RECENSIONE: "Evereth" di Claudia Sabella


Titolo: Evereth
Autore: Claudia Sabella
Genere: Romanzo storico
Editore: Elpis Editrice
Data uscita: 01 gennaio 2018
Pagine: 230

Sinossi:
Fuggita. Se fosse rimasta, la sua età ancora innocente in una Palermo degli anni Venti sarebbe stata macchiata dalla violenza. Sola. Quando incontra un uomo dagli occhi sprofondati e color nocciola, non può evitare di seguirlo: lui conosce il Teatro, ciò a cui lei aspira segretamente. Eppure, nonostante la sua ammirazione, il palcoscenico non risponderà al suo richiamo. Non finché lei non sarà davvero pronta a fare sentire al mondo la sua voce, a fare risplendere la sua luce. Luce che giungerà fino a un punto in ombra, su nelle gallerie. Fino agli occhi attenti di colui che è lì per lei. Tra le tende color cremisi del sipario e l'oro del suo vestito, tra l'eterna nostalgia e gli orrori della guerra, dell'uomo. Tra occhi dal colore indistinguibile e giochi d'ombra: qui, è Evereth. "Di lacrime, sorrisi ed applausi: di questo era stata la mia vita."

Recensione:
Oggi vi parlo di questo romanzo traboccante di passione per l’arte e per il teatro. 
La vicenda inizia nella Palermo degli anni Venti, da dove Eviretta deve fuggire per non essere vittima a soli quattordici anni di un matrimonio forzato e di violenze che avrebbe subito. Sul treno che la condurrà al Nord la ragazzina incontra Berto un uomo che conosce il Teatro; il Teatro è il suo sogno segreto anche se quel sogno ancora non è ben definito nella sua mente. Sa solo che è un’opportunità e decide di seguire l’uomo panciuto a Bologna dove ha mette in scena opere divertenti e comiche. Berto diventa come un angelo custode per la ragazza e grazie ai suoi insegnamenti, alla sua bontà e generosità lei si sentirà protetta nella sua casa: il teatro. 
Inizia a recitare in quel piccolo teatro ed è chiaro fin da subito che la recitazione è nelle sue vene, le appartiene come il sangue che le circola in corpo. Quando è sul palco diventa Evereth, nome che le ha donato il suo amico e che evoca sicurezza, bellezza e sensualità. Il pubblico ne è entusiasta e Berto è orgoglioso. Anno dopo anno Evereth vede il suo corpo sbocciare e lei diventa una giovane bellissima donna. 
“…le forme del mio corpo erano per me apparse quasi di colpo, e mi chiedevo come avessi a non accorgermi di tanta differenza. Mi vedevo quasi sensuale, era come se il mio corpo volesse essere desiderato e non soltanto come persona che interpreta una scena, ma come donna…”
Nel 1930, quando Evereth ha 21 anni, i due si spostano a Berlino. In Germania la giovane attrice reciterà nel Westons Theater, un enorme teatro pronto a farla splendere come una stella. A Berlino Evereth incontra un uomo che con i suoi occhi dal colore inesistente (come lei li definisce) le farà provare sensazioni nuove. 
“…cosa dovevo vedere? Il biondo cenere dei suoi capelli movimentati da punte terminanti in un castano più intenso, lucidi e fissati di cera. La linea decisa e al contempo delicata del suo mento che spariva sotto un sottile strato di barba chiarissima. Le labbra ancora sorridenti e sottili, gli zigomi morbidi, il collo pulito e forte, il profumo…”
“…potevo anche accettare il fatto che suo comportamento enigmatico, indisponente e presuntuoso e altero stuzzicasse continuamente la mia persona altrettanto fiera. Ma non potevo capire come risolvere il tremolio che mi provocava alla voce a alle gambe ogni volta puntasse gli occhi su di me”
La storia prosegue nel periodo della Seconda guerra mondiale e la protagonista si troverà ad affrontare anche gli orrori del conflitto mondiale, della cattiveria e del disprezzo per i diversi.
Lo stile è scorrevole, con descrizioni pulite ed efficaci, i sentimenti espressi in modo riflessivo ma non pedante. I protagonisti sono assolutamente molto bene delineati, anche se avrei preferito leggere più dialoghi. 
In ogni caso i complimenti vanno all’autrice che con maestria ha saputo tessere una trama in cui una ragazzina cresce, scoprendo realtà diverse, conoscendo i sentimenti che appartengono agli uomini: amore, passione, ma anche violenza e odio, in una storia che evidenzia il coraggio delle donne in ogni circostanza. 

Per me sono 4,5 abbracci
Ruth

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