Titolo: La
Seduzione di Bran
Autore:
Jules Barnard
Editore:
Autopubblicato
Traduttore:
Mirella Banfi
Data Uscita:
6 Maggio 2022
Genere:
Contemporary Romance
Pagine: 256
Prezzo: 4,99
euro
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SINOSSI
AUTRICE
Jules Barnard è un'autrice bestseller di USA Today di romance
contemporanei e fantasy romantico. Le sue serie contemporanee includono Mai
frequentare e I fratelli Cade. Scrive Fantasy romantico sotto lo stesso
pseudonimo con la serie Halven Rising che il Library Journal definisce
"... un'eccitante nuova avventura fantasy. Che stia scrivendo di uomini
sexy intorno al Lago Tahoe o di un mondo di fate inserito nel campus di un
college, Jules racconta storie coinvolgenti, piene di cuore e umorismo.
Quando non è in tuta da ginnastica a scrivere, premiandosi
con il cioccolato, passa il tempo con suo marito e i due figli in una cittadina
sulla costa nordoccidentale del Pacifico. Dice di avere la capacità di leggere
mentre corre sul tapis roulant o brucia la cena.
LA SEDUZIONE DI BRAN - ESTRATTO
Guardando il tappeto persiano che copriva l’intera lunghezza
del corridoio verso il salone da ballo del Club Tahoe, Bran scosse la testa
pensando alla direzione che aveva preso la sua vita. Non avrebbe mai previsto
che lui e i suoi fratelli stessero ancora gestendo il Club Tahoe un intero anno
dopo la morte del padre. Eppure erano lì a festeggiare il primo anniversario da
quando avevano assunto la direzione del rinomato resort che avevano ereditato e
che non avevano mai voluto.
Pensieroso,
non notò qualcuno che arrivava dalla direzione opposta, finché quasi si scontrò
con la donna che stava evitando da mesi.
Ireland alzò
melodrammaticamente le braccia come per riprendere l’equilibrio.
«Oh, Bran,
scusami. Non stavo guardando dove andavo.»
A meno che
anche lei stesse guardando in basso, nessuno era così cieco.
Ireland
indossava un lungo abito blu scuro che accentuava la sua pelle di porcellana.
Involontariamente, lo sguardo di Bran scivolò in basso. I capelli rossi di
Ireland ricadevano in onde davanti alla fronte e al collo e accarezzavano la
curva dei seni. Seni che dovevano aver riempito al massimo il reggiseno push-up
e che in quel momento minacciavano di traboccare dal vestito.
Ai suoi
fratelli piaceva definirlo un monaco, ma Bran era un uomo... e guardava.
Riconosceva anche un seno finto quando lo vedeva.
Ireland era
il tipo di donna che Bran evitava da quasi dieci anni. Facile, seducente... e
superficiale. Riconosceva il suo tipo a un chilometro di distanza.
«Nessun
problema.» Bran si spostò per superarla e Ireland gli appoggiò piano la mano
sul braccio.
Ireland gli
rivolgeva occhiate interessate fin da quando si erano conosciuti mesi prima e
lui non ne voleva sapere. Bran strattonò via il braccio.
«Ho fatto
qualcosa che ti ha offeso?» Ireland sembrava ferita.
Certo che
l’aveva ferita, ovviamente nel suo orgoglio. Nessuna donna attraente come
Ireland aveva sofferto un solo giorno nella sua vita. Avrebbe accettato il suo
rifiuto e ci avrebbe provato con il prossimo tizio che le fosse capitato a
tiro.
«No.» Bran
si allontanò e entrò dove c’era la festa, sospirando di sollievo. Un’altra
catastrofe evitata.
I fratelli di Bran pensavano che non frequentasse nessuno. Si
sbagliavano. Le donne gli piacevano quanto a quegli infoiati dei suoi fratelli.
Semplicemente, sceglieva donne diverse. Non quelle che lo abbordavano nei bar.
E non usciva mai con donne belle e appariscenti. Fine.
Le donne belle come Ireland erano fonte di problemi e, in
fondo in fondo, lui era ancora debole quando si trattava di loro. Motivo per
cui faceva tutto quello che poteva per evitarle e vivere secondo le regole che
si era imposto. Niente donne facili. E usare sempre il preservativo, cioè
quando riusciva a fidarsi abbastanza di una donna da andarci a letto.
Bran si massaggiò la fronte e cercò di accantonare l’incontro
in corridoio.
Nel salone, la festa era in pieno svolgimento. Il suo amico
Jaeg era accanto alla porta con la sua fidanzata, Cali.
Jaeg si fece avanti e strinse la mano a Bran. «Bravo, amico.
Credevo che avreste gettato la spugna sei mesi fa e assunto una società di
gestione.»
«Tu e tutti gli altri» disse Bran. «Ma per ora ce la stiamo
facendo. Vedremo come andrà il prossimo anno.» Si chinò e abbracciò Cali.
Lei restituì
il saluto, ma cercò con lo sguardo oltre la spalla di Bran. «Hai visto mia
cugina?»
A Bran vibrò
un occhio. «Ci siamo scontrati nel corridoio.»
Jaeg
ridacchiò. «La sua vista non è...»
Cali gli
diede una gomitata nelle costole che lo fece zittire.
Era
maledettamente divertente vedere quei due insieme. Jaeg era il più alto degli
amici di Bran, un metro e novantotto, e la sua fidanzata era piccolina. O forse
era di statura media, ma sembrava piccola accanto a Jaeg. Eppure lui era un
budino nelle mani di Cali.
Jaeg e Cali
si scambiarono un’occhiata. «Ireland è un po’ goffa, ecco tutto» disse Cali. «È
ancora nuova in città e voglio assicurarmi che si diverta. Mi sembrava ci fosse
qualcosa che non andava quando è andata in bagno.»
Bran diede
un’occhiata alla folla. «Ireland mi sembra un tipo socievole. Non riesco a
immaginare che faccia fatica a farsi degli amici.» Eufemismo. Quella
donna sapeva che cosa stava facendo quando aveva quasi sbattuto in quel modo
contro di lui nel corridoio. E lanciandogli occhiate interessate ogni volta che
poteva.
Già, era una
da evitare.
«Oh, bene»
disse allegramente Cali. «Sto dandole lezioni.»
«Lezioni?»
chiese Bran, rivolgendo l’attenzione alla bella donna dai capelli
biondo-fragola. Cali non era statuaria come Ireland ma Bran notò la somiglianza
di famiglia. I capelli rossi dovevano essere comuni nella loro famiglia.
Perfino il fratello di Cali, Tyler, li aveva castano-rossicci. Anche se Ireland
era l’unica vera rossa.
Jaeg grugnì.
«Cali pensa che Ireland abbia bisogno di più eccitazione nella sua vita.»
«Beh, è
così» confermò Cali.
«Baby,
ricordi come è finita l’ultima volta in cui hai aiutato un’amica a incontrare
degli uomini?»
Bran nascose
un sorriso. Ne aveva sentito parlare. All’inizio, Cali aveva tentato di
accoppiare Jaeg con la sua migliore amica, Gen. Alla fine, Cali aveva finito
per innamorarsi di Jaeg. Il suo radar quando si trattava di storie d’amore non
era tra i più affidabili.
Cali fece un
gesto indifferente. «Questa volta è completamente diverso. Ireland è piuttosto
timida, lavora in continuazione per pagare i suoi debiti studenteschi; non ha
avuto molte occasioni per incontrare gente. Non la gente giusta comunque. È il
motivo per cui ci stiamo lavorando.»
Bran colse
lo sguardo della cameriera con cui parlava ogni tanto da mesi. Lei distolse in
fretta gli occhi. Ecco, quella donna era timida. E proprio il tuo tipo.
Non aveva bisogno di donne aggressive. «Volete scusarmi? Ho visto qualcuno che
vorrei salutare.»
«Ci vediamo
più tardi» disse Jaeg mentre Cali continuava a parlare di Ireland.
Bran smise
di ascoltarla e si diresse verso la cameriera gentile. Non voleva più sentire
parlare di Ireland, la “goffa” testa rossa. La cameriera con cui parlava era
graziosa e dolce. Non avrebbe complicato la sua vita. Ovviamente, Bran non
aveva ancora fatto una mossa. Non aveva ancora raccolto l’energia per chiederle
di uscire. Ed era il motivo per cui sapeva che lei non era pericolosa.
Il suo
cervello non si annebbiava quando la vedeva e la sua libido non prendeva mai il
controllo.
I suoi desideri non avrebbero più avuto la meglio su di lui.

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