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SEGNALAZIONE USCITA: Mai con un amico di tuo fratello di Jules Barnard

 



Titolo: Mai con un amico di tuo fratello

Autrice: Jules Barnard

Serie: Never Date

Genere: Contemporary Romance

Editore: Fresh Fiction

Data Pubblicazione : 23 Settembre 2022

Formato: Ebook 3,99

 

 

SINOSSI

 

Il mio piano era perfetto. La mia amica aveva bisogno di un appuntamento e l’amico di mio fratello era single. Problema risolto.

 

Finché non ho rivisto Jaeger. Erano anni che non lo vedevo e le scintille sono volate nella direzione sbagliata.

Jaeger è cresciuto e si è irrobustito. Ma non dovrebbe importare, perché ho una vita perfetta. No?

I miei piani stanno cominciando ad andare a rotoli e adesso gli addominali perfetti, le spalle larghe e gli intensi occhi verdi di Jaeger sono l’unica cosa cui riesco a pensare.

Dovrei fare un passo indietro nel caso in cui la mia amica sia interessata. O per un altro milione di motivi. 

Ma se a Jaeger non interessa giocare secondo le regole, non credo di riuscirci io.

“Coinvolgente e meravigliosamente stimolante.” ~ Rumpled Sheets Blog

“Personaggi realistici e scrittura brillante.” ~ Lauren Layne, Autrice bestseller di USA Today

“Ho adorato i personaggi e il suo stile di scrittura... e la bollente sensualità.” ~ Book Addict Mumma

“Personaggi coinvolgenti e un’ambientazione affascinante.” ~Library Journal

 

 

 

 

 

AUTRICE

 

Jules Barnard è un’autrice bestseller di USA Today di romance contemporanei e fantasy romantico. Le sue serie contemporanee includono Never date e I fratelli Cade. Scrive Fantasy romantico sotto lo stesso pseudonimo con la serie Halven Rising che il Library Journal definisce “... un’eccitante nuova avventura fantasy. Che stia scrivendo di uomini sexy intorno al lago Tahoe o di un mondo di fate inserito nel campus di un college, Jules racconta storie coinvolgenti, piene di cuore e umorismo.”

Quando non è in tuta da ginnastica a scrivere, premiandosi con il cioccolato, passa il tempo con suo marito e i due figli in una cittadina sulla costa nordoccidentale del Pacifico. Dice di avere la capacità di leggere mentre corre sul tapis roulant o brucia la cena.


 


COMUNICATO STAMPA - La Riforma di Hunt - Jules Barnard


 


Esce l’ultimo volume della serie I fratelli Cade di Jules Barnard, ambientati sul Lago Tahoe, al confine tra Nevada e California.

 

Titolo: La riforma di Hunt

Autrice: Jules Barnard

Editore: Fresh Fiction

Data Uscita: 24 Giugno 2022

ISBN: 979-8837767159

Genere: Contemporary Romance

Prezzo: 4,99 euro

In Vendita su tutti i maggiori store

 

 

SINOSSI: 

Il donnaiolo ha trovato una degna avversaria.

A Hunt Cade piacciono le donne. Tutte le donne.

La vita è bella purché abbia la sua barca, un flusso costante di belle donne che arrivano al resort Club Tahoe e birra fredda nelle serate tra fratelli.

Finché nel programma dei bambini al Club Tahoe non arriva un nuovo piccolo ospite che ricorda a Hunt com’era crescere senza un padre. Per non parlare dell’effetto che ha su di lui la madre del bambino, Abby.

La storia che Hunt Cade aveva avuto con una donna che non avrebbe dovuto nemmeno guardare aveva quasi rovinato i rapporti con i suoi fratelli, l’unica famiglia che gli è rimasta.

Hunt dovrebbe stare alla larga da Abby... ma non è mai stato capace di rifiutarsi niente.

“A chi non piace un playboy che perde la testa e il cuore per una madre single, intelligente e dolce che lavora sodo?” ~ Red Hatter Book Blog

 

AUTRICE 

Jules Barnard è un’autrice bestseller di USA Today di romance contemporanei e fantasy romantico. Le sue serie contemporanee includono Never date e I fratelli Cade. Scrive Fantasy romantico sotto lo stesso pseudonimo con la serie Halven Rising che il Library Journal definisce “... un’eccitante nuova avventura fantasy. Che stia scrivendo di uomini sexy intorno al lago Tahoe o di un mondo di fate inserito nel campus di un college, Jules racconta storie coinvolgenti, piene di cuore e umorismo.”

Quando non è in tuta da ginnastica a scrivere, premiandosi con il cioccolato, passa il tempo con suo marito e i due figli in una cittadina sulla costa nordoccidentale del Pacifico. Dice di avere la capacità di leggere mentre corre sul tapis roulant o brucia la cena.


ESTRATTO

Hunt Cade aspirò l’odore di liquori e profumo ed emise un sospiro soddisfatto. Era nel suo elemento al Blue Casinò. Fece un cenno al barista, che alzò il mento per confermare. Gli avrebbero servito il suo drink preferito in un minuto.

Adam, il fratello di Hunt, era dall’altra parte della stanza e parlava con un collega. Adam, il traditore, lavorava al Blue Casinò, mentre Hunt e i loro tre fratelli reggevano il forte al Club Tahoe dopo la morte del padre.

Tre, quattro anni? Era passato così tanto tempo da quando era morto Ethan Cade? Sembrava solo ieri che Hunt era fuori dalla stanza d’ospedale del padre e riceveva quella notizia. E non era stata una morte veloce. Al loro padre avevano diagnosticato il cancro mesi prima, ma aveva sofferto in silenzio. Quando Hunt e i suoi fratelli avevano scoperto la verità, il padre era già passato a miglior vita.

Finita la conversazione, Adam alzò finalmente gli occhi e incrociò lo sguardo di Hunt. Sempre elegantissimo nel suo abito firmato, mormorò qualcosa al collega e si fece strada verso Hunt.

«Prendo una birra» disse l’amico di Hunt, Chris. Quella sera era la spalla di Hunt. Chris si avviò verso il bar, con il passo spavaldo, sorridendo a una bionda che passava.

Adam si avvicinò a Hunt e gli diede una pacca sulla spalla. «Non eri qui anche ieri sera?»

Hunt ispezionò la sala. «E con ciò?»

«Devi farti una vita.»

Hunt tossì nel palmo della mano. «Io ho bisogno di farmi una vita? Tu sei sposato e sembra che abbia dimenticato che lì fuori c’è tutto un mondo.»

Adam sorrise lascivamente. «Perché dentro casa ci si diverte molto di più.»

Giusto. Hayden, la moglie di Adam, era bella. Suo fratello trovava sicuramente il modo di occupare il tempo. Ma comunque, dov’era la varietà? Dov’era l’energia della caccia?

Adam lo fissò. «Potresti prendere in considerazione qualcosa di più duraturo di un rapporto occasionale.»

«Io mi atterrò ai miei divertimenti attuali, grazie tante.» Hunt aveva già fatto una ricognizione, ma ispezionò palesemente di nuovo la sala per dimostrare al fratello che le sue parole non lo toccavano.

Purtroppo Hunt vide molti volti familiari, a dimostrazione che Adam aveva ragione.

Di tutti i fratelli Cade, Hunt era quello che si era dato più da fare. Che c’era di sbagliato?

Adam si ficcò la mano nella tasca dei pantaloni, con un’espressione fastidiosamente preoccupata. «Cerca di non prendere una malattia venerea.»

Hunt lo guardò storto. «Si chiamano preservativi. Sono sano come un pesce.» Raddrizzò la camicia button-down; indossava ancora i jeans. Nemmeno da morto l’avrebbero colto negli abiti firmati che Adam sfoggiava tutti i giorni.

«Sei sicuro?»

«Sì, sono sicuro» disse Hunt. «Mi faccio controllare, stronzo.» Accidenti, i suoi fratelli erano irritanti.

Adam diede un’occhiata al suo Rolex. «Volevo solo controllare.» Ma Hunt capiva che le sue “attività” degli ultimi anni preoccupavano suo fratello. Non era mai successo. Era solo da poco, da quando tutti i suoi fratelli si erano sistemati che Hunt riceveva tanta pressione dalla sua famiglia.

«Vado» disse Adam. «Hayden e io abbiamo dei progetti.»

Hunt strinse gli occhi. «Progetti veri o lo stai solo dicendo per andartene e portare a letto tua moglie?»

Adam scosse lentamente la testa, come se Hunt stesse dicendo una cosa ridicola.

Che ipocrita. Adam all’apparenza era raffinato, ma Hunt sapeva la verità. Suo fratello aveva la sua storia con le belle donne. Quella parte della sua vita poteva essere passata, ma Adam non aveva mai nascosto il fatto di approfittarsi della cosa più bella dell’essere sposato. Secondo l’opinione di Hunt, l’unica cosa bella.

«Non seduco mia moglie ogni minuto di ogni giorno» disse Adam. «Levi ed Emily vengono a cena e poi guardiamo The Bachelor

Hunt chiuse gli occhi e sospirò pesantemente. «Passare del tempo con tuo fratello e la sua ragazza a guardare un reality non è “avere dei progetti”. Tanto varrebbe che ti mettessi un pannolone e indossassi un salvavita. Hai già un piede nella fossa, fratello.»

Adam salutò il collega con cui stava parlando prima. «Non respingere l’idea finché non la provi.»

«Passo» disse distrattamente Hunt che voleva disperatamente dare il via alla serata. Le vite amorose dei suoi fratelli erano deprimenti.

«Ti vedrò alla prossima serata birra?» disse Adam. «O magari qui domani sera?» aggiunse con un sopracciglio alzato.

Probabile, pensò Hunt. «La serata birra è sempre okay, e assicurati di portare Hayden questa volta. Quella donna lavora troppo.»

«Non dirmelo.» Adam strinse la mano a Hunt e se ne andò.

Qualche minuto dopo, Hunt si appoggiò ai morbidi cuscini grigi nel lounge pieno fino a scoppiare di bella gente in vacanza e dell’élite alla moda del Lago Tahoe. Chris aveva trovato per loro una posizione ottimale, perfetta per vedere il bar e la pista da ballo. Hunt sorseggiò il suo Gin & Tonic, rilassandosi per la prima volta in tutta la giornata.

«Bar, ore quattro» disse Chris, bevendo un sorso di birra.

Hunt diede un’occhiata nella direzione indicata dall’amico, anche se la parola “amico” poteva essere eccessiva, visto il tipo di società che avevano formato lui e Chris.

Chris lavorava al Club Tahoe come portiere ed era sempre disposto a uscire. Anche se Hunt sospettava che fosse per approfittarsi dei vantaggi che gli procuravano i contatti di Hunt in città. Ma fare da spalla era vantaggioso per entrambi. Era più facile avvicinare una donna quando si era in due. E man mano che Hunt invecchiava, la maggior parte dei suoi amici era sparita dalla scena, avendo una partner fissa.

Che fessi!

Hunt aveva già notato due donne sedute al bar. «Quale?»

Una delle donne indossava un corto abito metallizzato e tacchi da 10 centimetri. Aveva lunghi capelli scuri e trucco pesante e sembrava una modella di Instagram. La donna accanto a lei però sembrava un tipo insolito per quell’ambiente. Indossava jeans aderenti e un top sexy, e fin lì andava tutto bene. Ciò che stonava erano le calzature. Ai piedi aveva quelle calzature di gomma che indossavano le infermiere. Gloc? Clog? Erano una strana scelta per un club di alto livello.

«Quella sexy» disse Chris.

Hunt studiò entrambe le donne. I loro stili erano diversi, ma erano entrambe carine. La donna con gli zoccoli di gomma aveva semplicemente uno stile più naturale. Comunque Hunt riusciva a trovare qualcosa di bello in ogni donna.

«Io ci sto» Hunt prese il suo drink e si avvicinarono.

La donna con gli zoccoli li vide per prima. Abbassò la testa e disse qualcosa alla sua amica.

«State passando una bella serata signore?» chiese Hunt alla donna dai capelli scuri.

Non era esattamente una battuta originale, pensò Hunt, ma in posti come quello la gente non cercava la poesia. Cercavano qualcuno da rimorchiare.

«In effetti sì.» La donna dai capelli scuri diede di gomito alla sua amica e l’altra donna mormorò qualcosa che sembrava una conferma soffocata.

Ora che era vicino, Hunt notò i colpi di sole dorati nei lunghi capelli castano chiaro ondulati della donna con gli zoccoli. Bei capelli che ricadevano come una cascata e sembravano morbidi al tocco. Non aveva ancora potuto dare una bella occhiata ai suoi occhi, ma la bocca piena e morbida era decisamente da baciare.

La donna passò il dito sul lato del bicchiere di birra gelata ed evitò il suo sguardo.

Poteva essere timidezza, ma Hunt aveva abbastanza esperienza da cogliere i segni di qualcuno che non era lì per socializzare. Cosa che lo confuse. Perché andare in un club se non si aveva intenzione di socializzare?

Capitava raramente a Hunt di imbattersi in una donna cui non interessasse parlare (o fare di più), ma quando succedeva lui si allontanava. Lui era lì per flirtare.

Era proprio da Chris mirare a una coppia di donne con una metà non interessata.

L’ultima cosa che voleva Hunt era mettere a disagio quella donna. Comunque ci doveva provare, per il bene di Chris. Faceva parte dei suoi doveri di spalla.

Chris chiacchierava con la simil-modella di Instagram e Hunt si rivolse alla sua amica. «Sono Hunt, come ti chiami?»

Lei depose la birra sul ripiano e gli strinse la mano. «Abby.» Mani morbide e bella voce.

«Vieni qua spesso?» Non era così. Lo sapeva perché lui era lì quasi tutte le sere.

«Per niente.»

«Vieni da fuori città?» le chiese. Era un enigma in quel posto.

«Vivo qui. Solo, non esco spesso.»

«È un peccato» disse Hunt, aggiungendo un tono seducente al suo tono di voce.

Lei alzò finalmente gli occhi, abbastanza a lungo perché potesse dare un’occhiata ai suoi occhi. Marrone chiaro, o biondi, se mai fosse esistita una cosa simile. Una tonalità di marrone così chiara che non aveva mai visto prima.

Abby aggrottò la fronte e ridacchiò. «Non proprio. Questo posto proprio non fa per me» disse gentilmente.

«Non ti piace uscire con gli amici?»

Lei gli lanciò un’occhiata. Una che diceva che sapeva che cosa avesse in mente. «Sì, ma non in posti come questi.»

«Dove preferiresti essere?»

«Sinceramente? Probabilmente a casa a guardare The Bachelor

Hunt scoppiò in una fragorosa risata. Era possibile trovare una donna meno compatibile con lui? «Mio fratello è appena andato a casa per guardarlo con sua moglie.»

Lei sorrise. Un sorriso sincero che trasformò i suoi lineamenti da carini a belli e fece qualcosa al petto di Hunt, come una sensazione di costrizione. Per non parlare del calore che il suo corpo aveva di colpo cominciato a irradiare.

Okay, forse non erano così incompatibili, dopotutto.

«Lo guardi anche tu?» gli chiese.

«Assolutamente no» disse Hunt. «Preferirei fare praticamente qualunque altra cosa anziché guardare un reality show romantico in TV.»

Lei lo fissò, apparentemente dimentica del suo desiderio di non lasciarsi coinvolgere. «Dovresti provare. C’è qualcosa di più del romanticismo. In effetti, la storia d’amore potrebbe essere secondaria rispetto all’esperimento sociale di cambiare le carte in tavola, facendo sì che siano le donne le cacciatrici. È veramente divertente.»

«Quando lo descrivi in questo modo, sembra qualcosa che potrebbe piacermi.» Le rivolse il suo sorriso da premio Oscar.

E lei si tirò indietro.

Da quando il suo sorriso non riusciva a sciogliere le mutandine da lì fino alla frontiera?

Mai successo.

Aveva qualcosa tra i denti? No, nemmeno quello aveva mai impedito a una donna di abbassare la guardia, una volta che Hunt avesse impiegato a tutta forza il sorriso dei Cade, e lui lo usava a volontà.

Abby chiuse gli occhi. «Permettimi di fermarti subito. No so che cos’hai in mente, ma non sono interessata.»

Hunt si premette la mano sul cuore. «Ahi. Nemmeno un po’?»

Lei fece una risatina. «No.»

«È veramente una crudeltà» disse Hunt, ma stava sorridendo. Lei non era proprio il suo tipo, ma era schietta e la cosa gli piaceva. La maggior parte delle donne che frequentava assomigliava all’amica di Abby. Belle, che cercavano una notte di divertimento. La sincerità non c’entrava nulla.

«E se fossi l’uomo migliore che incontrerai mai?» Battuta fiacca, ma accidenti, era competitivo. E Abby aveva gettato il guanto di sfida, rifiutandolo senza mezzi termini.

Lei alzò gli occhi, come se stesse prendendolo in considerazione. «Beh, è possibile, ma c’è un problema. Diciamo che ho un certo bagaglio, una zavorra, se vuoi.»

«Tutti hanno dei bagagli.»

«Nel mio caso è grande come un camion.»

Hunt si chinò verso di lei. «Beh, sembra gigantesco. Vuoi dirmi che cosa comporta un bagaglio simile? Non si sa mai, potrebbe non darmi fastidio.» Da dove diavolo erano uscite quelle parole? Chiaramente, il fatto che l’avesse respinto l’aveva sconvolto. Quando le donne volevano più di quello che lui era disposto a dare, Hunt non si limitava ad andarsene, lui se la dava proprio a gambe.

«No, non in modo particolare.»

«Giusto» disse Hunt. «Quindi non prenderesti mai in considerazione di passare del tempo con me a causa del già menzionato bagaglio, ma guarderesti The Bachelor e, in effetti, lo preferiresti al socializzare. È tutto giusto?»

Lei si picchiettò il dito indice sulle labbra e lo sguardo di Hunt restò bloccato sulla loro pienezza e morbidezza. Le sue labbra lo distraevano e lei non stava nemmeno tentando di sedurlo. «Hai più o meno descritto la mia vita. Sei un uomo attraente.» Lo guardò bene dalla testa ai piedi. «Alto, pieno di muscoli sotto quella camicia, se non sbaglio. E hai quel volto cesellato, bello. E i tuoi occhi, wow, hai veramente dei begli occhi.» Lo fissò per un momento e poi sbatté le palpebre. «Ma sono sicura che l’hai già sentito dire.»

«Forse.» Hunt strinse gli occhi. «Allora, se sono un esemplare così magnifico di virilità, perché non darmi una possibilità?» Hunt non era sicuro di volere una possibilità con questa donna, ma c’era qualcosa in lei... Era interessante e diversa dalle donne che frequentava di solito.

«È per via del mio bagaglio» disse lei, decisa.

«Giusto» disse Hunt. «Il bagaglio. Roba pesante, eh?»

Lei annuì. «La più pesante.» E questa volta, il suo atteggiamento scanzonato scivolò via. Si morse il labbro e distolse lo sguardo.

Hunt nascose una smorfia, perché si rifiutava di farlo quando stava flirtando, e lo sforzo gli fece contrarre le mascelle con il finto sorriso che manteneva. Se c’era qualcosa che Hunt non riusciva ad affrontare era una donna triste. Era il motivo per cui passava tanto tempo a cercare di farle felici. Solitamente, usando la bocca e il corpo.

E poi gli venne in mente qualcosa. Lui si stava godendo la conversazione, ma lei? «Parlare con me ti mette a disagio? Preferiresti restare da sola?»

Lei alzò gli occhi. «Sinceramente non sono venuta per parlare con gli uomini, ma perché la mia amica voleva dare un’occhiata a questo posto. Lavoriamo insieme e le avevo promesso di accompagnarla, in modo che non fosse da sola.»

E quello fu il segnale. Non si tirava mai indietro davanti a una sfida, ma questa donna non era interessata, veramente. E lui non era un cavernicolo, non del tutto almeno.

Hunt finì la birra e appoggiò il bicchiere sul bancone. Non poteva far sparire il suo bagaglio ma poteva sparire lui se poteva farla sentire meglio. «Non sono il tipo che infastidisce una signora.» Le prese la mano e la strinse piano. «È stato un piacere conoscerti, Abby. Ti lascio alla tua birra.»

Hunt se ne andò, in direzione di amici che aveva notato quando era entrato. I suoi passi erano lunghi e sicuri, ma il suo incontro con Abby l’aveva sbilanciato.

La maggior parte delle donne che incontrava nei club cercava il tipo di attenzioni che Hunt poteva offrire in quantità. Ma non Abby. Gli sarebbe piaciuto conoscerla meglio. Ovviamente non in modo serio...

Allo stesso tempo, non riusciva a immaginare di conoscerla in qualunque altro modo.

SEGNALAZIONE USCITA - La Seduzione di Bran - Jules Barnard


 

Titolo: La Seduzione di Bran

Autore: Jules Barnard

Editore: Autopubblicato

Traduttore: Mirella Banfi

Data Uscita: 6 Maggio 2022

Genere: Contemporary Romance

Pagine: 256

Prezzo: 4,99 euro

Presente su tutti i maggiori Store

 

SINOSSI

ll fratello sbagliato...

Ireland ha bisogno di ripartire da zero e sua cugina la convince a correre il rischio con un cattivo ragazzo carismatico con una bella barca e un corpo da morirci dietro. Ma quando Ireland si presenta per la popolare crociera alcolica sul Lago Tahoe gestita da lui, al suo posto trova al timone il suo attraente fratello maggiore.

A Bran piacciono le cose strutturate e prevedibili. Specialmente dopo gli errori commessi dieci anni prima. Ma la recente morte del padre ha gettato la sua vita tranquilla nel caos, e adesso è responsabile dei ristoranti a cinque stelle della sua famiglia. Si sta affannando da allora per riportare le cose allo status quo.

Non ha idea di quanto diventerà più complicata la sua vita.

Ireland dai capelli di fiamma è esattamente il tipo di donna che Bran Cade ha deciso di evitare dopo gli errori fatti dieci anni prima. Ma quando Ireland gli cade per caso in grembo durante una crociera alcolica nella quale sostituisce il fratello, la barca non è l’unica cosa che viene sballottolata dall’acqua. Anche il cuore di Bran finisce fuori bordo.

La volitiva Ireland non è chi vorrebbe Bran, ma è ciò di cui ha bisogno.

“Personaggi meravigliosi e una bella famiglia.” ~ Julia recensione


AUTRICE

Jules Barnard è un'autrice bestseller di USA Today di romance contemporanei e fantasy romantico. Le sue serie contemporanee includono Mai frequentare e I fratelli Cade. Scrive Fantasy romantico sotto lo stesso pseudonimo con la serie Halven Rising che il Library Journal definisce "... un'eccitante nuova avventura fantasy. Che stia scrivendo di uomini sexy intorno al Lago Tahoe o di un mondo di fate inserito nel campus di un college, Jules racconta storie coinvolgenti, piene di cuore e umorismo.

Quando non è in tuta da ginnastica a scrivere, premiandosi con il cioccolato, passa il tempo con suo marito e i due figli in una cittadina sulla costa nordoccidentale del Pacifico. Dice di avere la capacità di leggere mentre corre sul tapis roulant o brucia la cena.

 

LA SEDUZIONE DI BRAN - ESTRATTO

Guardando il tappeto persiano che copriva l’intera lunghezza del corridoio verso il salone da ballo del Club Tahoe, Bran scosse la testa pensando alla direzione che aveva preso la sua vita. Non avrebbe mai previsto che lui e i suoi fratelli stessero ancora gestendo il Club Tahoe un intero anno dopo la morte del padre. Eppure erano lì a festeggiare il primo anniversario da quando avevano assunto la direzione del rinomato resort che avevano ereditato e che non avevano mai voluto.

Pensieroso, non notò qualcuno che arrivava dalla direzione opposta, finché quasi si scontrò con la donna che stava evitando da mesi.

Ireland alzò melodrammaticamente le braccia come per riprendere l’equilibrio.

«Oh, Bran, scusami. Non stavo guardando dove andavo.»

A meno che anche lei stesse guardando in basso, nessuno era così cieco.

Ireland indossava un lungo abito blu scuro che accentuava la sua pelle di porcellana. Involontariamente, lo sguardo di Bran scivolò in basso. I capelli rossi di Ireland ricadevano in onde davanti alla fronte e al collo e accarezzavano la curva dei seni. Seni che dovevano aver riempito al massimo il reggiseno push-up e che in quel momento minacciavano di traboccare dal vestito.

Ai suoi fratelli piaceva definirlo un monaco, ma Bran era un uomo... e guardava. Riconosceva anche un seno finto quando lo vedeva.

Ireland era il tipo di donna che Bran evitava da quasi dieci anni. Facile, seducente... e superficiale. Riconosceva il suo tipo a un chilometro di distanza.

«Nessun problema.» Bran si spostò per superarla e Ireland gli appoggiò piano la mano sul braccio.

Ireland gli rivolgeva occhiate interessate fin da quando si erano conosciuti mesi prima e lui non ne voleva sapere. Bran strattonò via il braccio.

«Ho fatto qualcosa che ti ha offeso?» Ireland sembrava ferita.

Certo che l’aveva ferita, ovviamente nel suo orgoglio. Nessuna donna attraente come Ireland aveva sofferto un solo giorno nella sua vita. Avrebbe accettato il suo rifiuto e ci avrebbe provato con il prossimo tizio che le fosse capitato a tiro.

«No.» Bran si allontanò e entrò dove c’era la festa, sospirando di sollievo. Un’altra catastrofe evitata.

I fratelli di Bran pensavano che non frequentasse nessuno. Si sbagliavano. Le donne gli piacevano quanto a quegli infoiati dei suoi fratelli. Semplicemente, sceglieva donne diverse. Non quelle che lo abbordavano nei bar. E non usciva mai con donne belle e appariscenti. Fine.

Le donne belle come Ireland erano fonte di problemi e, in fondo in fondo, lui era ancora debole quando si trattava di loro. Motivo per cui faceva tutto quello che poteva per evitarle e vivere secondo le regole che si era imposto. Niente donne facili. E usare sempre il preservativo, cioè quando riusciva a fidarsi abbastanza di una donna da andarci a letto.

Bran si massaggiò la fronte e cercò di accantonare l’incontro in corridoio.

Nel salone, la festa era in pieno svolgimento. Il suo amico Jaeg era accanto alla porta con la sua fidanzata, Cali.

Jaeg si fece avanti e strinse la mano a Bran. «Bravo, amico. Credevo che avreste gettato la spugna sei mesi fa e assunto una società di gestione.»

«Tu e tutti gli altri» disse Bran. «Ma per ora ce la stiamo facendo. Vedremo come andrà il prossimo anno.» Si chinò e abbracciò Cali.

Lei restituì il saluto, ma cercò con lo sguardo oltre la spalla di Bran. «Hai visto mia cugina?»

A Bran vibrò un occhio. «Ci siamo scontrati nel corridoio.»

Jaeg ridacchiò. «La sua vista non è...»

Cali gli diede una gomitata nelle costole che lo fece zittire.

Era maledettamente divertente vedere quei due insieme. Jaeg era il più alto degli amici di Bran, un metro e novantotto, e la sua fidanzata era piccolina. O forse era di statura media, ma sembrava piccola accanto a Jaeg. Eppure lui era un budino nelle mani di Cali.

Jaeg e Cali si scambiarono un’occhiata. «Ireland è un po’ goffa, ecco tutto» disse Cali. «È ancora nuova in città e voglio assicurarmi che si diverta. Mi sembrava ci fosse qualcosa che non andava quando è andata in bagno.»

Bran diede un’occhiata alla folla. «Ireland mi sembra un tipo socievole. Non riesco a immaginare che faccia fatica a farsi degli amici.» Eufemismo. Quella donna sapeva che cosa stava facendo quando aveva quasi sbattuto in quel modo contro di lui nel corridoio. E lanciandogli occhiate interessate ogni volta che poteva.

Già, era una da evitare.

«Oh, bene» disse allegramente Cali. «Sto dandole lezioni.»

«Lezioni?» chiese Bran, rivolgendo l’attenzione alla bella donna dai capelli biondo-fragola. Cali non era statuaria come Ireland ma Bran notò la somiglianza di famiglia. I capelli rossi dovevano essere comuni nella loro famiglia. Perfino il fratello di Cali, Tyler, li aveva castano-rossicci. Anche se Ireland era l’unica vera rossa.

Jaeg grugnì. «Cali pensa che Ireland abbia bisogno di più eccitazione nella sua vita.»

«Beh, è così» confermò Cali.

«Baby, ricordi come è finita l’ultima volta in cui hai aiutato un’amica a incontrare degli uomini?»

Bran nascose un sorriso. Ne aveva sentito parlare. All’inizio, Cali aveva tentato di accoppiare Jaeg con la sua migliore amica, Gen. Alla fine, Cali aveva finito per innamorarsi di Jaeg. Il suo radar quando si trattava di storie d’amore non era tra i più affidabili.

Cali fece un gesto indifferente. «Questa volta è completamente diverso. Ireland è piuttosto timida, lavora in continuazione per pagare i suoi debiti studenteschi; non ha avuto molte occasioni per incontrare gente. Non la gente giusta comunque. È il motivo per cui ci stiamo lavorando.»

Bran colse lo sguardo della cameriera con cui parlava ogni tanto da mesi. Lei distolse in fretta gli occhi. Ecco, quella donna era timida. E proprio il tuo tipo. Non aveva bisogno di donne aggressive. «Volete scusarmi? Ho visto qualcuno che vorrei salutare.»

«Ci vediamo più tardi» disse Jaeg mentre Cali continuava a parlare di Ireland.

Bran smise di ascoltarla e si diresse verso la cameriera gentile. Non voleva più sentire parlare di Ireland, la “goffa” testa rossa. La cameriera con cui parlava era graziosa e dolce. Non avrebbe complicato la sua vita. Ovviamente, Bran non aveva ancora fatto una mossa. Non aveva ancora raccolto l’energia per chiederle di uscire. Ed era il motivo per cui sapeva che lei non era pericolosa.

Il suo cervello non si annebbiava quando la vedeva e la sua libido non prendeva mai il controllo.

I suoi desideri non avrebbero più avuto la meglio su di lui.

SEGNALAZIONE USCITA - La sfida di Wes - Jules Barnard

 



Titolo: La sfida di Wes

Autrice: Jules Barnard

Editore: Fresh Fiction

Data Uscita: 25 Marzo 2022

ISBN: 9798437891414

Genere: Contemporary Romance

Prezzo: 4,99 euro

 

In Vendita su tutti i maggiori store

 

 

SINOSSI:

 

Una seconda chance che non si aspettava...

Wes era nato con uno spirito competitivo. Da quando aveva imparato a camminare, ce l’aveva messa tutta per non perdere mai.

E non aveva mai perso, finché la sua ragazza lo aveva lasciato all’ultimo anno di college e la sua carriera sportiva professionale era naufragata.

Quattro anni dopo, l’ultima cosa di cui ha bisogno Wes mentre si prepara per la partita della vita, è che la sua ex-ragazza si faccia viva nel suo resort al braccio del nuovo fidanzato. Giusto, ma poteva essere la sua occasione di riconquistare ciò che aveva perso.

Perché se c’è la possibilità che Wes si sia sbagliato su Kaylee e che lei lo abbia veramente amato, forse sarà in grado di rompere quel blocco mentale e ricominciare a giocare al suo livello... e riconquistare la ragazza.

“Questo libro mi ha fatto ridere, ma è anche tenero, toccante e romantico.” ~ Recensione Amazon.

 

AUTRICE

 

Jules Barnard è un’autrice bestseller di USA Today di romance contemporanei e fantasy romantico. Le sue serie contemporanee includono Never date e I fratelli Cade. Scrive Fantasy romantico sotto lo stesso pseudonimo con la serie Halven Rising che il Library Journal definisce “... un’eccitante nuova avventura fantasy. Che stia scrivendo di uomini sexy intorno al lago Tahoe o di un mondo di fate inserito nel campus di un college, Jules racconta storie coinvolgenti, piene di cuore e umorismo.”

Quando non è in tuta da ginnastica a scrivere, premiandosi con il cioccolato, passa il tempo con suo marito e i due figli in una cittadina sulla costa nordoccidentale del Pacifico. Dice di avere la capacità di leggere mentre corre sul tapis roulant o brucia la cena.

 

ESTRATTO

 

Wes tenne gli occhi fissi sulla sua mazza e non sulla sua ex-ragazza due buche più avanti nel campo da golf.

Okay, aveva osservato continuamente Kaylee. Ma, maledizione, che cosa ci faceva lì? Non vedeva Kaylee da quattro anni, fino a qualche giorno prima, quando gli aveva teso un’imboscata nel pro-shop del campo da golf.

Aveva i capelli più corti ora e non la lunga cascata di seta quasi nera come al college. E nonostante la sua naturale eleganza, stava facendo un ottimo lavoro nel giocare disastrosamente sul campo.

Lo stesso tizio che era con lei qualche giorno prima le fece scivolare la mano sul sedere tondo e sodo, facendo rimbombare nelle tempie il polso di Wes. Erano passati anni dall’ultima volta in cui aveva visto Kaylee. Ma quella volta lei era stata sua.

Spinse la mazza nella sacca, pronto a finire la giornata lavorativa e andarsene da lì, ma Kaylee lanciò un’occhiata nella sua direzione. Quando lo vide, Kaylee spalancò gli occhi, come se non si fosse aspettata che lui fosse lì.

Wes era il proprietario del Club Tahoe, insieme ai suoi fratelli. Che stronzata era? Tutti sapevano che era un fatto scontato trovarlo sul campo da golf.

Kaylee disse qualcosa all’uomo che era con lei e si diresse verso Wes.

Cazzo.

«Hai un minuto?» gli chiese mentre Wes ritirava le sue mazze.

Lui le rivolse un sorriso tirato. «Devo tornare in negozio.» Vedere Kaylee con un altro era come ricevere una forchettata in un occhio e Wes stava facendo del suo meglio per mantenere il controllo.

Il tizio con Kaylee le mise un braccio sulle spalle e Wes strinse i pugni. «Ci vorrà solo un minuto. Kaylee mi ha detto che siete andati al college insieme e che sei un giocatore di golf professionista.»

Wes sospirò. Se non fosse stato per quella ragazza e i giochetti mentali che aveva fatto al college, lui sarebbe stato un giocatore di golf professionista che faceva faville. «Sono il professionista del resort.»

McStronzo lo guardò senza capire.

Ovviamente, il tizio non sapeva molto del golf. C’era un’enorme differenza tra giocare ai tornei professionisti e dare lezioni di golf in un resort.

«Comunque,» disse McStronzo, «Kaylee dice che sei bravo.» Guardò Kaylee e sorrise. «Mi piacerebbe che dessi qualche lezione alla mia fidanzata. Sta imparando adesso e le servirebbe un po’ di aiuto.»

Fidanzata... Fidanzata? Wes rivolse un’occhiata dura a Kaylee, che si ritrasse.

Wes emise lentamente il fiato. Era uno scherzo? La sua ex si faceva viva dal nulla nel resort della sua famiglia, nel suo territorio, e portava un fidanzato?

«Non sei obbligato» disse Kaylee tutto d’un fiato.

Il suo fidanzato la guardò con la fronte aggrottata. «Ne abbiamo parlato, Kaylee, hai bisogno di lezioni se vuoi unirti a me sul campo da golf nelle Fiji durante la luna di miele.»

«Sì, ma...» Kaylee guardò esitante Wes, «probabilmente è occupato. Non so nemmeno se Wes dia lezioni.»

«Sì, do lezioni» si sentì dire Wes.

Aveva perso la testa. L’ultima cosa che voleva era dare lezioni a Kaylee. Lei lo aveva fottuto e né lui né la sua carriera da golfista si erano mai ripresi completamente.

Quando Kaylee aveva rotto con Wes, lui era a metà nel torneo più importante della sua vita. Aveva spinto in un angolo della mente la rottura e impegnato tutta la sua energia mentale nell’entrare nel giro dei professionisti, convinto di poter rappattumare le cose con Kaylee una volta tornato a casa. Ma Wes aveva miseramente fallito durante le prove e il “dopo” non era mai arrivato. Quando era tornato, Kaylee aveva finito i suoi corsi e aveva lasciato la città. Wes non l’aveva più né sentita né vista.

Il golf era uno sport di testa. Senza concentrazione, il tuo punteggio poteva facilmente passare da sei sotto e sei sopra il par e buttarti fuori dal gioco. Il fatto che Kaylee avesse rotto con lui durante il torneo aveva incasinato la sua energia mentale e da allora non aveva più recuperato.

La sfortunata coincidenza in quella piccola riunione era che, quattro anni dopo, Wes stava ancora una volta cercando di qualificarsi per il circuito professionale. Scontrarsi con la sua ex era una sfortuna epica, oppure proprio ciò che gli serviva per riottenere quel quid necessario per vincere.

Kaylee lo aveva scaricato a freddo, senza motivo, e l’idea di fidarsi di lei gli lasciava l’amaro in bocca. Ma se fosse riuscito a scoprire perché se l’era filata dalla città tutti quegli anni prima, forse l’avrebbe aiutato a ricostruire il suo gioco mentale e ridargli lo sprint che aveva perso. «Sono disponibile il martedì e il giovedì pomeriggio, dalle quattro alle cinque.»

«Eccellente!» Lo stronzo con la mandibola troppo scolpita sorrise a Kaylee che sembrò diffidente. «Kaylee può prendere lezioni mentre organizza il nostro matrimonio. Sarà qui al club. Avete un gran bel posto.»

Si sarebbe sposata... nel suo fottuto resort? Aveva perso la testa?

Kaylee alzò la testa nel modo provocatorio che Wes ricordava fin troppo bene. «Mi è sempre piaciuto il lago Tahoe. I miei genitori hanno ancora uno chalet da queste parti. È lì che stiamo Eddy e io.»

Eddy guardò alternativamente Wes e Kaylee. «C’è qualche problema? Se sei troppo occupato per darle lezioni posso trovare qualcun altro.»

«Lo farò io» disse Wes fissando Kaylee.

Non sapeva il motivo vero per cui Kaylee era lì, ma la coincidenza era troppo strana e, diavolo, si sarebbe assicurato di scoprirlo.

~~~

Kaylee si mise i capelli dietro le orecchie e si avvicinò lentamente a Wes, che era accanto al campo pratica e parlava con un altro tizio. Wes indossava la polo rossa del Club Tahoe e le mani ficcate nelle tasche dei pantaloni distendevano il tessuto dei pantaloni, dandole una bella visione del suo sedere. L’ex di Kaylee era in forma come lo era stato al college, ancora di più, perché le spalle erano più larghe e si era riempito un po’.

Il suo cuore palpitò, era diventato un disastro palpitante e spastico quando aveva visto Wes la settimana prima, dopo quasi quattro anni. Si erano lasciati in termini così orribili. Adesso aveva la possibilità di aggiustare le cose. Ma sembrava che Wes serbasse ancora rancore a giudicare dalla sua reazione dopo averla vista di nuovo. E doveva superare quel rancore se voleva avere una speranza di farsene una ragione e mettersi il cuore in pace.

Kaylee era entrata nel pro-shop del campo da golf la settimana precedente per cercare una giacca leggera per le mattine più fresche. Ma appena aveva visto Wes dietro il bancone, il suo cuore aveva quasi ceduto. Aveva programmato il matrimonio al Club Tahoe perché il resort era bello e lei era venuta spesso al lago crescendo. E perché aveva bisogno di vedere Wes un’ultima volta prima di sposarsi.

Kaylee non aveva idea se Wes stesse realmente lavorando al club. I suoi piani avevano incluso la carriera di golfista di professione. Piani che l’avevano assorbito completamente, a scapito della loro relazione. Pensava che avrebbe dovuto cercarlo. Probabilmente contattando suo padre. Ma qualche giorno prima, Kaylee aveva scoperto che il padre di Wes era deceduto di recente, lasciando il fratello maggiore di Wes, Levi, a dirigere il resort di lusso. Wes gestiva il campo da golf e due dei suoi fratelli gestivano altri settori del resort.

Entrare nella vita di Wes, dopo una tale perdita, era la peggiore delle cose dal punto di vista del tempismo. Lui non l’aveva ancora notata e lei aveva colto l’occasione di contemplare l’uomo che una volta aveva amato più di qualunque altra cosa.

L’atteggiamento rilassato di Wes, il lieve sorriso che rialzava gli angoli della sua bocca mentre chiacchierava con un altro golfista, quello era l’uomo spensierato che ricordava. Per come le dava parzialmente le spalle, Kaylee non riusciva a vedere i suoi profondi occhi azzurri, ma ricordava il loro scintillio quando le rubava un bacio. O le profondità che potevano raggiungere quando la stringeva mentre facevano l’amore...

Sentì un brivido lungo la schiena. Cercare di rintracciare Wes era stata una pessima idea. E prendere lezioni da lui? Forse, tutto sommano, non era così importante trovare emotivamente una chiusura. Specialmente se ogni volta che era vicina a Wes le scintille sembravano incendiarla. Wes evocava emozioni che pensava se ne fossero andate, sparite, ma, a quanto pareva, erano solo dormienti. Ed erano emozioni che doveva dimenticare se voleva avere una minima speranza di cominciare una nuova vita con Eddy.

Kaylee era sul punto di abbandonare l’intera idea delle lezioni con Wes quando lo vide irrigidirsi.

Wes si voltò lentamente e la guardò in volto, gli occhi sulle labbra prima di spostarsi sulle guance, ancora arrossate da quegli stupidi ricordi di loro due insieme.

Se Wes si era irrigidito a causa della sua presenza un momento prima, adesso lo nascondeva bene. Non si agitò, non smise di guardarla. Il suo atteggiamento era calmo. Mentre, nel frattempo, la temperatura di Kaylee si era alzata e sentiva le gambe molli.

«È ancora un buon momento?» la voce le era uscita acuta e nervosa. Si schiarì la gola. «Posso tornare più tardi se sei occupato.» O non tornare per niente. Accidenti a Eddy e alla sua ossessione per il golf durante la loro luna di miele. Che diavolo avevano gli uomini con quello sport?

Kaylee poteva aver voltato pagina, ma Wes le aveva rubato un pezzo di cuore. Non voleva dire che fossero giusti l’uno per l’altra. Lei non avrebbe mai dimenticato il dolore sofferto durante e dopo la loro relazione.

Il suo piano era di seppellire finalmente il passato... Una volta che avesse detto a Wes ciò che avrebbe dovuto dirgli anni prima. Ma non poteva spiegargli le cose finché non fossero stati in rapporti migliori. La verità era troppo personale e difficile da menzionare mentre Wes la guardava come se fosse fango attaccato sulla suola della sua scarpa. E questo significava che avrebbe dovuto resistere, per quanto stare intorno a Wes la mettesse a disagio.

«Adesso va bene» disse lui.

Rivolse un cenno di saluto all’uomo con cui stava parlando e guardò sopra la spalla di Kaylee, con lo sguardo che si fermava in qualche punto un po’ oltre, con un dolce sorriso sul volto.

Il cuore di Kaylee fece un balzo. I sorrisi di Wes l’avevano sempre sciolta dentro e l’effetto che avevano ancora la scosse, ricordandole di nuovo il motivo per cui si era innamorata di Wes tanti anni prima. Ma il sorriso non era diretto a lei.

Kaylee si voltò e vide una bambina di forse quattro anni, che camminava verso di loro. Aveva un piccolo set di mazze, i capelli tirati indietro in una treccia che ondeggiava dietro di lei a tempo con il suo passo deciso. Aveva la stessa espressione intensa che aveva Wes quando stava per cominciare una partita di golf.

«Bella, ti presento Kaylee» disse Wes.

La ragazzina diede una bella occhiata a Kaylee. «Si sta allenando anche lei?»

Wes aggrottò la fronte. «Ovviamente no. Kaylee non è nemmeno lontanamente al tuo livello di bravura. Io allenerò te e tu darai a Kaylee qualche suggerimento. Lei può guardarti e prendere esempio da te.»

Bella sorrise.

«Mostrarmi come si fa?» chiese Kaylee a bassa voce, solo per le orecchie di Wes. «Una ragazzina di quattro anni?»

«Cinque» disse Wes e incrociò le braccia sul petto, cambiando postura. «Bella è piccola per la sua età, ma non lasciarti ingannare dalla sua taglia. È la mia allieva migliore.»

Kaylee colse il sogghigno sulle sue labbra.

Fantastico. Adesso non solo sarebbe stato imbarazzante passare il tempo con Wes, ma lui aveva anche intenzione di farle fare la figura dell’idiota. Suppose di meritarlo. E poteva sopportarlo. Ciò che non poteva sopportare era passare il resto della sua vita senza chiarire le cose tra di loro.

Anche così, che Wes stesse allenando una bambina era strano. Non gli era mai interessato molto il gioco di altri, sempre concentrato sul proprio. «Stai veramente insegnando ai bambini, adesso?»

«È un nuovo programma del club. Non è male. Specialmente con allievi come Bella.»

Bella fece un tiro di prova. Ed era veramente brava.

«Ecco, così» esclamò Wes. «Tieni il braccio diritto come ti ho insegnato la settimana scorsa. Piano e con calma.»

Bella si allineò con la pallina, alzò la mazza e tirò, spedendo la pallina dannatamente lontano sul campo pratica.

Kaylee tossì contro la propria mano, trattenendo un sorriso. «Okay, hai ragione. Ha un gran talento.»

Wes le diede un’occhiata. «Nervosa?»

«Per niente.» Kaylee incrociò le braccia sotto il seno. «Ho delle buone capacità anch’io.»

Wes le diede un’occhiata, abbassando per un attimo gli occhi sul seno e poi rialzandoli per guardarla negli occhi. Scosse la testa. «Non credo proprio.»

Maledizione. Doveva averla vista colpire le palline nel campo pratica l’altro giorno.

La verità era che Kaylee faceva veramente schifo a golf. Non che lo avrebbe ammesso a Wes, che stava sorridendo orgogliosamente a un’altra pallina lanciata nella stratosfera da Bella. «Bel lavoro» le disse.

Kaylee deglutì, poi deglutì ancora. Perché, di colpo, capì una cosa: Wes non stava solo insegnando a Bella perché era divertente o perché ne ammirava il talento... Teneva veramente a quella bambina.

Vedere il suo egocentrico ex insegnare a una ragazzina come giocare il suo sport preferito ebbe uno strano effetto su Kaylee: si sentì stringere il petto, una sensazione strana che le fece male al cuore.

Bella sorrise voltando la testa, cercando l’approvazione di Wes, che annuì e disse: «Continua come ti ho insegnato mentre mi dedico a Kaylee».

Kaylee raddrizzò le spalle. Non avrebbe permesso che il fatto che Wes si comportasse in modo adorabile con una bambina la influenzasse, i bambini piacevano a un mucchio di uomini. Non era diverso dagli altri.

Ma era diverso, perché era Wes. Era sempre stato concentrato su se stesso. Magari le aveva detto che l’amava, quando stavano insieme, ma le sue azioni avevano dimostrato che lei non era mai stata al primo posto.

Kaylee prese il guanto da golf e se lo infilò. «Quante volte si allena Bella?»

Wes alzò le spalle. «I suoi genitori vengono qua spesso. Le sto insegnando a tratti da tutta l’estate. Quella ragazzina un giorno diventerà una professionista.»

Per un attimo, Kaylee si limitò a fissarlo. Sembrava quasi che gli importasse più il successo di una ragazzina del proprio. Ed era una follia.

«E se decidesse di abbandonare il golf per fare danza?» Kaylee lo stava stuzzicando, come faceva in passato. Tranne che adesso non era sicura di come l’avrebbe presa Wes.

Wes ringhiò: «Niente da fare. Assolutamente no, se potrò dire la mia».

Kaylee scoppiò a ridere. L’aveva presa esattamente come faceva di solito: con un’aria di arroganza e malcontento. Anche se, in fondo, era sempre stato tenero di cuore.

Il suo sorriso svanì. Non importava che avesse un buon cuore. A volte non era sufficiente.

Per mantenere l’atmosfera allegra, aggiunse: «Non si sa mai, Wes. Le donne a volte cambiano idea».

L’espressione di Wes si indurì di colpo. «Sono abituato alle donne che cambiano idea.»

Merda. Non aveva avuto intenzione di arrivarci così presto. Stava ancora cercando di tornare in buoni rapporti.

Kaylee si voltò e prese una mazza. «Allora, su cosa dovrei lavorare come prima cosa: lo swing? La posizione?»

Wes fissò nel vuoto, come se sapesse che stava cercando di cambiare argomento. Quando tornò a guardarla, la sua espressione era indifferente. «La tua postura, la posizione e praticamente tutto il resto fanno schifo, quindi cominceremo dall’inizio. Esattamente come ho fatto con Bella.» Sorriso compiaciuto.

«Ti piace proprio infierire, vero?»

«Vuoi veramente che ti risponda?»

«No» borbottò Kaylee e mise una pallina sul tee di legno che aveva ficcato nel terreno.

«Ferma.» Wes si avvicinò e le prese la mazza. «Prima di tutto, usa il pitching wedge, non il driver. Devi arrivare poco per volta alle mazze più lunghe.» Wes rimise il driver nella sacca, prese una mazza più corta, più piccola e gliela passò. Poi si chinò e tolse dal terreno il tee di legno che Kaylee aveva usato per sostenere la palla, che mise invece a filo con l’erba. E Kaylee, nonostante la sua limitata esperienza, sapeva che era più difficile colpirla così.

Wes le esaminò il corpo. E Kaylee sentì di colpo caldo, le farfalle nello stomaco.

La prima volta in cui Kaylee aveva incontrato Wes, lui aveva mirato diritto a lei a una festa al college e le aveva chiesto di ballare. Quel ballo era diventato un bacio, che era finito con lui che aveva passato tutto il fine settimana con lei. Erano stati inseparabili per due anni. E sembrava che il suo corpo ricordasse l’effetto che Wes aveva su di lei e reagisse di conseguenza.

Sii forte. Sei fidanzata. Wes stava osservando la sua posizione al golf, non la stava guardando, anche se era piuttosto sicura che avesse dato una bella occhiata al suo seno. Non era importante.

«Fammi vedere come impugni la mazza.»

Kaylee tese la mano e gli mostrò come la impugnava, esattamente come le aveva insegnato il suo fidanzato.

Wes le spostò leggermente la mano e il suo palmo caldo sfiorò la pelle delle dita nude. Un calore improvviso risalì lungo il braccio di Kaylee. Wes la guardò di colpo negli occhi, come se l’avesse sentita anche lui.

Le lasciò andare la mano e si schiarì la voce. «Non male. Fammi vedere la tua posizione di partenza.»

Kaylee fece i movimenti che aveva imparato e tirò come si era allenata a fare.

Wes si premette le dita sulla fronte e scosse la testa. «Gesù, Kaylee, sei sicura che vuoi darti al golf?»

Kaylee lasciò cadere la mazza sul terreno. «Sì. Adesso hai intenzione di mostrarmi come si fa o no?»

«Tutto perché il tuo fidanzato vuole che tu giochi?»

Kaylee notò l’enfasi sul “fidanzato”. Wes aveva accettato il suo fidanzamento come si era aspettata: per niente bene. Wes aveva sempre dominato lo spazio circostante quando erano insieme. Non c’era mai stato posto per altri uomini, anche se lei avesse voluto uscire con qualcun altro. «Ho sempre voluto imparare, ma tu non...»

Lui aggrottò le sopracciglia. «Io non ero... Cosa?»

Kaylee sbuffò. «Al college eri troppo occupato per insegnarmelo. Avrei potuto andare da qualcun altro, ma volevo imparare da te.»

Wes la fissò per un lungo momento con gli occhi azzurro oceano imperscrutabili. «Tieni giù le braccia, i piedi alla stessa larghezza delle spalle e piega le ginocchia.»

Kaylee sbatté gli occhi e fece quello che le diceva. Perché, nonostante il loro passato burrascoso, lui stava tentando.

Il resto della lezione andò più o meno allo stesso modo. Wes abbaiava ordini a Kaylee e lodava sperticatamente la posizione, effettivamente incredibile, di Bella, che era bravissima. Da grande Kaylee voleva diventare come Bella perché, al momento, Kaylee mancava la pallina più volte di quante la colpisse.

«La tua posizione è migliorata» borbottò Wes. «Non riesci a colpire la pallina neanche per sbaglio, ma la posizione è importante. Il resto verrà.»

Era un complimento che sembrava un insulto, ma l’avrebbe accettato perché era difficile che Wes ne facesse. Kaylee sorrise.

Wes spalancò gli occhi e distolse lo sguardo. «Dovrai far pratica.» Afferrò la mazza e la rimise nella sacca. «Tantissima pratica, se hai intenzione di andare sul campo da golf tra... Quando hai detto che ti sposerai?» Kaylee sentì l’asprezza nella domanda. Gli rispose dandogli la data, mancavano solo alcuni mesi, che di colpo le sembrarono pochi. C’era tanto da fare, non ultimo: avvicinarsi abbastanza al suo ex per aggiustare le cose. E adesso Eddy le stava facendo pressioni perché fosse alla sua altezza su un campo da golf, cosa che le sembrava insormontabile quanto farsi accettare da Wes.

Wes la fissò senza reagire, come se stesse silenziosamente cercando di farle arrivare qualche messaggio attraverso gli occhi. Che la odiava? Che voleva che se ne andasse? Cosa?

Alcune cose riguardo a Wes erano le stesse. In altri modi, era un uomo completamente diverso. Più duro, meno fiducioso.

«Se vuoi essere pronta per quella data,» disse infine, «sarà meglio che faccia pratica tra una lezione e l’altra.»

«Posso venire ogni giorno, se necessario.»

Wes trasalì. Dopo un momento disse: «Devo tornare da Bella». Si voltò e se ne andò.

Kaylee lasciò cadere le spalle. C’era imbarazzo, quando, un tempo, era tutto l’opposto. Kaylee non aveva mai provato un legame come quello che aveva avuto con Wes. Fino alla fine, quando nella sua vita era crollato tutto.

Le ci era voluto molto tempo per riaversi dalla perdita. E aveva intenzione di aggiustare le cose tra lei e Wes.

Era l’unico modo per andare avanti con la coscienza pulita.

NUOVA USCITA: I Corvi di Thorne Point di Veronica Eden

                        Titolo:  I Corvi di Thorne Point Autrice:  Veronica Eden Serie:  I Corvi di Thorne Point #1 Editore:  Heartbeat Ediz...