Titolo: Rondò caprese
Autore: Velia Rizzoli Benfenati
Genere: Contemporaneo
Editore: Triskell Edizioni
Data di uscita: 2 novembre 2019
Pagine: 230
Sinossi:
Quando la Signora Aida Caracciolo-Bussel muore, lascia un testamento folle che costringe
il nipote Haendel Corsini, un uomo distrutto da un passato traumatico, sulla soglia dell’alcolismo e con alcuni matrimoni falliti alle spalle, a tornare a Capri, nella villa di famiglia, dove trova una Suite che il padre, grande compositore e direttore d’orchestra defunto da tempo, aveva composto anni prima e rimasta sconosciuta.
In un inverno freddo e burrascoso, Haendel si trova a confrontarsi con Andrea, la sua roccia, amico di sempre e figlio della dama di compagnia della Signora, pronto a sostenerlo.
Andrea però custodisce un segreto: ama profondamente Haendel da sempre.
Riusciranno i due a trovare il bandolo di quella matassa tanto complicata in cui le loro vite
s’intrecciano in un continuo rincorrersi e raggiungere l’equilibrio interiore?
Recensione:
Non avevo mai letto nulla di questa autrice e confesso di aver approcciato questo libro con un po’ di titubanza, dato che la trama non mi aveva particolarmente entusiasmato.
Dei due protagonisti Haendel è quello con il bagaglio di problemi più grande sulle spalle, mentre Andrea sembra essere quello caratterialmente più forte, cosa che non si rivelerà del tutto veritiera.
Haendel, nonostante abbia tre brevi matrimoni etero alle spalle, si scopre attratto da Andrea, l’amico d’infanzia, l’unico che non lo ha mai abbandonato in nessuna circostanza, senza rendersi conto che proprio Andrea, gay orgogliosamente dichiarato, è a sua volta innamorato di lui da quando aveva dieci anni.
La narrazione è divisa in due parti e nella prima mi è sembrata un po’ pesante, con ripetuti accenni ai fatti che hanno portato Haendel a essere quello che è diventato a quel punto della sua vita, la seconda parte invece mi è risultata più scorrevole e meno cupa.
Una menzione speciale sia per l’accuratezza con cui sono descritti i luoghi in cui il romanzo è ambientato, sia per la precisione con cui è trattato l’argomento della musica in sé, per questo mezzo punto in più.
Nel complesso un buon libro che mi sento di consigliare.
Per me 4 abbracci.
Alla prossima, la vostra Aylen.



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