Titolo: Showtime
Autore:
Erika Vanzin
Editore:
Self Publishing
Genere:
Music Romance
Data di pubblicazione:
17 Dicembre 2021
Serie: Roadies
Series #4 - Romanzo autoconclusivo
Formato:
Ebook € 2,99 - Cartaceo Flessibile € 16,64 - Disponibile in
KU
TRAMA
A Capodanno si fanno i conti con quello che
l’anno vecchio ha portato e ci si fa grandi aspettative per quello che il
futuro ci riserva. C’è quell’elettricità nell’aria che ci rende quasi euforici,
carichi di speranze e desideri da esaudire.
Non è così per Simon. Lui ha una carriera ben
avviata, abbastanza soldi da permettergli di vivere di rendita, fama e successo
che gli spalancano le porte di una vita lussuosa. Ma non è quello di cui ha
bisogno.
Da quando i suoi amici si sono trovati una
compagna, tutti sembrano essere andati avanti tranne lui, fermo in quel limbo
in cui il futuro appare grigio e solitario. I soldi non possono comprare una
persona che gli stia accanto, con cui pensare di invecchiare, e quella
solitudine che da anni si porta dentro, diventa sempre più insopportabile.
Come si sopravvive quando anche i tuoi amici ti
mettono da parte? Come si affrontano lunghi mesi di tour quando non condividi
nemmeno più lo stesso bus con la band con cui sei cresciuto? E quando ti
ritrovi da solo, non puoi fare a meno di pensare che il passato che ti ha
ferito non era poi così peggiore del futuro che ti aspetta.
Mentre la storia romantica all’interno di
SHOWTIME è autoconclusiva, la trama del romanzo è una continuazione degli
eventi che cominciano in BACKSTAGE, PAPARAZZI e FAITH (Roadies Series #1, #2 e
#3). È fortemente consigliato leggere BACKSTAGE, PAPARAZZI e FAITH prima di
cominciare questo romanzo.
RECENSIONE
“A tutti quelli che amano colorare fuori dai bordi”
“Showtime è un libro dedicato a tutte quelle persone che si
sono sentite diverse, incapaci di conformarsi con quello che la società impone”
“Continuate a colorare fuori dai bordi perché c’è bisogno di
gente coraggiosa che mette in discussione le regole”
Cito le parole
dell’autrice, perché posso dirvi molto poco sul romanzo, onde evitare spoiler.
Parlarvi dei
protagonisti svelerebbe alcuni dei colpi di scena di questa narrazione.
Una scelta coraggiosa
quella di Erika, di dare voce a tutte le persone che sanno guardare avanti
senza curarsi delle convenzioni sociali e di quanto giudicato normale dalla
massa, che sanno vivere e viversi, cercando la propria felicità, senza farsi
condizionare dall’opinione altrui.
Potrebbe sembrare un
inno alla ribellione, ma non è così. Gli argomenti trattati, come già nei
precedenti capitoli, sono molto profondi, ma Erika li affronta con delicatezza
e discrezione, leggera come una piuma, quasi in punta di piedi, facendoli
arrivare al lettore in modo intenso e sentito.
Ma il centro non si
sposta: sono l’amore e la famiglia i punti focali, quella famiglia che non è
data da sangue e cognome, ma dall’affetto e dalla costante presenza, dall’aver
vissuto esperienze comuni e similari.
“È piacevole scoprire che c’è ancora qualcuno,
nel dorato mondo delle celebrità, che dà valore a sentimenti come l’amicizia e
la genuinità dei rapporti”
È sempre un’emozione
ritrovare il fronte unico e compatto dei Jailbirds, che un po’ vacilla per la
sindrome di abbandono che vive Simon.
“Tutti hanno qualcuno a cui rivolgere il
proprio pensiero mentre io me ne sto qui, fermo immobile, a osservare la
felicità che mi vortica attorno, senza mai raggiungermi per davvero”
Un personaggio che
saprà stupirvi e conquistarvi, per quanto si rivelerà poliedrico, per il suo
bisogno di amare e di prendersi cura degli altri, unico modo che lo fa sentire
bene con sé stesso.
“Una cosa che ho capito di Simon in questi
mesi è che sente il peso di proteggere chi ama. Non importa cosa deve fare per
raggiungere quell’obiettivo, ma il benessere e la felicità delle persone a cui
vuole bene viene prima di tutto, anche di se stesso.”
Uno degli aspetti che
Simon condivide con i suoi compari è quello di voler essere scelto per quello
che è e non per quello che rappresenta, soldi, fama, celebrità… cose che non
rendono felici, che non tolgono quel senso di impazienza che rende
insoddisfatti.
“Io non sono una rockstar, sono un ragazzo a
cui piace fare musica e lo fa di lavoro. Tutto qui. Eppure a loro non interessa
che racconti qualcosa di me, per conoscermi meglio, vogliono sapere
dell’ambiente delle celebrità”
È dura prendere atto
che accanto ai propri amici ora ci sono altre figure che si prendono cura di
loro, che riempiono vuoti e colmano bisogni, dispensando i consigli che finora
era stati appannaggio del nostro bassista. E alle volte è più facile scappare
che affrontare la paura di essere lasciato indietro.
“Stanno andando tutti avanti senza di me. Mi
sento inchiodato nel presente quando gli altri pensano al futuro. Li vedo
allontanarsi mentre io non riesco a muovermi”
Simon però è l’uomo
fantastico che abbiamo imparato a conoscere nei precedenti capitoli e proprio
come un po’ ce lo si aspetta, colpisce con la sua serietà e profondità.
“Simon è calma, pace, sicurezza, fiducia.
Simon è casa”
E come tutti gli altri componenti della band
saprà mettersi in gioco, accettare la sfida che è la vita giorno dopo giorno,
trovando la forza di vedere quello che ha a discapito di quello che pensa di
aver perso.
“Sono un bastardo fortunato e fino a questo
momento non me ne sono nemmeno reso conto.”
La scrittura di Erika
continua a conquistare e a regalare immagini dolcissime e molto evocative,
eppure questo lettura è più ostica delle precedenti.
Non vi nego di aver
letto il romanzo due volte per poterne cogliere il senso e la bellezza, e
quando ho raggiunto l’illuminazione è stata davvero un’epifania. La prima volta
ero riuscita solo a percepire l’angoscia e la malinconia di Simon, senza
cogliere il messaggio che l’autrice veicola fin dal primo capitolo: bisogna
essere capaci di guardare oltre l’apparenza, oltre ai pregiudizi e per la
conquista della felicità il punto iniziale è saper accettare sé stessi per
quello che si è.
Non sempre avere dei
modelli negativi comporta che si diventerà come loro, perché ogni soggetto è
libero di scegliere chi essere.
“A quanto pare la famiglia in cui cresci può
insegnarti che tipo di adulto essere, ma può anche aprirti gli occhi su che
tipo di uomo non vuoi diventare”
Ancora, non siamo
quello che gli altri vedono in noi, siamo quello che decidiamo di essere e
siamo gli unici che possono permettere agli altri di far vacillare il nostro io
e le nostre scelte.
“L’opinione della gente non può ferirti o
farti cambiare idea se quello che senti è davvero quello che vuoi, quello che è
giusto per te. Le parole degli estranei possono distruggere qualcosa solo se tu
per primo hai dei dubbi”
Concedetemi una nota
di merito per il nostro Evan, quel magnifico uomo che risolve ogni problema
senza ancora essere andato al manicomio e che spero vivamente di ritrovare in
un prossimo capitolo tutto suo. Un uomo che colpisce per la sua calma e
costanza, fiducia e saggia presenza. Il papà, la colonna portante dei nostri
ragazzi, il quinto membro dei Jailbirds.
“Se fossi in te non penserei troppo a quello
che succede. A volte le cose migliori che capitano nella vita sono quelle che
non si pianificano”
Ultima nota: per chi
come me ha amato molto Michael, bè… Michael è Michael e anche in questo romanzo
non si smentisce.
Ribadisco quanto già
esternato: una serie davvero unica e strepitosa, da non perdere, dove ogni
romanzo è più intenso del precedente, ogni personaggio lascia senza parole,
entrando dentro al lettore e arricchendolo con una piccola parte di sé, dando punti
di vista e chiavi di lettura del comportamento umano che sono piccole perle di
realtà.
“Le persone con un cuore così generoso possono
solo fare grandi cose nella vita”
5 Coccole
Alla prossima coccola, Lenny
*Ringraziamo l'autrice per la copia
digitale*
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