Niente tenerezza, niente dolcezza, solo un desiderio folle, irrazionale, irrefrenabile, un desiderio che avevamo represso troppo a lungo ed era esploso prendendo il sopravvento.
Ci stavamo facendo del male, ma la bramosia che ci dominava ci impediva di pensare.
Avevo iniziato a rivedere le convinzioni dietro alle quali mi ero barricata nell’intento di fare la cosa giusta.
Forse, la cosa giusta, eravamo noi due, insieme.
Nova finì a terra, ma scattò subito in piedi. Sembrava una pantera pronta a difendersi e attaccare. Sensuale e pericolosa. Aveva dipinto sul volto un sorriso sornione, invitante e minaccioso allo stesso tempo.
I suoi occhi erano incollati ai miei, mentre ci studiavamo per capire la mossa successiva, come due predatori che si contendono il primato nel loro territorio.
L’energia di un’anima si sprigionava alla sua massima potenza nel momento del transito dalla dimensione terrena a quella ultraterrena, ed era allora che angeli e demoni dovevano metterci le mani, per estrapolarne armi ed energia. Cielo e Inferi si contendevano e rubavano a vicenda le anime, a prescindere dal luogo a cui esse sarebbero state destinate, e l’unico modo per impedire loro di carpirne il pieno potere, era di favorirne il trapasso senza interferenze.
Gli occhi della ragazza di fronte a noi si spalancarono di stupore. Le scintille che si diramavano dal falò si rispecchiavano nelle sue iridi irradiandovi riflessi cangianti.
Non sapevo chi fosse, non sapevo che cosa volesse, ma per un attimo il desiderio di farla mia soverchiò qualsiasi altro pensiero. Ero abituato a gestire le mie emozioni, per dominare la parte oscura che albergava in me a causa della mia natura di Scudiero. Eppure, in quel momento, per un istante persi il controllo e quella sensazione, benché fugace, mi spaventò.
C’era tanto dolore nel passato del mio amico, e dentro di me pensai che confidarsi con quella ragazza l’avrebbe aiutato. Forse lei avrebbe potuto spingerlo ad aprirsi e a far uscire quel fiume oscuro nel quale, ogni tanto, temeva di annegare.
Era come se luce e ombra danzassero in quella ragazza, generando un’armonia insolita e meravigliosamente vera, in grado di affascinare, rapire, ammaliare.
Non si può sfuggire a ciò che si è.
Sorrisi, e quel sorriso mi lasciò un sapore amaro in bocca. Amaro, come la consapevolezza di ciò che non saremmo mai più stati. Amaro, come il silenzio al quale dovevamo relegare quanto accaduto.
«Lascia stare la vendetta, Matthias. Non ti riporterà i tuoi genitori e provocherà soltanto altro dolore».
Non era un consiglio, ma una preghiera. E a un tratto la notte interiore in cui brancolavo da anni, mi sembrò un po’ meno buia.
Avrei ucciso per lei.
Sarei morto per lei.
Ma per salvarla, dovevo perderla.
noi insieme siamo luce in questa vita piena di tenebre e dolore
“…cosa credi che ci permetterà di sopravvivere?”
L’amore… ecco che cosa intendeva. Come avevo potuto essere così stupida da non capirlo?
L’amore verso il nostro mondo, verso il prossimo, l’amore per la vita, quello stesso amore che un tempo ci legava ai nostri fratelli celesti e che legava essi stessi tra loro, l’amore sbocciato tra due creature fatte per stare insieme a prescindere da razza e natura, quell’amore spesso maltrattato, dimenticato, tralasciato, frantumato da orgoglio, rabbia, paura, potere, superbia, egoismo, quell’amore che sarebbe sopravvissuto sempre e comunque, l’unica salvezza per tutti noi, per ogni essere mortale e soprannaturale.
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