Titolo: L’Agenzia
Autore: Daniela Barisone - Juls SK Vernet
Genere: romance, MM, fantascienza, LGBT
Editore: Lux lab
Data uscita: 15 novembre 2019
Pagine: nd
Sinossi:
L’Agenzia non esiste. O almeno, non in questo piano dell’esistenza. Tutto, dalla scrivania a cui lavori, alla sedia su cui sei seduto e al tiramisù della Luisa che mangerai in mensa non esiste in questo mondo. Nemmeno la penna con cui scrivi o il caffè che berrai. Questo è quanto Daniele Baroni si sente dire il primo giorno all’Agenzia dal suo capo, Alessandro Russo.
Tra corridoi che cambiano forma, archivi infiniti, un motel al centro dell’universo, pesci volanti e orrori cosmici da altre realtà, Daniele e Alessandro scopriranno che a legarli non è solo il lavoro, ma anche l’attrazione e il sentimento.
Questo almeno finché Daniele non verrà risucchiato nella tana degli orrori e Alessandro farà di tutto per raggiungerlo e salvarlo. Per farlo, avrà bisogno solo di una scatola di fiammiferi e un kit di cortesia del Sesto Motel. O almeno, questo è quanto afferma il Custode.
Ding. Ding. Ding. Diiiiing. Diiiiing. Diiiiing. Ding. Ding. Ding.
Sito: https://luxlab.weebly.com
Incipit:
“Ancamò chì ta se, Alesandrin? ”
“Vada via al cù ” rispose Alessandro, senza nemmeno alzare la testa dalla scrivania sulla quale aveva passato l’ultimo anno della sua sfortunata esistenza. C’era una montagna di posta da smistare e non voleva rispondere ai commenti irriverenti dei suoi colleghi dell’Agenzia, soprattutto nella figura del vecchio Drago, il capo ufficio del Dipartimento Comunicazioni in cui la Direttrice l’aveva inchiodato per punizione.
Una risata gorgogliò dalla gola di Drago, di cui nessuno sapeva il vero nome. Era sempre stato Drago e basta. Un buon capo a dire la verità, ma con la tendenza a punzecchiarlo un po’ troppo. Inoltre parlava solo in dialetto milanese e la cosa creava un certo sconcerto nelle nuove generazioni di Agenti più giovani. “Te ga nè ancamò per tant, Russo? ”
Alessandro roteò gli occhi al soffitto e si limitò a indicare la pila di scartoffie che gli ingombrava la scrivania. “No, ho quasi finito.”
L’altro gli diede una pacca sulla spalla e si allontanò, lasciandolo da solo a borbottare improperi contro chiunque scrivesse quelle maledette lettere. Era il 2019 santo cielo, perchè lì dentro non potevano usare le e-mail come in tutto il resto del mondo, invece che la posta cartacea?
Sbuffò infastidito. Lo sapeva perché, naturalmente. L’Agenzia non esisteva nel loro mondo, era una dannata Soglia Stabile, non prendeva il wi-fi lì dentro. Solo posta pneumatica e stupide lettere battute a macchina manco fossero gli anni ‘60.
“Toh, Russo. Gh’ho na busta par ti .” Drago apparve di nuovo alle sue spalle, facendolo sussultare dallo spavento. L’uomo gli fece cadere davanti una busta che recava il suo nome - Alessandro Russo - e il timbro urgente della direzione.
Chiuse gli occhi - anzi, l’occhio - e contò fino a dieci prima di aprire la lettera con il tagliacarte e tirare fuori il foglio dal suo interno. La Direttrice, Simona Marte, lo convocava nel suo ufficio nell’immediato e Alessandro pregò tutti i santi del paradiso che fosse per levarlo da quel Dipartimento del cazzo in cui lo aveva lasciato a marcire più di un anno, dopo il casino che aveva combinato a Cesenago con la cassetta della posta. Insomma non era stata colpa sua se… no ok, era stata tutta colpa sua e doveva solo ringraziare di avere ancora un lavoro e di non essere stato buttato fuori a calci dall’Agenzia per sempre.


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