Titolo: Io sono la preda
Autore: Anna Pia Fantoni
Genere: Romance/thriller/noir/rosa
Editore: Self-Publishing
Pagine: 199
Sinossi:
Chi è Gabriele?
Potrebbe essere un normale consulente finanziario parmigiano che trascorre le giornate tra lavoro e filantropia. O potrebbe essere il sadico attore-regista di filmini amatoriali violenti e sanguinosi, con protagoniste ragazze rapite, narcotizzate e violentate.
E chi è Giuditta?
Potrebbe essere un’imprenditrice di trent’anni, irriverente e pasticciona, che si è trasferita da cinque anni al Lido di Venezia. Oppure potrebbe essere la vittima predestinata, la preda finale di un gioco perverso che va avanti da troppo tempo.
Sullo sfondo di una Venezia afosa e affollata di turisti, Giuditta dovrà fare i conti con gli errori commessi, con le proprie insicurezze e, soprattutto, con un passato pronto a sferrare l’attacco decisivo.
"Io sono la preda" è un romanzo breve che sfugge alle classificazioni di genere, una storia umana di redenzione e di violenza, di amore puro e di desiderio implacabile. Un dramma, nero e luminoso al contempo, sul potere della manipolazione e sulla fragilità dell’essere umano.
Recensione:
È una curiosa creatura il passato e a guardarlo in viso si può approdare all'estasi o alla disperazione. Se qualcuno l'incontra disarmato, presto, gli grido, fuggi! Quelle sue munizioni arrugginite possono ancora uccidere!
Come dice la sinossi, chi è Gabriele? Potrebbe essere un consulente finanziario o un sadico regista.... E Giuditta? Una ragazza dal passato oscuro che fugge da Padova e approda a Venezia per rifarsi una vita. Lì conosce Samuele ed insieme a lui, apre un'agenzia d'interpreti ma in tutti questi anni nemmeno si accorge di quanto sia innamorato di lei.
Alle spalle del ragno, all’improvviso, è sbucato un uomo muscoloso, il viso in ombra e una lancia con la punta infuocata tra le mani. È rimasta immobile. Incredula, speranzosa.
Libro molto, molto bello, ben scritto in maniera fluida e dettagliata proprio come piace a me. Poi che dire ho apprezzato molto le frasi in dialetto e l'attenzione per i particolari. Di primo impatto mi ha lasciato a bocca aperta per poi riprendere una lettura più tranquilla, ma allo stesso tempo, non riesci a capire dove ti vuole portare. Man mano che si va avanti le cose si fanno sempre più interessanti, tanto è vero che non vorresti smettere di leggere per vedere come va a finire. Mi ha fatto sorridere l'abbaglio preso dalla protagonista (e come dicevo prima, brava l'autrice a non farti capire niente).
Bravissima.
Si volta verso Samuele con le lacrime agli occhi. «Chiedimi cosa provo». Lui la fissa con quello sguardo blu e sereno, sorride e le appoggia una mano sul cuore. «Cosa provi, papera?»
«Mi sento esplodere di gioia, Sami. Non è poi così brutto mettere radici».
5 abbracci.
Loretta



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