Titolo: Don’t
break my black heart
Autore: Katy Daly
Editore: Flowers
publishing
Genere:
dark romance
Data di pubblicazione:
09 aprile 2022
Autoconclusivo
Formato:
Ebook € 0.89 - Cartaceo € 18,04
TRAMA
Phoebe Watson lotta da anni contro mostri che le assediano la
mente, urlando quanto sia sbagliata e comandandola a loro piacimento. Voi
potreste anche chiamarli banalmente “demoni interiori”, ma quelli di Phoebe non
sono solo quelli. Sembrerebbe una comune liceale se non fosse che lei, una vita
normale, non l’hai mai avuta. Alterna le lezioni scolastiche a visite presso un
centro per la cura dei disturbi mentali, ma in cuor suo è consapevole di star
scomparendo giorno dopo giorno. Alexander Cooper ha diciotto anni ed è stato
rimandato già una volta dall’istituto che ha precedentemente frequentato.
Giacca di pelle sulle spalle, casco della moto tra le mani, un viso e dei modi
che parlano chiaro: è il bad boy che tutte sognerebbero. Tra i due non
mancheranno i litigi, le frecciatine e l’odio reciproco. Ma se lui non fosse
come appare? Se avesse solo l’ardente desiderio di scappare? Questa è una
storia diversa, dove saranno gli occhi a parlare, le cicatrici a raccontare e
le anime pronte a divenire cenere e cuori destinati ad amarsi. Questa è la
storia di due angeli dannati, dedicata a quelli sbagliati, perduti e a quelli
sopravvissuti.
RECENSIONE
Entrare nella mente umana e capirne
i meccanismi e tutto quello che ci sta dietro è assai difficile. Un motore
preciso quanto delicato che a volte noi stessi distruggiamo dall’interno, annientandoci.
Phoebe soffre sin da quando ha
memoria di disturbi mentali, disturbi che si manifestano come voci assordanti
che la escludono, spesso dalla vita reale, portandola in un mondo parallelo
pieno di dolore, autolesionismo, disturbi alimentari e varie fobie che le
provocano attacchi di panico e costante paura.
“Erano circa
quattro gli anni, anzi, oserei dire da quando ero nata, che un forte malessere
si era insediato dentro di me non lasciandomi opportunità di vivere. Ho il
corpo ricoperto di cicatrici, una magrezza inverosimile mi caratterizza da
tempo immemore. Ho tentato innumerevoli volte il suicidio, ho per certo la
diagnosi di una depressione cronica, assieme ad ansia e allucinazioni,
accompagnate da inevitabili voci demoniache. Ho passato l’inferno, muovendomi
tra acque di un’altezza disumana, senza saper minimamente nuotare.”
Perdersi negli occhi di Alexander
sarà come specchiarsi nei propri, vedere su un’altra persona quello sguardo
spento che brulica di mostri tanto simili ai suoi, la farà sentire vicino e
anche legata a una persona come mai prima d’ora le era successo, neanche con la
sua famiglia che ama alla follia.
“Mi volto e
non l’avessi mai fatto perché, ragazzo senza nome, io nei tuoi occhi vedo solo
il buio del mio riflesso.”
Anche Alexander combatte sin da
ragazzo con i suoi demoni e una costante depressione. Trovare Phoebe e legarsi
a lei sarà una cura e una condanna in egual misura.
“Posso
essere uno stronzo o un bastardo quanto voglio, ma dannazione… perché nei suoi
occhi vedo i miei demoni che vanno a braccetto con i suoi, come se fossimo
anime marce e cuori rotti all’unisono?”
Insieme sono fuoco, tempesta, un
grandissimo errore…ma se esserlo facesse meno male?
La storia racconta in prima persona
del dolore costante che dilania Phoebe. Di quel che prova e vive giorno per
giorno. Del suo non sentirsi mai abbastanza, un errore come ama chiamarsi lei,
che la fa sentire inadeguata e le fa desiderare il buio totale. Solo nei libri
e nella scrittura trova un posto tutto suo dove riesce a sentirsi al sicuro.
“Ho sempre
amato scrivere, da quando ne ho memoria. Scrivere rimarrà per sempre la mia
unica e imper-fetta via di fuga.”
Racconta dei continui litigi con Alex,
ma anche del continuo ritrovarsi, impossibilitati a lasciarsi andare pur
navigando nella paura più oscura.
Un rapporto il loro, strano e particolare,
un sali e scendi costante che viene guidato da emozioni estreme.
Un libro che mi aspettavo
completamente diverso e che consiglio a chi vuole immergersi in una lettura diversa,
scoprendo meandri sconosciuti e oscuri, a chi di certo non è debole di cuore e
a chi ha una mente aperta.
È una storia che esprime dolore, in
tutte le sue forme, angosciante a tratti e triste. La scrittrice prova a
immedesimarsi nella mente di chi soffre di questi disturbi in modo dettagliato
e particolare, riuscendo a far percepire la confusione che tale mente può provocare,
descrivendone ogni singola emozione e timore.
Quello che sembra banale può essere
deleterio per persone così fragili che spesso non riusciamo ad aiutare,
definendole pazze e senza speranza, ma dove invece, la voglia di vivere vive
prepotente in loro. Difficile uscirne fuori, combattendo con quei mostri che
sono radicati in loro e che prevalgono quasi sempre, perché più forti e
alimentati da quello che c’è fuori e fa paura.
Una lettura che pur con note tristi
avrebbe potuto dare e darmi di più, ma che ahimè si è persa un po' per strada.
Arrivare alla fine del libro è stato un po' come rimanere a metà lettura e non
avere la possibilità di continuare. Avrei voluto una fine più completa così da
sorridere dopo una lettura impegnativa che mi avrebbe regalato una fine felice
per Alex e Phobe dopo anni di dolore.
La lettura a volte si perde e
rallenta la voglia di continuare a sfogliare pagine perché ripetitiva a tratti,
rendendola pesante invece che fluida e scorrevole. A volte confusionaria nel
raccontarsi, ci si ritrova ad affrontare sbalzi temporali senza capirne la
partenza e l’arrivo. Racconta della vita dei protagonisti oggi, del loro
incontro e di quello che provano ora, senza specificarne il passato, quello che
avrebbe potuto intaccarne la disabilità mentale, continuando così a sembrare un
po' un racconto incompleto su tanti fronti.
Una storia che ha bisogno secondo me
di migliorarsi, ma che ha tanto potenziale come contenuto e storia.
Per me 3,5 coccole
La vostra Sogniappesi
*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*


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