Titolo: Tutti giù per terra
Autore: Raimondo Preti
Editore: PSEditore
Genere: diario pop
Data uscita: 11 aprile 2019
Pagine: 242
Sinossi:
Un vero e proprio zibaldone moderno, semiserio, scanzonato, arguto, su una grandissima varietà di argomenti. In questi brevi scritti predomina l'ironia, anche nella trattazione di tematiche serie, e non mancano gli spunti di riflessione sul mondo di oggi e quello dei nostri padri. L'autore procede per un girotondo di citazioni colte e popolari, in uno stile scorrevole, rivelando vizi e virtù della passata e della presente generazione. Tutti giù per terra siamo noi.
Recensione:
Il libro è uno zibaldone modernissimo, scanzonato, intelligente e quasi un pamphlet (genere letterario nato in Francia tantissimi anni fa) in cui la satira è tagliente su vari argomenti. Si passa dalla mitologia al Dio moderno, alla filosofia, alla Vergine Maria e a Gesù in un iconoclastia quasi surreale tanto da ammirare il testo come se fosse un dipinto o un opera d’arte scultorea.
‘Il primo è un artista dotato di arguzia, empatia e immaginazione, capace di creare storie non meno suggestive di un cielo notturno che sembra realizzato sopra una lavatrice in movimento ( Notte stellata di Van Gogh) tanto per dire le cose come stanno’
Si parla del sesso come espressione libera e poi si denunciano i vizi ma si lodano le virtù. Una commissione di eroismo fatto in maniera agevolata, per rendere il lettore capace di ascoltare dalla prima all’ultima parola senza confusione o senza incappare nell’irrealtà. L’illuminismo fa da padrone, scavalcando quel romanticismo tipico dell’800 in cui ombre e amori erano sovrani quanto gli dei e la luce dei lumi, della ragione.
‘E’ il caso di Jack con la fidanzata lasciata << davanti all’altare in trepida e verginale attesa>>, quando si giustifica dicendo che non è stata colpa sua, << c’è stato il terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette>>
Vi è una discesa nel mondo interiore delle paure recondite, del bene e del male, degli dei minori e di Buddha, vi sono classificazioni ancora non ben congegnate ma pur sempre tipiche del pensiero della gente comune che vuole sapere e si interroga sui perché della vita. L’autore usa uno stile talmente arguto e forte da sembrare quasi un politico senza però assurgere alla demagogia. Si erge come assessore delle politiche ambientali, delle idee buone e dei buoni propositi, dei grandi e bravi principi letterari e sociali, moderni e non. Si sorride sempre, ma si impara molto. Dio è sempre presente, (ovvio) la sua onniscienza e onnipresenza scala le vette del libro e non solo come figura eterna e misteriosa che tocca il dito di Adamo e soffia sulle proprie narici per crearlo a sua immagine e somiglianza, ma come uomo normale che potrebbe mischiarsi agli dei e ai poeti, artisti e pittori dei secoli vari. L’autore ci consiglia di non smettere mai di beffarci del mondo, di ridere sempre, di predicare le buone novelle per ottenere virtù e frutti golosi, perché siamo tutti sulla stessa barca, sia che abbiamo la pelle bianca, nera o verde. Lui è un satiro, perciò fa dell’allegria e dell’allegoria il suo pane quotidiano, la sua dote.
Al libro do ben 5 abbracci perché ispira ad amare l’universo passato, presente e futuro. Non sappiamo cosa ci presenterà Dio un domani, ma Raimondo Preti sa che dovrà ridere sempre e non abbattersi mai. L’universo è un girotondo che vorticosamente, con fili invisibili riordina il labirinto di Minosse e ci porta tutti giù per terra, a volte ci facciamo male, altre volte invece impariamo a crescere. Questo libro ‘corollario’ lo definirei, ci da la possibilità di ascoltare la voce interiore di quel Dio che ci ama o che semplicemente ci adora per come siamo. L’autore cita autori famosi e opere come la Divina Commedia oppure il Piccolo Principe, ridendo di alcuni stralci ma con humour intelligente. Raimondo sa provocare con delicatezza, e questo ci piace! Ci si ritrova davanti un libro che miracolosamente colpisce il cuore di tutti, anche dei più scettici riguardo certe materie, perché le lacrime del male a volte sono pur sempre indispensabili per accentuare la forza del bene. Gli scrittori sono i reietti della società, che brillano di luce propria ma non si arrendono nemmeno davanti ad un foglio bianco e all’ennesima sigaretta accesa per ammazzare il tempo. I miti, le leggende, le frasi imposte dal mondo, sembrano fiori in vasi comunicanti, perché gli autori le hanno pronunciate al posto giusto e se ne sono serviti nel momento più adatto. Vi sono argomenti attuali e antichi come il mondo non ancora civilizzato, ma non per questo ‘tutti giù per terra’ fa sprofondare o fa in modo che il lettore si faccia male nel leggere il Mito della Caverna… è un libro da leggere con la giusta dose di ilarità e intelligenza, altrimenti lo si scambia per un pezzo di carta che non vale a nulla se non a criticare il mondo e basta. Si cerca la propria versione dei fatti, la propria installazione nel mondo, si opta per un mondo migliore o anche un luogo peggiore ma pur sempre storico, mai falso ma sempre tragicomico.
‘Mentre la verità è senza sfumature, uniforme, grigia, così brutta che è meglio non vederla. Come meno poesia e più sintesi, potrebbe essere una frase da biscotti della fortuna’
Si parla di eroismo puro, in un mondo che a volte, per la sua poca voglia di esplorazione, lo merita poco un libro così intenso e prezioso. Il preludio all’esattezza cosmica è stare tutti giù per terra.



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