Titolo: Incubi
Autrici: Lida Deghkhadirian e Samantha Lombardi
Editore: Selfpublishing
Genere: antologia di racconti horror
Data pubblicazione: 31 ottobre 2020
Autoconclusivo
Formato: e-book euro 2,99
TRAMA
Antologia
Cosa rende particolari le nostre notti oltre i sogni? Cosa ci fa urlare di puro terrore nel cuore della notte? Gli incubi che facciamo non ci lasciano mai, rimangono appiccicati addosso come fossero uno strano senso di malessere. Ma cosa succede se quegli stessi incubi che ci terrorizzano diventano realtà? Se volete scoprirlo, se non avete paura, lasciatevi condurre in un mondo fatto di demoni, fantasmi, bambole maledette e vendette sanguinarie. Armatevi di coraggio e poi non vi resta che chiudere gli occhi, prendere un profondo respiro e lasciarvi cullare dagli incubi. O forse no?
RECENSIONE
Questa antologia di racconti sembra fatta apposta per deliziare le menti dei lettori, stupendoli in ogni minimo dettaglio, anche il più piccolo, in frangenti mesmerici che riescono a paralizzare e farci sbarrare gli occhi per lo stupore e guardare sotto il letto perché non si sa mai che un mostro qualsiasi abbia fatto della nostra camera il suo perfetto giaciglio!
Le due autrici sono state molto brave ad analizzare la psiche dei personaggi, le paure più recondite delle persone, i traumi infantili, e anche ad operare in senso benefico nonostante si tratti di letteratura dell’orrore, e questo l’ho apprezzato tantissimo, visto che oggi giorno non tutti gli autori si muovono su una direzione ‘ottimistica’ del genere, ma si accordano su un horror strettamente diabolico. Sì anche in questi racconti, come ad esempio quello dello seduta spiritica, c’è l’elemento malefico, ma non so come dire… sarà che ho notato delle incursioni letterarie piacevolissime sia antiche ( ad esempio Edgar Allan Poe, Lovecraft e altri…) sia moderne più recenti, come Stephen King che tutti i fan come me definiscono il Re e lo Zio King perché riesce, come le due autrici, a immortalare pezzetti di vita quotidiana e a farne dei brevi capolavori. Quindi mi riallaccio all’argomento di prima, per dire che fortunatamente non ci sono elementi che sconvolgono il lettore, anzi tendono a incuriosirlo sempre di più in uno stile incalzante, che sembra quasi volersi appoggiare ai climax poetici ascendenti o discendenti in base al racconto. Le immagini vivide sono straordinarie, soprattutto nel racconto della bambola, e in molti racconti ho scoperto affinità con il mio modo di vedere la letteratura dell’orrore fin dalla tenera infanzia, da quando avevo circa otto - nove anni.
Un onore leggere questi racconti e recensirli, e quando mi è stata proposta la lettura ero già sicura che non mi avrebbero affatto delusa.
Mi è dispiaciuto solo aver trovato molti refusi e errori ortografici, mancanze di virgole e punti e una formattazione a volte ‘strana’ che rende il testo un po’ poco allineato come dovrebbe invece esserlo giustamente.
Mi è dispiaciuto perché il libro merita tantissimo, ma non fa niente, perché le autrici con la loro bravura sono riuscite a incantarmi e ipnotizzare il mio animo e a farmi vivere qualche ora di brivido in più.
In alcuni casi, sembrava di essere proprio i protagonisti di scene ‘affilate’ e sconvolgenti, tratte da dei film degni di Oscar, tanto era il ‘pathos’ e il terrore sempre gentile e fine. Un terrore psicologico che si insinua nelle vene, che ti fa accapponare la pelle e rendere le notti oscure.
Incubi, perché si sa che la paura è forse la parte più irrazionale dell’uomo e come l’amore ( sì c’è spazio anche per degli amori tragico-romantici sovrannaturali) non smettono mai di stupire, mai scontati, mai dubbiosi, mai sporchi ma a volte irriverenti e anche saccenti.
Il mio racconto preferito non so dire quale sia, sono tutti bellissimi e scegliere è davvero difficile, ma voi piuttosto? Chissà che a lume di candela, proprio come si faceva nell’Ottocento, non sceglierete la vostra migliore paura, per conviverci o esorcizzarla per sempre.
Infine, il linguaggio mi è piaciuto molto perché è pulito, concorde con i temi dei racconti e ad un certo punto ci sarà anche una sorpresa che non vi svelerò, ma sarà gradita a livello proprio linguistico, poiché vi piacerà giocare con i dialetti e i modi di dire. Insomma, non vi posso svelare altro, e vi posso solo dire di leggere questo bellissimo libro, se avete voglia di trascorrere una notte da paura!
ESTRATTI
“Stavo sorseggiando un bicchiere di punch quando la mia attenzione venne attirata da un ragazzo che si stava sistemando i capelli pieni di gel con un pettine, anche lui come me non sembrava fosse contento di stare lì, anzi notai subito che aveva il mio stesso atteggiamento insofferente.”
“Le sue mani scesero sul mio corpo accarezzandolo. Anche se non avevo mai baciato nessuno capii che quel bacio così appassionato andava oltre qualcosa di fisico. Sembrava addirittura che da quel bacio dipendesse la sua vita. Ed anche la mia. Lasciai subito cadere quel pensiero, perché in Danny avevo trovato quello che inconsciamente avevo sempre cercato.”
“L’assenza non è assenza, abbiate fede, colui che non vedete, è con voi.” Quella frase si rivelava in tutta la sua verità, io sapevo che Danny era davvero con noi, invisibile ai nostri occhi.”
Voto coccole: 4/5
Firma del recensore: Roberta Canu
* ringraziamo le autrici per la copia digitale *



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