Titolo:
Lucky Penny
Autore:
L.A. Cotton
Editore: Hope Edizioni
Genere:
Contemporary romance
Traduzione: Natascia
Gandini
Cover: Angelice
Data di pubblicazione:
22 Marzo
Romanzo Autoconclusivo
Formato:
eBook € 2,79
TRAMA
Ero la sua Lucky Penny.
Lui era la mia luce nell'oscurità, la
speranza nello sconforto. Il nostro legame era resistenza, sopravvivenza,
speranza. È stato il mio primo amore.
Quando ci hanno divisi, Blake Weston è
diventato il ricordo a cui mi aggrappavo quando tutto il resto della mia vita
sembrava andare in pezzi.
Ma quando sette anni dopo le nostre vite si
incrociano di nuovo a Camp Chance, durante l’estate che avrebbe dovuto segnare
la mia ripartenza, basta uno sguardo perché il tempo sembri fermarsi e i
sentimenti che pensavo di aver seppellito in profondità ritornassero prepotenti
in superficie.
Blake Weston potrebbe curare le mie ferite,
ridarmi uno scopo nella vita. Amarmi.
Ritrovarci è la nostra seconda possibilità,
il segno che siamo destinati a stare insieme.
Non è così?
Avevo dodici anni quando sono sopravvissuta
all'incidente che ha ucciso i miei genitori. Quattordici quando sono
sopravvissuta all'inferno, e sedici quando il mio cuore è stato spezzato. Ma a
ventitré anni, Blake Weston potrebbe essere la prima cosa a cui non
sopravviverò.
RECENSIONE
“Amami
od odiami, entrambi sono a mio favore.
Amami
e sarò sempre nel tuo cuore,
odiami
e sarò sempre nella tua mente”
Anonimo
L.
A. Cotton è una scrittrice poliedrica che spazia dallo sport romance al contemporary,
passando dal new adult. Le sue trame sono accattivanti, un richiamo per il
lettore come il canto delle sirene per Ulisse. Le sue storie profonde e
combattute. La sua scrittura conquista, diretta ed evocativa, scorre fluida e
ammaliante, coinvolgendo
il lettore e trascinandolo dentro alla storia. Eppure la narrazione non sempre
mi convince: il coinvolgimento è tale per cui mi aspetterei un’introspezione
dei personaggi più profonda o maggiori dettagli sugli avvenimenti. Mi rimangono
certi quid a cui non trovo risposta.
Lucky Penny è una di queste: una storia intensa, dove la bravura
dell’autrice detta il ritmo attraverso un gioco di presente e passato contraddistinto
anche dai pov alternati.
Però alcuni capitoli mi sembra non
abbiano una fine definita o male si raccordino con il seguito, in un gioco di
detto non detto che forse io non sono stata in grado di apprezzare.
Blake e Penny si rivedono dopo sette
anni, dopo un’esperienza dolce e allo stesso tempo dolorosa, dove erano l’uno il tutto
dell’altra, un’esperienza che ha forgiato entrambi in quello che sono oggi.
“Volevo esserlo, il suo mondo. Volevo portarle la luna, le
stelle e tutto ciò che stava nel mezzo. Si meritava quello e molto altro. Si
meritava una vita; di certo una migliore di quello schifo che sopportavamo vivendo
con Derek e Marie”
“Avevamo dei sogni e delle aspettative proprio come ogni
altro ragazzino sedicenne”
Eppure se il silenzio di Penny ha
una spiegazione, io non sono riuscita a dare significato a quello di Blake.
Blake è un personaggio positivo, che
dovrebbe affascinare, che conquista, eppure il suo modo di fare a me ha
lasciato un po’ di amaro in bocca, non l’ho trovato coerente con il ragazzo
presentato all’inizio e come definito nel corso del romanzo.
“Era carismatico, un ammaliatore, ma era anche esuberante, e
le persone gravitavano attorno alla sua luce.”
Penny è invece la vera eroina, la
vittima che cerca riscatto, che da sopravvissuta prova a riscrivere la propria
storia, a darle una svolta diversa, e l’aver ritrovato Blake diventa una spinta
a cercare di arrivare all’obiettivo, superando i propri limiti.
“Ero
diventata una sopravvissuta.
Anche se non stavo davvero vivendo, ma solo esistendo, non
avevo permesso a nessuno di avvicinarsi e non avevo riposto la mia fiducia
negli altri”
“Aveva iniziato a ricompattare alcuni frammenti distrutti.”
Anche in questo romanzo non manca un
po’ di mistero, qualche segreto e alcune bugie, un cattivo e il redento, e
l’amicizia quella che aiuta a sollevarsi, quella che ascolta e non giudica, elementi
che normalmente troviamo nei libri di questa autrice.
“Marissa si era rivelata una buona amica, mi aveva spinta ad
aprirmi e a fidarmi di lei, e le volevo bene per questo.”
Come ho premesso la lettura di un
libro della Cotton è sempre un’esperienza positiva, una piacevole lettura, ma
lei ci ha abituato a ben altri e alti standard e per questo forse le chiediamo
molto e ci aspettiamo sempre troppo.
4 Coccole
Alla prossima coccola, Lenny
*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*
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