RECENSIONE: Con un'altra forma di Bart Yates

Titolo: Con un’altra forma 

Titolo originale: Leave Myself Behind 

Autore: Bart Yates 

Traduzione: Cristina Massaccesi 

Genere: contemporaneo 

Lunghezza: 276 pagine

Data di pubblicazione: 3 ottobre 2020

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Trama:

Noah York è un adolescente gay che non ha ancora fatto coming out. Ha la lingua lunga, un forte senso critico e tantissimo materiale a disposizione per lanciarsi in una delle sue invettive. Dopo essere rimasta vedova, la madre di Noah, una poetessa dal carattere difficile, accetta un lavoro da insegnante in una piccola città del New Hampshire, lontano da Chicago e dal mondo che lui ha sempre conosciuto. Noah va abbastanza d’accordo con la madre, ma la vecchia casa che stanno cercando di restaurare comincia a svelare i suoi oscuri segreti per mezzo di polverosi barattoli di vetro nascosti all’interno delle pareti. I barattoli contengono frammenti di lettere, poesie e pezzi di diario che finiscono per ricostruire una storia di dolore e violenza che crea un’improvvisa frattura fra Noah e sua madre. Per fortuna, Noah trova un alleato inaspettato in J.D., un vicino di casa adolescente che ha tanti problemi con la sua famiglia.

 

Recensione:

Ci sono due tipi di libri, quelli scritti in prima persona al presente e quelli scritti in terza persona al passato. Solitamente io prediligo i secondi, tuttavia, questa volta, leggendo “Con un’altra forma”, sono riuscita ad apprezzare anche la prima persona.

Questo libro è una specie di diario che Noah, il protagonista e voce narrante, ci racconta. Lui e sua madre, famosa poetessa di livello internazionale, si trasferiscono da Chicago al New Hampshire, in una piccola cittadina totalmente diversa da ciò a cui erano abituati. Qui si conoscono tutti e si può andare in giro col buio senza temere di venir malmenati e derubati.

La casa in cui vanno a vivere ha un segreto che Noah e sua madre, ma soprattutto la donna, sono intenzionati a scoprire.

Come dicevo, tutto è raccontato dal punto di vista di Noah, le follie della madre, la nuova scuola, l’amicizia con J.D. che si trasformerà in molto di più, e il ragazzo diciassettenne cercherà in tutti i modi di tenere insieme la sua vita, la sua famiglia e la sua casa, questa letteralmente parlando. Nonostante lo stile di scrittura, questa volta sono riuscita ad apprezzare tantissimo il modo in cui Noah narra la storia, compresi i suoi ammiccamenti al lettore che di solito mi disturbano. Ho anche molto apprezzato che l’intera vicenda non si sia focalizzata solo sulla storia tra i due ragazzi, che comunque resta un punto focale, ma anche sul contorno delle vicende che non fanno altro che farla risaltare.

Questo libro è molto di più di una storia di coming out, è soprattutto una storia d’amore, non solo tra i due ragazzi, che devono combattere con tutta una serie di problemi e una feroce omofobia, ma anche verso quella che avrebbe dovuto essere una famiglia e che invece, per entrambi ognuno a suo modo, si è rivelata soprattutto una fonte di grande sofferenza.

Un ottimo libro che mi sento vivamente di consigliare.


E se non posso darne di più, per me 5 coccole.

Alla prossima, la vostra Aylen.

*Si ringrazia l’autore e la casa editrice per la copia digitale.*



 

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