Titolo: L’alba nella mia stanza
Autrice: Anna Reale
Casa editrice: Triskell Edizioni
Collana: Rainbow
Genere: Contemporaneo
Lunghezza: pagine 249
Data di pubblicazione: 24 dicembre 2021
Trama:
Sascha White ha ventidue anni, vive a New York e si prostituisce da due anni. Si sente eterosessuale, bello, affascinante, sfrontato: non lascia mai i suoi clienti insoddisfatti ed è interessato soltanto ai soldi. Quando però incontra Jesse McMiller, un miliardario dagli occhi di ghiaccio che gli propone di lavorare per lui come “esperto del sonno”, l’inconscio desiderio di smettere di prostituirsi e la curiosità verso quell’uomo affascinante lo spingono ad accettare l’offerta. Scopre ben presto che Jesse ha un tatuaggio particolare che gli adorna le gambe: ramoscelli con fiori di mandorlo. Quel mistero, insieme alle tante sfaccettature che intravede nel “riccone fiorito”, lo intriga sempre più, tanto che comincia a interrogarsi sulla propria attrazione verso quell’uomo all’apparenza distante, desiderando conoscerlo al di là dei momenti di intimità. Notte dopo notte, alba dopo alba, Sascha supera i suoi pregiudizi su di lui tenendolo tra le braccia quando non riesce a dormire, asciugandogli le lacrime nei momenti di fragilità, e più gli si avvicina più si pone domande su se stesso e sulla direzione che sta prendendo la propria vita. Riuscirà a trovare la propria strada e a conquistare il cuore del solitario miliardario?
Recensione:
L’alba nella mia stanza – titolo decisamente accattivante – è una storia che ricorda vagamente quella di Pretty woman. Sascha è un gigolò e Jesse è un miliardario con problemi di insonnia che lo assume per farsi aiutare a dormire. Stipulano un contratto di un mese, con una settimana di prova. Jesse è un uomo difficile da comprendere, con parecchi segreti. Vive in un grattacielo di proprietà della sua famiglia, occupando la penthouse e qui si trasferisce Sascha. Tra i due è un’altalena di sentimenti, che alterna momenti felici ad altri di estrema sofferenza. Sascha farà di tutto per aiutare Jesse a rifiorire come quei fiori di mandorlo che ha tatuati sulle gambe. La storia è avvincente se non fosse per alcuni particolari che mi hanno lasciata un po’ perplessa. Ad esempio, il costo per una notte con un gigolò: trecentomila dollari? Mi sembra una cifra assurda. Un altro particolare che non mi ha convinto del tutto è la tempistica in cui si svolgono i fatti. Si descrivono numerose mattine e poi si cita la prima settimana di prova non ancora trascorsa, quando mi sembrava fosse passato molto più tempo. Nonostante questi particolari, il libro mi è piaciuto e mi sento di consigliarlo.
Per me 3,5 coccole.
Alla prossima, la vostra Aylen.
*Si ringrazia l’autrice e la casa editrice per la copia digitale*
Nessun commento:
Posta un commento