Titolo: Rogue Beast – Garret
Autore: Kylie Gilmore
Editore: Extra Fancy Books
Data Uscita: 4 Ottobre 2021
Genere: Romance Contemporaneo
ISBN: 978-1-64658-051-4
La Bella incontra la Bestia in un caso di identità scambiata, una falsa relazione e una vera attrazione chimica.
Harper
Tutti pensato che io sia una dura perché recitavo la parte di un’Amministratrice Delegata in TV. Non è così. Sfortunatamente la faccenda mi ha procurato strani stalker e ho dovuto rassegnarmi ad assumere una guardia del corpo. Stacco su: una bestia d’uomo, con dei sorprendenti occhi color acquamarina, si presenta sul set del mio nuovo show. La botta di desiderio immediato mi coglie di sorpresa. E intendo dire un’ondata di calore dalla testa ai piedi, le farfalle nello stomaco, i nervi a fior di pelle.
È un problema. Ho un fidanzato e questo dovrebbe essere un puro rapporto d’affari. Sembro un’adolescente arrapata alle prese con la sua prima cotta. E poi me ne rendo conto: la mia cotta ci sta.
Garrett
Stavo andando a trovare mia cognata sul set quando Harper Ellis mi ha invitato nella sua roulotte. È una bellezza, certo. Un po’ timida e molto dolce. Ci siamo piaciuti subito, quindi non ho voluto sciupare il momento ammettendo di non essere la sua guardia del corpo.
Poi arriva
la guardia vera e immagino che sia la fine di tutto. Si scopre che ha un
fidanzato, ma poi rompono e la gente si sente dispiaciuta per lei (il tizio
l’ha tradita platealmente). Per salvare la faccia, lei dichiara che ci stavamo
frequentando.
Non m’interessa se fingere di avere una relazione sia un bene per le pubbliche relazioni, l’attrazione è vera e comincio a pensare che potremmo avere un futuro. Finché tutto mi scoppia in faccia. Adesso ho bisogno di dimostrarle che siamo fatti l’uno per l’altra.
Harper
Mi tremano le ginocchia quando la mia
nuova guardia del corpo viene verso di me con aria spavalda. È una bestia
d’uomo. Ho la bocca secca, il cuore che batte forte. Dev’essere sui
venticinque, alto sul metro e ottantacinque, pieno di muscoli. Il suo fisico è
messo in rilievo da una maglietta nera aderente e jeans sbiaditi. Ha i capelli
castano scuro tagliati corti, che attirano l’attenzione sugli zigomi alti e la
mandibola squadrata. Gli occhiali scuri gli nascondono gli occhi. Duro, sexy
da morire. Non è quello che mi aspettavo.
Faccio un respiro profondo e rallento
il passo. Devo essere calma, fredda, professionale quando lo incontro. Joe
Sullivan e io passeremo un mucchio di tempo insieme. Su mia richiesta,
si trasferirà nell’appartamento accanto al mio. È fondamentale che partiamo col
piede giusto. Oggi è giorno di registrazione per la nuova sitcom Living Gold,
con un vero pubblico nello studio. Mi sentirò meglio sapendo che la mia nuova
guardia del corpo è sul set nel caso ci siano uomini aggressivi tra il
pubblico, ossessionati dal mio precedente personaggio, Amanda.
La cosa più strana di tutti è che non
sono per niente una dura. È un difetto su cui sto lavorando da tutta la vita.
Posso fingere di esserlo, grazie al generale Joan Ellis, mia nonna, che mi ha
cresciuto. Harper! Testa alta, spalle indietro, mai mostrare debolezza.
Sissignora!
Solo che reagire avrebbe significato
l’inferno. Aveva veramente sbagliato carriera, facendo l’insegnante alle
elementari. Avrebbe trovato la sua nicchia al comando delle truppe, invece di
tentare di trasformare una ragazza timida e sensibile in qualcuno che
rispettasse i suoi standard. Fallendo miseramente.
Joe oltrepassa la mia roulotte, senza
rendersi conto di averla mancata e io mi precipito fuori per salutarlo, con un
sorriso professionale sul volto per nascondere il nudo desiderio. «Salve, sono
Harper. Sono lieta di conoscerti. È questa la mia.» Indico la roulotte.
«Seguimi. Vorrei scambiare due parole prima che cominci la registrazione.» Lo
precedo, apro la porta ed entro, tenendo la porta aperta per lui.
Lui non mi raggiunge. Invece alza gli
occhiali sopra la testa e mi fissa. I suoi occhi sono di un sorprendente color
acquamarina. Mio Dio, potrebbe fare un film. Il mio stomaco fa una pazza
giravolta, e mi sento calda dappertutto. Non ho mai avuto una reazione così
viscerale per un uomo al primo sguardo. Potrebbe essere un problema. Sono il
suo capo. Inoltre ho un fidanzato. Colton è in Inghilterra da tre settimane, a
girare un film. Dovrei chiamarlo.
«Per favore, entra» dico.
«Sei Harper Ellis.» La sua voce è
profonda e sensuale come il mio cioccolato fondente preferito e mi dà la stessa
scossa di piacere. Ancora di più, se devo essere sincera.
«Sì. Benvenuto.» Mi rendo conto che
sembra un po’ sorpreso. Pensavo sapesse chi lo aveva assunto, anche se adesso
ho un aspetto diverso rispetto al personaggio che recitavo prima. Amanda Boxer
indossava tailleur e scarpe decolleté. Il mio nuovo personaggio, Lexi Gold, è
una ricca fashionista, quindi indosso un tubino nero senza maniche di Vera
Wang, con una parte trasparente al di sopra del seno e che finisce a metà
coscia, più stivali alla caviglia con il tacco alto. La differenza maggiore
sono i capelli. Come Amanda, portavo una parrucca di capelli diritti castano
scuro perché sarebbe stato un lavoraccio per la parrucchiera dello show stirare
tutti i giorni i miei capelli ricci e li avrebbe rovinati troppo. Ho recitato
tre anni in quello show e quindi apprezzo che la parrucchiera si sia
preoccupata di risparmiare i miei capelli. A quando pare, riccioli lunghi fino
alle spalle non rispecchiano l’immagine di una dura.
La mia nuova guardia entra nella
roulotte e lo spazio di colpo si restringe con la sua figura imponente. Lui
controlla la mia roulotte mentre io controllo lui. È esattamente ciò di
cui ho bisogno per allontanare gli uomini inquietanti. Ha il collo muscoloso
con i tendini in vista, le spalle larghe e i suoi bicipiti sono così grossi che
non riesce a tenere le braccia vicine al corpo. Le cosce sembrano solide e forti,
gambe lunghe che finiscono negli stivali da lavoro. Probabilmente con la punta
d’acciaio per ottenere la massima potenza. La perfezione.
Lui si strofina le mani. «Allora... è
un piacere conoscerti. Ho visto qualche puntata di Capital Asset.» È la
mia precedente sitcom. Amanda Boxer era la spietata Amministratrice Delegata di
un hedge fund.
Sorrido, approvando. Non perché ha
guardato il mio show. È il suo accento di Brooklyn. (Conosco bene gli accenti,
fa parte del mio lavoro.) Non avrei potuto chiedere qualcuno più adatto per
questo lavoro. Quando quei loschi individui del posto verranno da me, si
troveranno contro uno dei loro.
Mi rendo conto di colpo di essere
scortese, visto che lo sto guardando dalla testa ai piedi, per ragioni mie.
Ovviamente la mia assistente ha già fatto le debite verifiche. È lei che ha
controllato i CV. L’unica mia richiesta è che fossero forti, competenti e non
troppo vecchi.
«Posso offrirti qualcosa da bere?»
gli chiedo, indicando il mini-frigorifero. «Ho dell’acqua in bottiglia e tè
freddo dietetico.»
«L’acqua va bene, grazie.»
Lo sfioro passandogli accanto mentre
vado al frigorifero, cogliendo il profumo di una colonia muschiata. Devo
essere professionale. Prendo una bottiglietta d’acqua e gliela passo,
attenta a non toccarlo.
«Grazie» mi dice svitando il tappo
con un movimento rapido. Forte, così forte con quelle mani grandi. Lui alza le
sopracciglia guardandomi mentre beve. Mi sa che lo sto fissando.
Distolgo gli occhi. Lavoreremo a
stretto contatto di gomito quindi non dovrei limitare la mia ospitalità. È
un’occasione importante. La mia prima guardia del corpo, da sempre, rischierà
la pelle per tenermi al sicuro. Il minimo che posso fare e condividere la mia
scorta segreta. Non roba da bere, la roba buona. Ehi, stiamo costruendo una
relazione professionale.
Giusto. Ignora il suo profumo sexy,
il corpo stupefacente e i begli occhi. Apro l’armadietto sopra il microonde, spingendo da parte i bicchieri di
plastica rossa di camuffamento e prendo un sacchetto di plastica. Il ripiano
dondola. Dovrei avvisare la manutenzione.
Apro il sacchetto dicendogli: «Non
dovrei averli. La guardarobiera ha un sacco di vestiti firmati per la mia
taglia esatta. È un bel problema se qualcosa non mi va bene». Alzo gli occhi e
sento una scossa quando i nostri sguardi si incontrano. «Ti piacerebbe averne
uno?» Ho tre quadrotti incartati singolarmente di cioccolato fondente con la
ciliegia. Normalmente sto attenta a farli durare per tutta la stagione, ma lui
è più importante del mio amore per il cioccolato.
Joe scuote la testa. «È veramente
carino da parte tua offrirlo, ma non fa parte nemmeno della mia dieta. Cerco di
mangiare sano.»
«Certo, capisco perfettamente.»
Rimetto in fretta il cioccolato nel sacchetto anche se il profumo è talmente
delizioso che vorrei ficcarmelo in bocca. È quasi ora di cena, ma non posso
mangiare fino a quando sarà finita la registrazione, altrimenti sarò torpida e
la mia performance non sarebbe al massimo. Rimetto il sacchetto talmente in
fretta sul ripiano che si ribalta, facendo piovere i bicchieri di plastica.
«Oops, ripiano traballante.»
«Potrei sistemarlo.»
Spalanco gli occhi. «Oh. Hai gli
attrezzi giusti?» Forse ha uno di quei coltellini dell’esercito svizzero con
dozzine di utili gadget.
Lui accenna un sorriso mentre si china
per ispezionare il ripiano. Mi manca il fiato quando si avvicina. Ridicolo.
Devo darmi una calmata. Appena si sposta all’armadietto vuoto accanto a quello
che contiene la mia scorta segreta, tolgo il sacchetto di plastica e tutti i
bicchieri in modo che possa fare la sua magia.
Lui allunga la mano e fa qualcosa
all’altro armadietto e poi con un altro movimento rapido sistema il mio ripiano
traballante, dicendomi: «Ho preso in prestito un paio di staffe dall’altro
armadietto, visto che non lo usi. Ne porterò qualcuna. Basta spingerle dentro.
Vedi i fori?».
Guardo oltre la mano. «Sì.»
«Basta infilare questi affarini.
Dammi, rimetto a posto la tua roba.» Indica i bicchieri e il sacchetto di
plastica che ho ancora in mano. Lo fisso, sorpresa dal signor Sistema-tutto.
Non solo è favoloso, ma è anche servizievole e sinceramente gentile.
Francamente mi aspettavo più un istinto da killer da una guardia del corpo.
Gli passo la roba e lui la rimette a
posto esattamente com’era prima. «Grazie.»
«Nessun problema. Hai qualcos’altro
da sistemare qui intorno?»
Sbatto gli occhi. La mia guardia del
corpo potrebbe essere anche il mio tuttofare. Non dovrei più far entrare uno
sconosciuto nel mio appartamento o nella mia roulotte. Meraviglioso. Poi
torno in me. Dovremmo superare l’imbarazzo (il mio imbarazzo) avendo una
conversazione professionale, da cliente a guardia del corpo. «È tutto, grazie.»
Indico il divano. «Siediti.»
Lui va a sedersi, totalmente
rilassato. Mi piacerebbe essere altrettanto rilassata. Di solito
sono un po’ tesa prima di una registrazione, ma oltretutto questa è una
situazione insolita per me, lavorare con la mia prima guardia del corpo. Anche
se devo ammettere che non è proprio come me l’aspettavo. Pensavo che sarebbe
stato un duro dall’aspetto minaccioso e che ci avrei messo un po’ per sentirmi
a mio agio con lui intorno. Invece non emana vibrazioni pericolose, nemmeno un
po’.
Mi piace già.
Mi siedo accanto a lui, accavallando
le gambe. Sta bevendo di nuovo e il suo pomo d’Adamo si muove ipnoticamente su
e giù. Smettila di fissare!
Mi concentro sul suo sopracciglio,
evitando di perdermi nuovamente negli occhi acquamarina. «Non so se Trina te ne
ha già parlato, ma è la prima volta che ho una guardia del corpo. Per favore,
abbi pazienza mentre mi abituo ad avere un’ombra. So per certo che ti voglio
sul set quando c’è il pubblico dal vivo il venerdì. Ci sono ancora nove
settimane di registrazione e poi non so dove sarò. Dipende se lo show avrà
un’altra stagione o meno per decidere quali ruoli posso accettare. Ma se
entrambi penseremo che va bene, saresti disponibile a viaggiare?»
Lui si strofina la nuca. «Ci devo
pensare.»
Alzo una mano. «Scusa, sto
affrettando un po’ le cose. Vedremo come vanno le cose. Tu stammi vicino quando
registriamo e mi accompagnerai per venire e andare dal set. So che dormirò
meglio di notte sapendo che sei nell’appartamento accanto.» Di recente, ho
comprato l’appartamento alla porta accanto con l’intenzione di far demolire la
parete divisoria e ingrandire il mio, e ha funzionato, perché adesso ho lo
spazio disponibile.
Joe sorride e il mio polso accelera.
«Sembra che passeremo un mucchio di tempo insieme. È un bene imparare a
conoscerci. Devo dire che non sembri una dura come in TV.» Living Gold
non è ancora andato in onda, quindi si riferisce al personaggio dell’AD.
Cerco di frenare l’irritazione. «È
perché Amanda Boxer era un personaggio che interpretavo, non ero io.» Non so
perché la gente non lo capisca.
Lui si china verso di me. «Fa capire
che attrice favolosa sei.»
«Oh.» Passo le dita lungo la cucitura
dei cuscini del divano, fissandolo. Non sono brava ad accettare i complimenti,
avendone ricevuti così pochi mentre crescevo. Il generale Joan non
viziava.
Lui si appoggia allo schienale e
continua: «Sembri dolce nella vita reale».
«Beh, essere dolci non aiuta in una
lotta.»
Lui sorride, con gli occhi
acquamarina che scintillano. Il mio stomaco fa un’altra folle piroetta.
«Probabilmente no, ma a me piace.»
Ho le guance in fiamme, il cuore che
martella, il cervello completamente assente. Sono scombussolata dai complimenti
e dal suo sex-appeal. Professionale. Mantieniti professionale.
«Sei esattamente come speravo» dico. Tranne
il fatto di essere stupendo. Avrei dovuto essere più cauta con la mia lista
dei requisiti per la guardia del corpo e indicare tipo non sexy.
«In che senso sono come speravi?»
Indico con entrambe le mani le sue
spalle massicce e i bicipiti. «Muscoloso.»
«Mi piace restare in forma per il mio
lavoro. Evita gli incidenti.»
Annuisco. «Perfettamente logico.
Spero di non averti messo a disagio, parlando dei tuoi muscoli.» Ho sempre le
guance in fiamme. Dio, Harper, non potresti essere un capo peggiore, visto
come stai adocchiando il nuovo impiegato!
Lui mi rivolge un sorriso
sciogli-mutande, con i denti che lampeggiano bianchi contro il velo di barba
scura. «Io sono perfettamente a mio agio.»
Io qui sto morendo.
Non è imbarazzante, nooo!
«Bene» dico piano.
Ci fissiamo negli occhi. Io sono
ammaliata, vorrei avvicinarmi di più. Non ho mai provato prima d’ora
un’attrazione simile. Se stessi facendo un provino per l’attrazione, il regista
impazzirebbe per noi due come coppia. Hai bisogno di lui. Non incasinare
tutto. Non riesco a distogliere gli occhi, colta in qualcosa più forte di
me. Oh Dio, è reciproco. L’attrazione è reciproca. Oh, diavolo.
Distolgo a forza lo sguardo, cercando
disperatamente di capire come intavolare una relazione professionale quando
sono arrapata come un’adolescente che si trova davanti la sua prima cotta. E la
cotta è reciproca.
«Che cosa ti piace fare quando non
stai lavorando?» mi chiede.
Cerco di sembrare indifferente. «Mi
piacciono i libri e la musica, specialmente quella dal vivo.»
Lui si sposta verso di me. «Davvero.
Anche a me. Cerco di andare a tutti i festival musicali possibili.»
Gli sorrido. «Bello.» Ho sentito dire
che i festival musicali sono divertenti, ma con tutta quella gente è
impossibile per me andarci come una persona normale. Ci sono andata una volta
sola quando mi aveva invitato l’artista principale. Avevo assistito dal
backstage, con le sue guardie del corpo.
Bussano alla porta della mia roulotte
e apro, aspettandomi uno degli assistenti di produzione. Invece è un uomo
dall’aspetto minaccioso con la testa rasata e un tatuaggio sul collo, con una
camicia bianca aperta fino a metà petto che mostra un altro tatuaggio sopra un
pettorale. Meno male che c’è Joe. Come ha fatto questo tipo spaventoso a
superare la sicurezza?
I suoi occhi castani mi guardano
decisi mentre mi tende la mano da stringere. «Harper Ellis, sono Joe Sullivan.»
La mia guardia del corpo.
Sento lo stomaco che si stringe.
«Cosa?» sussurro con il cuore che mi batte nelle orecchie.
«La sua nuova guardia del corpo» dice
lui. «Mi sono perso per un po’ cercando la roulotte. Ehi, stai bene? Sembri un
po’ pallida.»
Il completo sconosciuto che ho fatto
entrare nella mia roulotte sta uscendo. «È stato veramente bello conoscerti,
Harper. Risparmia un po’ di quel cioccolato per Joe.» Ammicca, si volta e se ne
va.
Torno nella roulotte e vado a sedermi
sul divano, sudando freddo. La mia vera guardia del corpo aspetta fuori.
Chi diavolo ho fatto entrare nella mia roulotte?
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