RECENSIONE: Cinque sorelle / La saga della famiglia Fendi di Cinzia Giorgio

 

Titolo: Cinque sorelle / la saga della famiglia Fendi

Autore: Cinzia Giorgio

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Narrativa storica

Data di pubblicazione:  1 aprile 2021

Romanzo: Serie

Formato: e-book euro 4,99 Cartaceo euro 11,40

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TRAMA

La saga della famiglia Fendi.

Quando Maddalena Splendori entra per la prima volta nella boutique della famiglia Fendi, in via Piave, Adele Casagrande Fendi, la riconosce subito.

Maddalena è una donna nota alle cronache per uno scandalo di cui è stata protagonista prima del matrimonio. Sin dal primo scambio di parole, però, le due donne sentono che qualcosa le lega: è lo spirito anticonformista e passionale che le anima entrambe. Quello spirito che ha consentito a Maddalena di emanciparsi dalla miseria in cui è nata e frequentare ora i salotti buoni di Roma, di ospitare in casa sua scrittori dell’importanza di Luigi Pirandello. Lo stesso spirito che ha spinto Adele Fendi, nella Roma degli anni Venti, ad aprire un negozio di moda insieme al marito, realizzando il suo sogno e diventando una stimata e affermata imprenditrice. Ben presto, infatti, grazie alla sua determinazione, le raffinate pellicce e gli accessori in pelle con il marchio Fendi diventano famosi anche all’estero, nonostante il conflitto mondiale. È solo l’inizio di un successo inarrestabile: l’amore per la produzione artigianale e per la tradizione, unito alla capacità visionaria, si trasmetterà dalla madre alle cinque incredibili figlie. Con loro e grazie al duraturo sodalizio con Karl Lagerfeld, il marchio diventerà una vera e propria icona del lusso internazionale. Tra le pagine di questo romanzo rivive la storia di un’amicizia così profonda da legare più generazioni, insieme a quella di una famiglia il cui nome è in grado di evocare eleganza e bellezza.
Un viaggio nel mondo della moda.

La nascita della maison Fendi.

La storia di un’amicizia profonda e duratura.

 

RECENSIONE

Una storia straordinaria, narrata in maniera delicata, dolce, sensibile ma al contempo tosta e artistica. Un viaggio nell’animo della moda, sì, perché l’universo delle donne e degli uomini che decidono di mettere davvero anima e cuore nel loro lavoro sublime di piccoli stilisti, per poi arrivare a diventare dei volti illustri e nomi famosi delle riviste patinate come Vogue, è intricato, complesso, ma bellissimo.

Ho trovato il romanzo davvero stupendo in ogni sua parte, in ogni minimo dettaglio, nelle filettature che come trame e orpelli si dilettano come figure retoriche in una poesia mai banale, nell’impresa più eroica di tutte, forse: saper catturare l’attenzione, far commuovere, far sorridere, far innamorare.

“Adele aveva letto i giornali ed era rimasta disgustata da certi commenti. Le ingerenze nella vita privata degli altri non le erano mai piaciute. Chi troppo parla non lavora, diceva sua zia.”

 

E io mi sono davvero innamorata della storia di Adele Fendi, di Maddalena Splendori, carissima amica di Adele che avrà una vita abbastanza travagliata. Sua figlia, Clelia, sposerà un uomo che la maltratterà.

Siamo negli anni della guerra, in cui il Duce non ammette repliche per quanto riguarda i diritti alle donne, non vi è il divorzio in Italia e per questo Clelia dovrà sottostare alle violenze subite da suo marito, l’uomo che non ama.

Ma quando Adele la prenderà sotto la sua ala protettiva, lei cambierà completamente vita, mossa dal desiderio di rivalsa, di voler lavorare e sentirsi indipendente, appoggiata dal padre Federico, che le vuole un gran bene. Quando lavorerà nell’atelièr Fendi, le cose si sistemeranno per lei, e forse troverà anche l’amore, tanto cercato e desiderato.

Per entrambe, ormai amiche per la pelle, il negozio sarà un rifugio dalla guerra, che come ben sappiamo provoca sempre dolore e disperazione.

“Maddalena entrò nello studio di suo marito e vide la scatola che le aveva recapitato il fattorino dei Fendi. Raggiunse a grandi passi la scrivania e cominciò  a osservarla alla luce ovattata della variopinta lampada Tiffany.”

L’autrice riesce a inscatolare una trama talmente avvincente da mettere in discussione tutto ciò che ci è sempre stato inculcato in testa riguardo il mondo della moda, in quanto non è come lo immaginano tanti, non è solo paillettes e lustrini, pellicce o borsette in miniatura. C’è ben altro e basta leggere questa storia fantastica di amicizia e riscatto per comprendere il valore della parola ‘moda’. Un romanzo corale in cui si capisce davvero il senso perfetto della vita.

"Il lusso è intelligenza". Questa frase mi ha colpito molto ed è stata detta dal grande stilista tedesco Karl Lagerfeld, che comparirà a un certo punto della storia.

Comunque mi è piaciuto il modo in cui Cinzia Giorgio (la scrittrice) ha parlato della moda e del lusso in maniera sublime, concordandosi con l’essenza sublime di entrambe le forme d’arte, trovando parole giuste al momento giusto. Non vi sono infatti debacle di stile.

Vi innamorerete della semplicità del testo, ma anche della sua corposità, del modo in cui la squisitezza della forma, della sintassi, e della narrazione, unite allo spettacolo della vita che gira attorno alle storie di ogni sorella Fendi, e di ogni personaggio, rendano omaggio alla maison fortunatissima, nata un po’ per gioco ma cresciuta come una bimba che vuole essere adulta ma non per capriccio, no, piuttosto perché sa di potersi permettere di essere dolcemente e timidamente astuta.

“Troppi ricordi le affollavano la mente, troppe immagini del suo passato continuavano a riflettersi nello specchio della sua coscienza. Inspirò profondamente per rallentare il battito del suo cuore. Finalmente il coperchio cedette.”

Inoltre, sembra che il romanzo abbia davvero una vita propria, e ci si invaghisce di ogni singolo momento, custodito gelosamente come un nuovo paio di scarpe da indossare con la giusta dose di vanità.

In conclusione, un romanzo così dolcemente storico, in quanto particolarmente veritiero e illustre nella sua geniale galanteria, ricuce perfettamente ciò che è stato il periodo delle lotte e dei dissapori tra uomini e donne che non godevano purtroppo degli stessi diritti, ma volendo essere resiliente e femminista, lo consiglio davvero di cuore soprattutto all’universo maschile, affinché comprenda che tutte noi donne alla fin fine ci sentiamo un po’ sorelle.

 

VOTO IN COCCOLE: 5

FIRMA DEL RECENSORE: ROBERTA CANU

*Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la copia digitale*

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