RACCONTO FANTASY....IL TRAMITE.



Ecco a voi care lettrici e cari lettori, un altro racconto che ha partecipato  all'evento "Giornata Fantasy"....

... e per rimarcare il concetto....

Perchè in fondo la notte è sempre più buia se ad accompagnarci c'è la paura... Buona lettura!

IL TRAMITE


Sei sicuro di voler costruire proprio qui?” Gli chiese il capocantiere.
Sei superstizioso?” Il proprietario della ditta di costruzioni lo fissò con un ghigno sulle labbra.
Nessuno vorrà comprare gli appartamenti sapendo che su questo terreno c’è una fossa comune.” Quando la ruspa aveva scoperto tutti quei corpi i lavori erano stati fermati. Un indiano, Moky, che lavorava con loro, gli aveva detto che profanare quel luogo poteva portare solo sventura. Ma il capo lo aveva deriso, sciocco superstizioso.
Chi dice che debbano saperlo?” Grey lo fissò. “Non verrà menzionato nel contratto.” Aveva bisogno di portare a termine quel complesso di appartamenti. Non poteva farsi fermare da qualche cadavere! “Attendete gli uomini del coroner, tra qualche giorno l’area sarà bonificata e cominceremo i lavori.”
Si capo.” Gli rispose il capocantiere con tono preoccupato. Non era uno che si lasciava influenzare facilmente, ma vedere Moky in quello stato di sconcerto lo aveva scombussolato.

Grey entrò nel suo ufficio e gettò la giacca sulla sedia di pelle, guardò fuori dalla finestra, doveva portare a termine quel lavoro se non voleva essere diseredato dal padre. Lo aveva deluso troppe volte. Sembrava che la sfortuna lo perseguitasse!
Si andò a sedere sulla poltrona dietro la scrivania e chiuse gli occhi. Stavolta avrebbe fatto ciò che doveva, non si sarebbe lasciato prendere dai sensi di colpa.
L’interfono emise un bip, si allungò e prese la chiamata. “Che c’è?” Sbottò esasperato.
Problemi al cantiere, è richiesta la vostra presenza.” Lo avvisò la segretaria.
Grey chiuse la chiamata e imprecò; guardò l’ora, erano le diciotto e trenta. Se non si sbrigava sarebbe arrivato che era già buio. Si alzò, prese la giacca e la indossò. Avrebbe avvertito suo padre dalla macchina, ma prima avrebbe contattato il capo cantiere.
Salì in macchina e chiamò Pierre, ma non ricevette risposta, a quel punto chiamò il padre.
Al cantiere non risponde nessuno.” Gli disse non appena sentì la voce di suo padre.
Ti raggiungo tra poco. È mai possibile che non riesci a fare niente senza di me?” Lo rimproverò aspramente riattaccando il telefono.
Grey imprecò con rabbia e batté il palmo della mano contro il volante della macchina.
Maledetto!” Inveì tra i denti.
Quando arrivò al cantiere il silenzio che lo accolse lo preoccupò, le macchine dei dipendenti erano ancora là, ma di loro nessuna traccia.
Capocantiere!” Chiamò, ma non ricevette risposta. Si incamminò nel cantiere guardandosi in giro, dov’erano finiti tutti? Doveva essere stato Pierre a suonare l’allarme, eppure non c’era traccia di nessuno. “Pierre!” Tornò a chiamare. Poi un’ombra attirò la sua attenzione. “Pierre!?” Chiamò dirigendosi da quella parte. Perché si nascondeva? Che cosa stava succedendo? Lo seguì fino alla fossa comune recintata. Si bloccò sul bordo e deglutì quando vide tutti quegli scheletri ammassati uno sopra l’altro, sporchi di terra. Grey chiuse gli occhi per un attimo, ma si riscosse quando sentì un rumore alle sue spalle. “Pierre!” Chiamò girandosi da quella parte, indietreggiò di colpo finendo proprio sul bordo della fossa recintata dal nastro giallo.
Il cuore gli batteva frenetico nel petto, il respiro sincopato. Pierre andava verso di lui, il passo lento, il capo ciondolante. “Se è uno scherzo è di pessimo gusto!” Disse con voce bassa. Pierre alzò il capo che gli ricadde di lato, gli occhi vacui, qualcosa di verdognolo gli scivolava fuori dalla bocca aperta. Il cuore rischiò di scoppiargli in petto. Si girò pronto a scappare quando mise un piede in fallo e cadde nella fossa comune. Urlò quando finì in mezzo a tutti quei cadaveri. Cercò di mettersi in piedi, ma essi si mossero e lo trattennero.
Urlò e si dibatté per liberarsi, ma non gli fu possibile, quelle mani scheletriche lo afferrarono e lo trascinarono verso il fondo. Il respiro e le urla gli si mozzarono in gola.

Greyson!” Lo chiamò il padre, dov’era finito quell’inetto? “Greyson!” Il parcheggio era ancora pieno di macchine, c’era anche quella di Greyson, ma di lui non c’era traccia. “Grey! Non nasconderti!” Si avviò per il cantiere quando si fermò di colpo. “Grey!” Suo figlio era per terra, i vestiti infangati e stracciati, il viso sporco di sangue. Corse al suo fianco e si inginocchiò, gli toccò la gola. Era vivo! “Tranquillo chiamo l’ambulanza.” Disse con voce bassa. Prese il cellulare e compose il numero. Cos’era successo in quel cantiere?
Grey si mosse appena sul terreno e un gemito di dolore gli uscì dalle labbra. “Tranquillo, non muoverti.” Si tolse la giacca e gliela stese addosso. “Arriveranno presto.”
L’ambulanza e la polizia arrivarono quasi contemporaneamente.
I paramedici si affaccendarono intorno a Grey mentre i poliziotti cercavano in tutto il cantiere. “Signor Williams.” Chiamò un poliziotto. “Abbiamo trovato otto degli undici operai. Mi dispiace.”
Williams ingoiò a vuoto, dall’espressione del poliziotto capì che erano morti.
Cos’è successo?” Gli chiese. Guardò i paramedici mettere la maschera dell’ossigeno a suo figlio, imbragarlo nella barella e infilarlo dentro l’ambulanza.
Forse suo figlio ha visto qualcosa. Penseremo noi a dare la notizia ai familiari, lei vada con lui.” Gli disse il poliziotto.
Vi ringrazio, mi terrete informato?”
Certamente.”

Greyson, come ti senti?” Chiese Ray al figlio.
Meglio.” Aveva parlato con i poliziotti, ma lui non aveva risposte alle loro domande. Non ricordava niente.
Ti faccio portare qualcosa da mangiare?”
No!” Il solo pensiero di mettere qualcosa nello stomaco lo disgustava.
Ti lascio riposare allora.” Ray uscì dalla stanza, erano passati due giorni da quando era a casa e non aveva mangiato niente. Quell’esperienza lo aveva davvero traumatizzato. Cosa aveva visto?

Grey aprì gli occhi, la fame gli attanagliava lo stomaco, si alzò dal letto e poi uscì dalla sua stanza. Non accese la luce, riusciva a vedere abbastanza bene grazie alle luci esterne della villa che rischiaravano l’interno. Scese da basso e sussultò quando sentì un rumore alle sue spalle, forse non era stata una buona idea non accendere la luce. Poggiò la mano sul muro e cercò l’interruttore, lo premette, ma non accadde niente. Deglutì e si guardò intorno, un brivido freddo lo percorse. Forse la lampadina si era fulminata. Si incamminò in cucina, sussultava e rabbrividiva ad ogni minimo rumore. Un altro rumore lo fece tremare e un soffio freddo lo avvolse. Grey si girò di scatto e vide un’ombra nascondersi dietro il frigo. Indietreggiò spaventato. L’ombra ghignò, si mosse sinuosa verso di lui e man mano che si avvicinava il viso si tramutò diventando orribile. Gray urlò accasciandosi per terra, indietreggiò e si poggiò contro il muro coprendosi il viso con le mani. Quando si sentì toccare urlò di nuovo.
Greyson!” Lo chiamò suo padre. Quando lo aveva sentito urlare era sceso di corsa. Quando accese la luce del living vide suo figlio accasciato contro la parete, con il viso coperto dalle mani. Lo toccò e lui urlò. “Sono io!” Grey si guardò intorno terrorizzato. “Vieni.” Lo aiutò ad alzarsi.
La luce funziona.” Disse con un filo di voce.
Andiamo, ti porto in camera.” Lo accompagnò verso le scale. “Perché sei sceso?”
Avevo fame.” Si guardò intorno e sussultò, l’ombra scivolò sotto il tavolo.
Siediti. Ti preparo qualcosa.”
Non credo…” Non poteva sedersi, c’era qualcosa nascosto là sotto! Perché suo padre non lo vedeva?
Forza, hai bisogno di mangiare!” Lo condusse al tavolo.
Grey si sedette e subito una sensazione di gelo lo invase. Qualcosa gli stava accarezzando la gamba e saliva lentamente verso l’alto con le sue dita scheletriche.
Ray ormeggiò con i fornelli e dopo pochi minuti gli mise il piatto davanti. “Devi mangiare, sei pallido.”
Grey prese in mano la forchetta e deglutì, andò in salivazione e gli venne da vomitare. “Prova a mangiare…”
Grey si portò la forchetta alla bocca e sussultò quando quelle dita scheletriche gli si insinuarono sotto la vestaglia e gli carezzarono il petto. Si alzò di scatto e la sedia cadde a terra con un tonfo. “Che ti prende?” Gli chiese suo padre preoccupato.
C’è qualcosa sotto il tavolo!” Gli disse infine.
Ray corrugò le sopracciglia e si chinò per vedere, ma non c’era niente.
Dev’essere stato un gioco di luci. Forza, siedi, mangia…” non ebbe il tempo di finire la frase che Grey si girò di colpo, tremante di paura.
È in casa!” Sbottò indietreggiando, si ritrovò a poggiarsi contro il bordo del tavolo.
Siamo soli in casa, sei stressato, non hai passato un bel momento.” Ray gli si avvicinò e lo toccò. Greyson si girò di scatto verso di lui, gli occhi spiritati.
Ma…ma…”
Finisci di mangiare, dopo ti sentirai meglio.” Gli disse Ray.
Sì, mangia, si sentì sussurrare contro l’orecchio. Grey si tappò le orecchie con le mani, scosse il capo e fuggì dalla cucina. “Greyson!” Lo chiamò Ray preoccupato.

Ti consiglio di parlarne con un prete.” Gli disse il suo socio in affari.
Un prete? Uno psicologo vorrai dire! Sta diventando pazzo.” Sbottò Ray, Greyson era sempre più strano.
Sono passate tre settimane e ancora non sono stati trovati gli operai scomparsi e tuo figlio sente delle voci, vede fantasmi e scheletri.” Gli disse. “Conosco un prete che può esservi di aiuto.”
Non pensavo credessi nel paranormale.” Disse Ray guardandolo negli occhi.
Da piccolo vedevo delle cose…” Si interruppe. “Se vuoi ti conduco da lui.”
Ray tentennò per un attimo, ma poi annuì.

Quando entrarono in casa il silenzio li accolse. “Mio figlio è al piano di sopra.” Disse al prete. “Sarà chiuso in camera sua.” Non usciva dalla sua stanza se non per necessità.
Fece strada al prete che lo seguì guardandosi intorno, il prete si bloccò di colpo. “Cosa c’è?” Chiese Ray.
La camera di vostro figlio è la seconda sulla destra?” Gli rispose con un'altra domanda.
Sì, come fate…”
C’è qualcosa di maligno in quella stanza insieme a vostro figlio.” Disse il prete aprendo la borsa di tela con la croce ricamata sopra. Si mise la stola viola intorno al collo, poi prese il crocifisso e l’acqua santa. “Voi rimanete qui!” Gli ordinò.
Pensate che mio figlio sia posseduto?”
Credo serva da canale di apertura per gli spiriti.” Gli rispose. “Dovrei vederlo per esserne certo, se è così dovrei riuscire ad aiutarlo.” Gli rispose. “Restate qui.”
Ray annuì, non credeva ancora in quell’assurdità, ma il prete sembrava mortalmente serio.
Grey alzò il capo lentamente quando sentì la porta aprirsi. Era seduto per terra, spalle al muro, indossava un paio di pantaloni neri e una camicia. Occhiaie profonde gli segnavano il viso, le pupille dilatate coprivano quasi del tutto il blu delle iridi. Guardò il prete e un ringhio di rabbia gli salì alle labbra. “Chi vi ha chiamato prete!” Parlò Grey con voce spiritata.
Sono qui per esserti di aiuto.” Gli rispose.
Troppo tardi.” Disse la voce di una donna.
Il prete guardò Gray, non era troppo tardi. Uscì dalla stanza.
Riempite la vasca da bagno a metà.” Ordinò il prete a Ray.
Che ci dovete fare?”
Lo esorcizzeremo. Svelto! Non credo che abbiamo ancora molto tempo.” Tornò in camera e brandendo il crocifisso davanti a sé cominciò a pronunciare le frasi per l’esorcismo. Grey gli sibilò contro e si alzò strisciando contro il muro. Cercò di scagliarglisi contro, ma fu rigettato indietro, il prete lo aveva colpito con l’acqua santa. Urlò per la rabbia e digrignò i denti.
Omuncolo, sai quanti di voi abbiamo in mezzo a noi!” Gli disse la voce di donna.
Il prete non l’ascoltò, continuava a pronunciare le sue sacre parole. Lo spirito urlava di rabbia.
Ho riempito la vasca!” Disse Ray facendo capolino sull’uscio, quando vide il figlio rimase senza parole.
Dobbiamo portarlo in bagno.”
Ormai è nostro! È stato scelto perché è stato più ricettivo degli altri.” Lo spirito si palesò alle spalle di Grey, gli fece scivolare una mano sul petto e l’altra intorno alla vita stringendoselo contro.
Non vi lascerò mio figlio!” Disse Ray mentre insieme al prete lo afferrarono per le braccia.
Gray si dibatteva, cercava di liberarsi dalla loro stretta, ma loro lo trascinarono lungo il corridoio.
Tenetelo fermo!” Gli ordinò il prete, benedì l’acqua nella vasca e poi tornò ad afferrare il braccio di Grey che urlò e puntò i piedi per terra. “Infiliamolo dentro!”
Ray e il prete fecero entrare Grey nella vasca con non poche difficoltà, lo costrinsero a sdraiarsi, l’acqua tracimò fuori dalla vasca riversandosi sul pavimento. Il prete gli mise una mano sul capo e lo spinse sott’acqua.
Grey si afferrò ai bordi della vasca cercando di uscire, parole terribili gli uscivano dalle labbra, li malediceva, scalciava, ma non riusciva a contrastare la forza dei due. Ogni volta che il prete lo spingeva con la testa sotto la superficie si sentiva soffocare, l’acqua gli riempiva i polmoni! Si sentiva morire! Chiuse gli occhi, le forze lo stavano abbandonando, ma quell’essere si aggrappava tenacemente a lui, cercava di entrargli dentro.
Ray si tirò indietro quando vide che suo figlio aveva smesso di dibattersi.
No!” Urlò il prete quando lo vide allontanarsi. Grey uscì dall’acqua e lo colpì ferendolo al viso con le unghie, ma il prete lo ricacciò sotto. L’acqua gli si chiuse sopra il capo e sciabordò fuori dalla vasca. Grey si dibatté come una belva. Puntò i piedi e cercò di uscire, ma gli era impossibile.
Così lo ucciderete!” Sbottò Ray.
Tuo figlio è già morto se non lo liberiamo!” Gli disse con tono fermo. “Ruberanno la sua anima!”
Così tornò ad aiutarlo, quando Grey smise di dibattersi le lacrime gli rigarono il viso. Avevano ucciso suo figlio!
Il prete lo tirò fuori dalla vasca da bagno. “Chiamate l’ambulanza!” Gli ordinò. Mentre lui cominciava a rianimarlo. “Svelto!” Urlò.
Ray chiamò l’ambulanza e poi andò ad inginocchiarsi al suo fianco. Lo guardava atterrito. “Ho ucciso mio figlio!”
Grey cominciò a tossire e il prete lo girò su un fianco in modo che sputasse l’acqua che aveva ingerito. “Grey!” Lo chiamò. Suo figlio aprì gli occhi e lo guardò per un attimo prima di perdere i sensi. “Grey!”
È solo svenuto, è normale, lo stress fisico dovuto all’esorcismo non è stato indifferente.” Lo tranquillizzò il prete. Quell’essere aveva lottato per impossessarsi del suo corpo e della sua anima.
Papà...” Sussurrò Grey, la voce rauca.
Andrà tutto bene.” Disse carezzandogli i capelli lentamente. “Non affaticarti, tranquillo, sono qui per te.”

Fine

Cecilia Consolo

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