La fiamma brucia,
cancella, distrugge... tutto ciò che è stato non esiste più, tutto ciò che è
ora ti sovrasta... Tutto si devasta per ricreare proprio dalla Cenere ciò
che fu e che porta a...
TITOLO: Come cenere
SERIE: Il Bacio delle Tenebre
VOLUME: 2 (autoconclusivo) di 2
(leggibile anche per chi si
approccia alla saga)
AUTORE: Arianna Colomba
GENERE: contemporaneo, paranormal romance
PAGINE: 373
DATA DI USCITA: 15 giugno 2022
TRAMA
ESTRATTO
«Tu mangi?»
[…]
«Meno di quanto dovrei»
sibilo. Dio, come vorrei affondare nella sua carotide, bagnarmi col suo sangue
e godere dei suoi gemiti. «Perché?»
«Ne parlavi al telefono. Hai
detto qualcosa riguardo allo strozzarsi col cibo, no?» Lei domanda e io
annuisco. «Pensavo che i vampiri si nutrissero solo di sangue.» […] «Mi
sbagliavo?» incalza la domanda, obbligandomi a risponderle.
«Siamo davvero arrivati a
quel punto?» Percepisco da solo il disgusto con cui ho pronunciato ogni parola.
«Eh?» Mi guarda stranita,
corrugando le sopracciglia sporche di terra. Una piccola linea sottile le si
forma proprio nel centro della fronte, là dove il sangue di Besnik non ha
aderito alla pelle. «Mica ti ho chiesto di amarmi per l’eternità. Che cazzo di
punto vuoi che sia? Quello in cui tentiamo una conversazione civile? Perché mi
sa che è già andato a farsi fottere.»
Più si altera, più le
brillano gli occhi e il cuore le batte forte. Pulsa a ritmi regolari,
apportandole sangue dritto alle zone periferiche così da scaldarle le guance di
un succulento rossore. «Calma, bambina, non è la serata adatta per fare i
capricci.» Ma lei alza gli occhi al cielo dandomi modo di pensare a quanto
sarebbe bello strapparglieli via. «E comunque sì, ci nutriamo di sangue ma
possiamo ingerire ogni cosa. Meglio, come risposta?»
«Vaga» ribatte.
Non so se Chiara sia masochista, o se questa sia solo
una prova per la mia poco rinomata pazienza. «Vedi, mia cara, la verità è che
traiamo nutrimento solo dal sangue umano. E non dare ascolto a quelle stupide
favolette che dicono che ne bastano poche gocce. Magari sono vere, ma la realtà
è differente: a noi piace uccidere. Perché non c’è niente di più bello del
potere derivato dall’attimo in cui un’anima fluisce nel nostro corpo, del
momento in cui un cuore che si spegne a poco a poco, esalando l’ultimo battito
dritto sulle nostre labbra.» Finalmente, sussulta. «Anche perché noi rubiamo la
vita. Vedi, come da tradizione letteraria, siamo morti. Eppure, quando ci
nutriamo torniamo a vivere, anche se per poco tempo. Questo significa che
possiamo riassaporare il cibo, le bevande, il respiro, il battito del cuore, il
dolore, la vulnerabilità umana e, non ultimo, il piacere carnale.» Ondeggio la
mano in aria, dando a intendere che il discorso dovrebbe continuare ma che, per
mancanza di voglia del sottoscritto, finirà in questa maniera.
«E ogni quanto dovreste
nutrirvi?»
Oh, la bambina s’informa. Ha
ragione. «Mi stai chiedendo se sei in pericolo?»
Esita per qualche istante,
poi annuisce. «Sì.»
«Ho ancora un po’ di
autocontrollo, ti basti di sapere questo.»
«Perché non esci, allora?»
«Mi stai incitando
all’omicidio?»
È divertente chiederlo, soprattutto perché la sua
faccia si rabbuia all’improvviso. Di solito, l’ipocrisia umana impedisce di
rispondere affermativamente: nessuno vuole passare da mostro, tantomeno mettendo
un proprio simile, anche se sconosciuto, in pericolo. Pensano tutti che negare
l’evidenza sia un espediente ottimo per vivere con la coscienza pulita. Come se
bastasse un diniego per fermare la mattanza a cui siamo condannati.
«Sì» risponde di getto.
È come un colpo al petto a
cui non ero preparato. Ha ammesso uno dei peccati più infimi a cui potesse
condannarsi.
«Sei piena di sorprese,
bambina, lo sai?»
«Chiara» mi corregge.
«Beh, se il tuo unico
pensiero è rivolto a come ti chiamo, direi che sei ancora più interessante di
quanto mi aspettassi.»
So di sorridere, lo vedo
riflesso nei suoi occhi, così impassibili e immobili. Adesso che lo sporco le
scurisce la pelle, rilucono come due piccole gemme.
«Non hai ancora risposto alla
mia domanda: perché non vai fuori?»
«Perché rischieresti di
trovarti sola nel caso in cui gli amichetti di […] venissero a farci visita.
Ecco perché.»
[…]
«Capisco.» […]
Abbassa lo sguardo. Ha i
capelli raccolti in una coda, forse per non darmi a vedere che non li lava da
troppo tempo.
«Hai bisogno di una doccia.»
Penso a voce alta e lei
s'immobilizza ancora di più. L'imbarazzo la cattura e il sangue inizia a
pulsarle più veloce nelle vene.
Dio, come mi eccita il suo odore. No, non quello
della pelle sudata, sia chiaro; parlo della vita, della fragilità, del fatto
che mi basterebbe sfiorarla per spezzarla e divorarla. Chissà che storie ha da
raccontarmi, quali sensazioni potrebbe donarmi.
«Io... mi dispiace.»
balbetta.
Se non fosse che sono a secco
di provviste, giurerei che potrebbe venirmi duro in un solo secondo.
«La colpa è mia» ammetto con
uno sbuffo. L’ho portata qua e gettata su un vecchio materasso senza neanche
pensare ai suoi bisogni primari. «Vieni, ti faccio vedere dov'è il bagno. Ci
penso io a tenere d'occhio la situazione.»
«E se gli amichetti di […]
venissero nel mentre?
«Beh, in quel caso, potranno
godere del bello spettacolo delle tue chiappe, mia cara.»
L'idea mi fa ridere, al
contrario di lei che si alza stizzita, e almeno basta a distrarmi dalla voglia
immane di dirle che sotto quella doccia vorrei finirci anch'io.
Sai com'è, potrebbe
fraintendere. Anche perché, più la guardo, più la voglia di ucciderla mi
avviluppa le viscere.
Vi ha incuriosito?
Volete saperne di più?
Beh, non vi resta che
seguire questo intenso Blog/Review Tour
dove Arianna Colomba ci accompagna per
mano, in punta di piedi tra le pieghe malevoli di un destino beffardo e di
copioso sangue che scorre e che nutre il Mostro...
Se vi
siete persi le tappe precedenti andate a recuperarle, se siete in attesa delle
prossime ecco quando e dove trovarle!
I blog coinvolti sono:
Sognare Leggi e Sogna, Tre gatte tra i Libri,
Coccole tra i Libri, Un cuore tra i Libri,
Peccatrici Librose, Rivendell: Katy Booklover,
Silvia tra le righe, Eynys Paolini, Paper
Purrr,
Letture Sale e Pepe, Buona Lettura.

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