Titolo: La nostra isola
Autore: Manuela Chiarottino
Genere: Contemporaneo
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 122
Data di uscita: 21 aprile 2020
SINOSSI
Giuseppe detto Pinuzzo e Leonardo sono di estrazione diversa; il primo è un pescatore, l'altro ha studiato ed è il figlio di un insegnante, ma hanno qualcosa in comune, qualcosa per cui saranno perseguitati. Nonostante il clima di paura e lo spettro della guerra, tra loro nasce un sentimento vero e forte, intriso di passione e dolcezza, che li porterà a essere arrestati e, in tempi diversi, trasferiti all'isola di San Domino, un luogo di condanna e infamia, eppure bellissimo, circondato dall’acqua cristallina del mare e invaso dai profumi del ginepro, del mirto e della pineta. Una prigione in cui si può essere soggetti a soprusi e nello stesso tempo dove esprimere la propria natura. Lì il loro amore prima nascosto potrà paradossalmente vivere alla luce del sole, ma le difficoltà sono tante e non è sempre facile sopravvivere.
La storia, ambientata a Catania, si basa su un fatto storico: il confino inflitto agli omosessuali nell’isola di San Domino, negli anni antecedenti la Seconda guerra mondiale.
RECENSIONE
Davvero una bella scoperta questo libro di Manuela Chiarottino.
Nonostante la brevità, la storia è riuscita a catturarmi completamente.
Dopo un inizio in sordina, dove l’autrice ci racconta la vita di Giuseppe e Leonardo, nella città di Catania, alle prese con tempi allora difficilissimi per le persone omosessuali, il libro decolla decisamente quando i due vengono arrestati e condotti al confine nell’isola di San Domino, nell’arcipelago delle Tremiti.
Qui, la vita che sul continente era impossibile, si trasforma in una realtà che nessuno dei protagonisti si aspettava, regalando loro un anno incredibile, anche se costellato da momenti non proprio ottimali.
Si arriva anche troppo velocemente alla fine del libro e avrei voluto saperne di più di quello che successe ai due protagonisti, liquidato in poche righe, per questo ho tolto mezzo punto al massimo dei voti che la stesura avrebbe meritato.
Un libro che è una testimonianza, che ci narra fatti da non dimenticare, che ancora una volta ci mette di fronte a una – per me – assolutamente ingiustificata discriminazione nei confronti di persone la cui unica colpa è quella di amarsi.
“«Mi chiedo perché, perché non si può semplicemente vivere tutti insieme?»”
Per me 4,5 abbracci.
Alla prossima, la vostra Aylen.
*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale.*


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