Titolo: Sabbia
Autore: Simona Lo Curto
Editore: Brè edizioni
Genere: Poesia
Data di pubblicazione: 25 settembre 2021
Romanzo: Autoconclusivo
Formato ebook: 2,99 euro
Cartaceo euro: 9,00
TRAMA:
RECENSIONE
Una silloge che mi ha
sicuramente colpita molto già dalla prima poesia, scritta in dialetto siculo,
in cui si parla dell’amore e del fatto che ormai la poetessa non creda più a
questo sentimento, non ci si abbandoni più come un tempo.
È come un crollo emotivo, non
ci si fida più di ciò che può sembrare bello, eterno e anche straordinario, è
come quando non si aprono più le braccia a qualcuno che ci ha traditi in modo
terribile.
E si giunge su una panchina,
ma non ci si alza nemmeno, e si vedono i treni, tanti treni che partono e
arrivano ancora, ma non li si guarda, non ci si fa caso perché vi è una sorta
di silenzio sofferente, in una notte gelida, solitaria, lenta.
È meglio starsene seduti. E
vi è una malinconia di base in questa seconda poesia intitolata “Seduta,
resto”, vi è un dolore acerbo che non si può arginare.
“La poesia mi libera,
La vedo cadere come una stella,
e scendere dentro di me,
fino alle mani che scrivono.
E scrivono senza quiete come se gli
avessi detto
“Scendi, vieni con me
E riempimi il petto d’amore.”
Successivamente le poesie
diventano più dolci e meno struggenti, ma vi è sempre quella patina di mal di
vivere. Vi è un abbraccio, un agrifoglio, delle spine e quindi una stretta che
fa male, ma è come in una sorta di amore e dolore che vanno a braccetto, come
un calore che si propaga da ciò che può far provare un sentimento di dolore e
orrore.
In poche righe, in versi
davvero brevi, la poetessa riesce a immortalare ciò che è la vita stessa, dalla
più bella cosa alla meno piacevole che sia.
E proprio quell’amore di cui
all’inizio si aveva il timore reverenziale, tanto da essere aborrito seduta
stante, risorge come vita nuova in altre poesie, dove Nuda, la protagonista
della poesia, riuscirebbe anche a scavalcare il vento, per la persona amata.
Ecco che riemerge il tema
dell’amore che salva, e non che distrugge o umilia, o ancora che fa morire di
disperazione.
E la Luna sembra essere
testimone di ciò che resta, tanto da spogliare la persona protagonista dei
versi brevissimi tanto da assomigliare a un Haiku, sì la luna che aiuta gli
amanti.
L’eros e la morte, il miele e
il male, il bene e l’angelo, l’infinito e la natura, ma anche l’arte e la
libertà, tanto da arrivare a non dare il titolo ad alcuni componimenti.
E ancora, la voglia di
annegare per amore, ma di un amore che sa che deve camminare lento, che deve
adagiarsi piano.
E poi la luce, ma anche la
penombra, come se due cose diametralmente opposte vogliano per forza
assicurarsi la bellezza di poter stare assieme, come i pensieri in cerchio, che
assomigliano a dei fiori.
“Gabbia di pioggia e aghi di pino
Sconosciuta al mio angelo custode
Giaccio in posizione fetale
Invoco ancora il tuo perdono
E annego tra gocce e lacrime”
E poi ecco che si giunge al nucleo della poesia, al titolo dell’opera, al suo parto, al suo amplesso d’anima… Sabbia.
Ma sabbia che rimane sul corpo e svuota le mani, come una clessidra che nel tempo, e del tempo, ha fatto la sua casa nel vento e nell’amore.
E lo spazio è presente, così come il tempo già citato pocanzi, ed è presente l’evanescenza dei corpi che non si toccano quasi mai, così come la maledetta voglia di viversi, che brucia come l’inferno.
Una silloge profonda, che
prende in esame l’esistenza e le sfumature impavide del mondo, tracciando sulla
sabbia che resta incollata alle mani come colla, utilizzando poche figure
retoriche ma arrivando al lettore in modo genuino e autentico.
Come un cerchio che si chiude,
come la vita stessa, come l’Alfa e l’Omega, come il principio e la fine di
tutto, ecco che la silloge si apre e si conclude in dialetto siciliano.
Ma stavolta l’amore è libero
d’osare, finalmente!
“A volte i pensieri fanno rumore
Altre volte suonano un accompagnamento
Il pensiero di te
Musica di sottofondo
Delle mie giornate.”
VOTO IN COCCOLE: 5
FIRMA DEL RECENSORE: ROBERTA CANU
*Si
ringrazia l’autrice e la casa editrice per la copia digitale della silloge*
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