TITOLO: VOLLEY, SEMPRE VOLLEY, FORTISSIMAMENTE VOLLEY
AUTORE: ROBERTO TUROLLA
EDITORE: GOLEM EDIZIONI ( COLLANA ANNO)
GENERE: SAGGIO UMORISTICO
DATA DI PUBBLICAZIONE: MAGGIO 2020
FORMATO: EBOOK EURO // CARTACEO 12,50
AUTOCONCLUSIVO
SINOSSI
Volley, sempre volley, fortissimamente volley è prima di tutto un libro, in particolare è un libro comico, e nello specifico la comicità prende le mosse dallo sport, e per essere del tutto precisi, fa riferimento al volley. L’autore parte dal presupposto che il volley sia il centro, l’origine, il fine ultimo dell’esistenza e del creato. Partendo da questo, tenta di dimostrarlo muovendosi a vasto raggio nei più svariati territori culturali, sportivi, antropologici e religiosi, con effetti di ilarità inattesi e sorprendenti.
RECENSIONE
“Recentemente, dopo una nuotatina nel Mar Morto e un riposino al sole sulla riva, temendo un’ustione di terzo grado per il solleone, mi sono rifugiato in una grotta poco distante. Mi sono goduto il fresco e mi sono disteso per schiacciare un pisolino cercando di sistemare al meglio, con le mani, la sabbia e le pietre dietro la testa. Stavo scavando nella penombra della grotta per ottenere il più comodo giaciglio quando ho sentito tra le dita qualche cosa di diverso dalla sabbia e dalla pietra.”
Tutto parte dalla scoperta in una grotta della Torah, ovvero i riferimenti religiosi biblici ed ebraici impartiti da Dio a Mosé e ai suoi discendenti.
L’autore calca molto sulla religione specialmente sui primi capitoli, mentre poi più avanti si dedica alla celebrazione e alla dedica allo sport che appunto secondo quanto dice lui è stato creato personalmente da Dio per rendere gli uomini più felici, più sani, più disciplinati, molto più educati rispetto ai calciatori e agli stessi tifosi del calcio o di altri sport che egli ritiene in difetto rispetto alla pallavolo. Roberto, essendo non vedente, riesce incredibilmente a seguire le partite di pallavolo quando va nei palazzetti, e le segue benissimo attraverso i rumori del pallone, così come riesce ad immedesimarsi nei momenti in cui le ragazze o i giocatori si allenano, essendo addirittura capace di visualizzare con la mente ogni tecnica di gioco e se il punto era della squadra avversaria o di quella per cui tifa lui e i suoi amici.
Ci sono alcuni paragrafi che fanno veramente ridere e divertire, perché lui continua a dedicarsi allo sport inneggiandolo al massimo, lo erge come se fosse davvero una divinità e non solo uno sport e si rifà anche spesso alla letteratura ( Oh capitano, mio capitano!) citando il sommo poeta Dante, Walt Whitman e altri come anche Oscar Wilde.
Ma prima di tutto c’è Dio, ed è giusto così, infatti all’inizio vi è proprio un passo della Genesi, nel momento in cui Dio creò il mondo, e poi finisce con delle parole sostituite da volley.
“ Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Ma prima creò il volley, e vide che era cosa molto buona, la più perfetta delle creazioni.”
Vi è addirittura l’incontro con Noè e la sua arca, ma sempre in tema sportivo, che si rifà sia allo sport vero e proprio che alla sportività di carattere di Roberto, molto spontaneo e sempre alla mano.
Nel complesso mi è piaciuto tantissimo il saggio perché lo consiglio davvero a tutti, non solo a chi ritiene questo sport bellissimo e degno di essere seguito, ma anche perché la scrittura dell’autore è lodevole! Lo stile è raffinato, non solo pulito, e non utilizza mai le stesse parole ma sempre sinonimi e addirittura quasi arcaismi, che enfatizzano il tutto e bene si sposano con la parola di Dio, il verbo fatto carne, o come direbbe Roberto… volley!
Credo che tutti sorriderebbero di gusto davanti ad un saggio così importante, interessante, maturo e per niente acerbo. Trapela tutto l’amore che prova l’autore verso questo sport decantato e a volte però sottovalutato rispetto allo sport ( basti pensare che le partite di calcio vengono trasmesse molto più di quelle di pallavolo e i giocatori vengono pagati il triplo se non il quadruplo!). La cosa bella di questo libro, a parte tutto il contesto, è anche il fatto che si riesce a dire tutto in poche righe, in dodici capitoli circa. Il volley è il centro di tutto, tutto nasce dal volley, passa per esso e si dipana per il volley. Altro che matematica, filosofia e altre discipline! Niente è importante rispetto alla pallavolo.
Sintetizzare è un’opera ricca di analisi, non è facile ma lui ci riesce benissimo in un’arte degna di nota lodevole.
Dio è messo al centro di tutto con sarcasmo, ironia e ilarità ma non con dissacrazione e blasfemia, attenzione! C’è sempre rispetto e ovviamente bisogna essere intelligenti e saper anche leggere tra le righe, per capire che non c’è niente di immorale in un saggio come questo.
Ultima cosa: Ci sono in tutta l’opera dei messaggi importanti che l’autore vuole mandare; non arrendersi solo perché si è ciechi e quindi in teoria secondo le persone si dovrebbe provare pena per loro ( in realtà non si deve mai provare pena perché una persona cieca vuole essere considerata NORMALE e Roberto dimostra di essere molto più intelligente e autoironico di tanti vedenti, credetemi! Un altro messaggio è l’importanza di Dio nella vita, del movimento che fa bene alla salute, dello sport ovviamente, della vita che è una cosa sacra ( nel testo vengono citati pallavolisti maschi e femmine deceduti a causa di malattie oppure che si sono salvati/e da malattie pericolose.)
Insomma, leggetelo perché non ve ne pentirete, e darete un… bagher alla noia!!!
5 COCCOLE
ROBERTA CANU
*RINGRAZIAMO LA CASA EDITRICE E L’AUTORE PER LA COPIA DIGITALE.*


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