Qui, in questo romanzo tutto è davvero possibile, fuorché la normalità. 
Un romanzo che non mette sinceramente e personalmente paura, ma che con il suo sottile spauracchio dell’horror ancestrale e quasi fiabesco sotto alcuni punti di vista, avventuriero come dicevo ( a tal punto da avermi ricordato ‘Le avventure di Arthur Gordon Pym’ di Edgar Allan Poe!) assoggetta l’autore e lo riversa volendo o non volendo in un labirinto di orrore quasi smielato, dolce, che trafuga l’essenza del dover per forza terrorizzare con i topos letterari al quale siamo generalmente tutti abituati.
Un libro che per certi versi è un pantheon lovecraftiano, e si discosta tantissimo dal Dracula di Bram Stoker seppure la figura di Van Helsing lo faccia venire assolutamente alla memoria di tutti noi. 
E alla fine, oserei dire che proprio Lovecraft apprezzerebbe il libro, perché la morte, che è cara anche in questo romanzo sui vampiri intitolato appunto ‘Il richiamo del sangue’ ( titolo azzeccato oltremodo), serba in sé il costrutto di una SEQUENTIA piuttosto amplificata, che segue appunto il dolore, la perdita di tante vite, che poi sembrano camminare di nuovo fianco a fianco con ciò che sarà di nuovo amore e di nuovo morte e così via all’infinito, fino al calare del sole. 

5 Coccole
Roberta Canu
*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale.* 

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