Titolo: Fino a te
Autore: Marta Arvati
Editore: Pubme, Collana Floreale
Genere: Sport romance, autoconclusivo
Data uscita: 19 giugno 2019
Pagine: 371
Sinossi:
È l’estate del 1999: Laura e i suoi amici partono verso Riccione per una vacanza-lavoro. Doveva essere soltanto un’occasione per evadere e staccare dalla solita routine, ma l’incontro con due famosi calciatori cambierà per sempre la vita della ragazza, e non solo.
Massimo le regalerà impetuosi e travolgenti brividi, mentre Roberto le scalderà l'anima come un’intensa e rassicurante fiamma. In ballo però non c’è solamente il cuore di lei: a complicare le cose sarà anche l’amicizia che dura da anni tra i due affascinanti atleti. Seppur con difficoltà, Laura arriverà a compiere tra loro una scelta. Ma tra parole non dette e accuse rinfacciate per rabbia e orgoglio, tutto prenderà una piega ben diversa da quella prospettata.
“Finita l’estate, finirà tutto.” È questo che Laura continua a ripetersi: sarà davvero così?
“Laura gli si avvicina con fare provocante, sfidandolo con lo sguardo, ambiguo invito dal sapore agrodolce. È l’orgoglio a trattenerli entrambi, l’orgoglio impedisce loro di cadersi tra le braccia abbandonando ogni difesa. La ragione non c’entra ora, no, la ragione ha già perso la sua battaglia, sconfitta da una forza superiore e incomprensibile, una forza che avvicina e allontana, lega e separa.”
Recensione:
È questa una notte calda e limpida, una di quelle notti in cui tutto sembra possibile; le stelle punteggiano la volta celeste come schegge di luna, lucenti coriandoli gettati sulle evanescenti storie estive, padrone del cielo finché con un lesto colpo di spugna i raggi del sole nascente non cancelleranno il sidereo spettacolo per occupare il loro posto sul palcoscenico mattutino.
Le storie di Marta Arvati mi lasciano sempre basita, stupita e allo stesso tempo inebriata, sì avete capito bene, inebriata dal dipanarsi della storia, inebriata dalla sagacia con cui Marta scrive, inebriata da come ogni parola fa scalpitare qualcosa nel cuore.
Ho letto due storie prima di questa: Chiave di violino e Il diavolo si innamorò, una più bella dell’altra, seducente, forte e vera.
I protagonisti hanno sempre un qualcosa che ti rapisce e allo stesso tempo ti destabilizza, lo stesso è accaduto con Laura, la protagonista de Fino a te.
Non è semplice capire Laura, credo che molti le remeranno contro, subito ho avuto anch’io questa impressione, ma Marta ha saputo legarmi a sé e alla sua protagonista anche stavolta.
Laura è spavalda, sfrontata, a volte può sembrare arrogante e presuntuosa, ma come si sa ad ogni caduta c’è un rialzarsi diventando man mano sempre più forti e combattivi.
Amo lo stile dell’Arvati, ha quel non so che capace di sedurti con le parole, l’estratto che segue, credo rappresenti in pieno ciò che forse non riesco a esprimere.
I due passeggiano l’uno accanto all’altra e le parole tra loro sono intercalate da lunghi e intensi silenzi, segreti corrieri dei messaggi impronunciabili che solo gli occhi si sanno scambiare nel loro tacito linguaggio.
Credo non si possa rimanere indifferenti dopo queste parole, anzi bisogna essere pronti ad affrontare ogni scena che possa aprirci una finestra su questa storia.
Sulla sabbia bagnata i piedi imprimono orme labili, presto cancellate dalle onde marine, il cui incessante moto si trasforma in una pacata e monotona melodia. La luna, dall’alto, con sguardo materno rimira le due creature che, ignare del pericolo a cui vanno incontro, camminano lente come ombre fragili nel buio della notte tentatrice.
Fino a te non ha solo due protagonisti, ma una cerchia di personaggi che ruotano attorno a Laura e che hanno una loro storia nella storia.
A differenza degli altri due romanzi che ho letto dell’Arvati, non sono entrata in empatia con la protagonista, ma Marta resta sempre una delle autrici che riesce a emozionarmi.
Un consiglio: leggetelo.
Per me 4 abbracci
Saluinadia




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