RECENSIONE: “Volpe” di Suki Fleet


Titolo: Volpe (ed. Italiana) 
Autore: Suki Fleet 
Traduzione: Cristina Massaccesi 
Genere: contemporaneo
Editore: Kydala Publishing, Inc. 
Data di uscita: 23 settembre 2019 

Sinossi:
Quando il corpo di Dashiel viene ritrovato abbandonato in un campo nell’est di Londra, il suo migliore amico Danny comincia a cercare il suo assassino. Ma per Danny è difficile interagire con le persone e ha bisogno di mantenere il suo mondo piccolo per riuscire a sopravvivere. Di giorno vive in una piscina abbandonata e ripara apparecchi elettronici che scambia con quello che gli serve. Ma di notte, da solo, va a caccia di squali, alla ricerca temeraria di quegli uomini pericolosi che predano sui più vulnerabili… Un incontro casuale con un ragazzo americano che si prostituisce per strada getta nel caos la sua esistenza solitaria. Micky è pieno di problemi e fragile e Danny sente un bisogno disperato di proteggerlo, anche se non sa esattamente da cosa. Quando Danny scopre di più sulla vita di Micky, capisce che quello da cui Micky deve essere salvato è l’unica cosa che Danny non sa come combattere. Per salvare Micky, Danny deve rischiare di allargare il suo mondo e affrontare qualcosa che lo spaventa più di qualunque squalo: credere di poter essere accettato per chi è davvero. Questo, ovviamente, se lui e Micky non verranno prima separati da un inverno gelido passato per strada, da un dottore sadico e da quattromila chilometri di distanza. 

Recensione:
Questo è un libro che non dimenticherò. Londra come nessuno se la immagina, fatta di vicoli sporchi e puzzolenti, di giovani anime distrutte che vagano nella notte, alla ricerca di qualcosa per poter andare avanti, per non morire di fame, per restare vive. Danny, la voce narrante del libro, è un ragazzo che tutti definiscono strano. A lui non interessa, vuole solamente essere lasciato in pace per poter perseguire lo scopo della sua vita, trovare chi ha ucciso il suo migliore e unico amico. Per questo di notte si aggira per le strade di Londra cercando di scoprire chi gli ha fatto questo. In una di quelle notti incontra Micky, un giovane sperduto come lui e quell’incontro cambierà la vita di entrambi. La crudezza della narrazione, che ho molto apprezzato, fa penetrare sotto la pelle una realtà terribile, la solitudine e la rassegnazione di questi ragazzi e, tuttavia, anche il sottile cambiamento che quell’incontro ha prodotto. Un lento trasformarsi, un’evoluzione che permette questa trasformazione, il risalire una china che all’inizio sembrava irraggiungibile. È un libro duro, probabilmente non adatto a tutti i palati, ma io mi sento di piazzarlo tra i primi cinque libri più belli che ho letto quest’anno. 

Per me 5 stelle. 
Alla prossima, la vostra Aylen.


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