REVIEW PARTY: “Dimmi chi sei” di Giacomo Assennato




Titolo: Dimmi chi sei
Autore: Giacomo Assennato
Genere: Romance Contemporaneo M/M
Editore: Self Publishing
Data di uscita: 10 giugno 2019
Pagine: 154

Sinossi:
Antonio è anziano e ha bisogno di liberarsi dal grande problema che ha in casa e che gli rende deprimente la vita; per questo, con molte titubanze, decide di recarsi in un centro di ascolto e  lì, dopo vari tentennamenti, inizia a raccontare la sua storia.
Con le sue parole gli anni scorrono, seduta dopo seduta, a partire dal 1961 fino a raggiungere il presente. Il libro è articolato in pianti temporali diversi; le vicende così fondamentali nella vita di Antonio non sono quindi raccontate, ma i vari momenti sono vissuti in diretta.
Conosciamo quindi nuovamente Antonio, con il candore e l'innocenza dei suoi sedici anni, incontriamo Pietro, un diciottenne spavaldo e pronto alla vita, e infine Filippo, un ragazzo di oggi che con la sua amicizia sincera contribuirà a far conquistare equilibrio e una certa serenità ad Antonio.
È il racconto di una vita vissuta tra momenti bui e tanta luce che si concluderà ai giorni nostri, con un evento atteso da sempre, qualcosa che è sempre sembrato irraggiungibile ma che alla fine si realizzerà e coronerà una storia d’amore unica.

Recensione:
Questo è il quarto libro che leggo di Giacomo Assennato e ve lo devo proprio dire: è una vera perla rara. Non sono solita commuovermi fino alle lacrime leggendo, certo, posso emozionarmi, è successo spesso, ma addirittura le lacrime…è veramente la prima volta. Ed erano lacrime sia di dolore che di gioia, perché in questo libro quei momenti si alternano come su un’altalena, è un continuo ridere e piangere.
La storia parte in sordina, ed è il racconto di una vita, di un amore sofferto, ma talmente vivo da sconfiggere ogni ostacolo, dall’ostracismo della gente, alle botte fisiche, al dover andare lontano abbandonando il resto della famiglia.
L’amore che lega Antonio e Pietro è totalizzante, nulla lo scalfisce, non la fame, non la lontananza, non le difficoltà di doversi nascondere al resto del mondo giorno dopo giorno, non la malattia.
Antonio ci racconta della sua vita e del suo amore per Pietro, fin da quel giorno in cui lo vede scendere dal pullman nella piazza del suo paese in Calabria all’inizio degli anni ’60. Adesso lui è anziano e Pietro soffre di una malattia terribile, il morbo di Alzheimer, che lentamente gli sta facendo dimenticare tutto.
«Ora sono un po' confuso... dimmi chi sei.» Quando succede che mi perde così, il cuore si fa piccolo come una prugna per il dolore di vedere come la nostra vita insieme diventi per lui un particolare senza significato. Lo è per Pietro, ma per me rimane sempre la miglior vita che mi sia stata data. Per questo fa male.
Sono questi i momenti in cui ho pianto e ce ne sono molti nelle parti al presente. Al contrario, quando Antonio racconta del loro passato, dei momenti felici, quelli fanno stare bene. L’autore ha la 
sorprendente capacità di farmi percepire esattamente la forza dei sentimenti che lega i due uomini e l’immensità infinita del loro amore.
La storia si arricchisce anche di un altro personaggio, Filippo, un giovane disconosciuto dalla famiglia che Antonio fa di tutto per aiutare e che diventerà parte fondamentale della vita di Antonio e Pietro.
Dai, per favore, prima che si perda. Faglielo dire, Filippo. ti prego. Voglio sentirlo almeno ancora una volta. Insisti.
«Di più; ok,» ripete Filippo, «quindi vi volevate molto bene?»
«Sì. Tanto.»
«E adesso, Pietro? Anche ora gliene vuoi?»
«Sì, e…» resta sospeso un’altra volta.
«Dillo. Tranquillo, puoi dire tutto quello che vuoi. Siamo solo Antonio e io qui e siamo tuoi amici.
Hai detto Si, e…; che volevi aggiungere?
Si guarda intorno; ha un po’ d’affanno. Cerca me, poi Filippo… Ho paura che se ne riparta per
andare lontano, altrove. Forse l’abbiamo stressato troppo. Invece parla.
«Per sempre, ecco.»
Mi si squarcia il petto. Posso descrivere solo così la sensazione fisica che mi sta confondendo. Le cose belle che mi scappavano involontariamente sono delle nullità in confronto. L’ha detta lui la
cosa bella, la teneva dentro e io non lo sapevo. E sono le più straordinarie parole che potesse trovare per dirmi che, nonostante tutto, non è cambiato niente. Ed è stato Filippo a trovare la chiave.
Questo libro parla di speranza, di sentimento, di lotta contro la discriminazione, contro la malattia, contro chi non accetta l’amore in tutte le sue forme. È una storia a tinte forti, che mi ha preso il cuore, me lo ha stretto in una morsa e poi me lo ha restituito arricchito, che è quello che dovrebbero fare tutti i libri belli, e questo è uno di loro, un libro imperdibile.
Perciò voglio dire grazie all’autore per averlo scritto e averlo condiviso con tutti noi.
Leggetelo, ne vale la pena.

5 abbracci (e, ne avessi avuto la possibilità, ne avrei dati anche di più)
A presto, la vostra Aylen. 




6 commenti:

  1. Sono contenta che anche quest'ultimo libro di Giacomo ti abbia conquistata. Grazie per aver partecipato al RP. Grazie di cuore.

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  2. Recensioni come questa ti fanno affrontare non la giornata, ma almeno un ventennio, con tanta gioia. Grazie di cuore Aylen per le splendidi parole!

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  3. La partecipazione emotiva la fa da padrona: bella recensione!

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  4. Storia bellissima e commovente, anche io ho pianto tanto!!

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