RECENSIONE: Arte, droga e rock and roll di Irene Milani


 

Titolo: Arte, droga e rock and roll

Autrice: Irene Milani

Editore: Pubme

Genere: Giallo / Suspense

Data di pubblicazione: 25 febbraio 2021

Romanzo: Autoconclusivo

Formato: e-book 0,99€.

Cartaceo 13,30€

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TRAMA

Il telefono di Ginevra Sartori, giovane poliziotta appena rientrata a Bolzano dopo un lungo periodo a Roma, suona all’alba per avvertirla di un’evasione: un arrestato per droga è riuscito a fuggire dal commissariato. La stessa scena si ripete il giorno successivo: questa volta a strapparla dal morbido abbraccio del piumone è la notizia di un furto di opere d’arte dal Museion. Che legame c’è tra questi due avvenimenti a cui, pochi giorni dopo si somma l’omicidio di un musicista di cui Ginevra è testimone diretta? Che ruolo ha Sebastian, l’amico d’infanzia inizialmente accusato di quest’ultimo delitto? Il peso dei ricordi del passato rischia di ostacolare la risoluzione dei casi affidati alla giovane poliziotta, mettendo addirittura a repentaglio la sua stessa vita. Ambientato in una Bolzano fredda e a tratti ostile “Arte, droga e rock and roll” unisce la struttura del giallo ad una descrizione attenta dei luoghi e dei caratteri dei personaggi, con un tocco di ironia.

 

RECENSIONE

Ammetto di non essere un’appassionata di romanzi gialli, ma questa storia mi ha colpita particolarmente per diversi fattori: l’autrice ci narra il coraggio di una poliziotta, Ginevra Sartori, ci parla del suo passato attraverso brevi ma intensi flashback che richiamano altri stili, altre forme di narrazione ben lontane dalla struttura analitica e complessa del romanzo in cui aleggia solo un alone di mistero o di suspense.

“Ginevra cammina a testa bassa per difendersi dal freddo che ormai le è penetrato nelle ossa; il suono degli anfibi che porta ai piedi rimbomba nella via deserta attutito appena dalle pozzanghere che qua e là costellano l’asfalto, riflettendo la luce dei lampioni che a poco servono per contrastare l’oscurità.”

Mi sono piaciute molto le caratterizzazioni dei personaggi, così veri, così improntati in una vita realistica, quasi da poter, noi lettori, toccare con mano quelle figure che altrimenti sembrerebbero lontane.

Il nocciolo della questione è originalissimo, e ora vi spiego il perché: i dilemmi sono tre, come il numero perfetto per antonomasia. I casi da risolvere infatti sono ben tre e tutti e tre sono diversi tra loro ma allo stesso tempo uniti da un sottile fil rouge che è come se riesca a congiungere il tutto, più che altro a ben dire, a ricamare, a cucire, a rifinire il tutto. Questi casi appartengono al mondo dell’arte, alla droga e al rock. Un musicista viene ucciso, tre quadri vengono rubati dal Museion e un drogato è evaso dalla prigione in cui avrebbe dovuto scontare la sua condanna.

“Il loro rapporto era poi sfociato in qualcosa di più quando lei era stata colpita durante un’operazione antidroga: aveva dovuto restare in ospedale quasi due settimane per una ferita all’addome. Entrambi si erano resi conto che non li legava solo una semplice amicizia e l’appartamento di lei era diventato il loro rifugio segreto.”

Cos’hanno in comune questi tre avvenimenti?

E poi c’è un altro quesito, che ci conduce alla linea amorosa, al genere leggermente rosa che aleggia come un fantasma nella nebbia sulla storia, lasciandoci davvero stupiti! Il quesito è: Che cosa c’entra Sebastian con questi tre avvenimenti così tristi e, sotto certi punti di vista, brutali? È possibile che l’uomo sia l’artefice di tutto? E se invece non avesse alcuna colpa?

È geniale la scrittura della Milani, sono rimasta entusiasta di questo breve romanzo ma molto intenso. Unica pecca, i refusi, che a volte sono stati ripetuti ma non gravi fortunatamente e non così tanti da compromettere la bellezza del libro in questione.

A proposito di romanzi rosa, Sebastian vi lascerà stupiti specialmente…

Non ve lo dico!

“Quando, in occasioni particolari la sofferenza fa nuovamente capolino, fendendo la corazza che si è costruita pezzo dopo pezzo, Ginevra non cede al dolore, non si lascia prendere dallo sconforto.”

Se volete scoprire come si evolverà la storia, dovete gustarvi il romanzo, che si legge davvero tutto d’un fiato.

È bellissimo il modo in cui sono stati divisi i capitoli, che sono brevi ma corposi, riescono a intrattenere e a catturare sempre l’attenzione, fissando quel brivido e quel pathos emotivo molto conturbante e giustamente versatile.

È come se la musica, l’arte e la droga sussistessero e finissero per essere l’una la parte integrante dell’altra, e dell’altra ancora, fino a raggiungere l’apice della bellezza stilistica. 

 

VOTO IN COCCOLE: 5 

FIRMA DEL RECENSORE: ROBERTA CANU

*Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la copia digitale*

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